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I cacatua di Sydney hanno imparato a bere dalle fontane: ecco come fanno

A Sydney, un gruppo di cacatua che vive in un parco pubblico ha imparato a usare le fontane pubbliche per bere, dimostrando un'intelligenza fuori dal comune e una sorprendente capacità di adattamento all'ambiente urbano.

9 Luglio 2025
13:11
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In un parco pubblico di Sydney i cacatua hanno imparato da soli a usare le fontane per bere. Immagine da Klump et al., 2025

C'è un parco cittadino a Sydney, in Australia, dove l'acqua pubblica non è più appannaggio esclusivo degli esseri umani. Tra le aiuole e le panchine, infatti, vive un gruppo di cacatua ciuffogiallo che ha imparato a usare le fontane pubbliche per bere. Non premendo semplicemente un pulsante o girando una manopolo, ma compiendo un'azione coordinata e molto ingegnosa che prevede l'uso simultaneo di entrambi i "piedi".

A raccontare questa piccola rivoluzione urbana è uno studio pubblicato di recente sulla rivista Biology Letters, firmato da Barbara Klump del Max Planck Institute of Animal Behavior, insieme a un team internazionale di ricercatori australiani e viennesi. Il comportamento è stato osservato per la prima volta direttamente dalla stessa Klump, che ha poi deciso di approfondire per capire quanto fosse diffuso e come questi ingegnosi pappagalli hanno imparato.

Un mente pennuta fuori dal comune

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I cacatua, come altri pappagalli, sono uccelli estremamente intelligenti

Già nel 2022, gli stessi cacatua – conosciuti anche come cacatua crestazolfo (Cacatua galerita) – avevano fatto molto parlare di sé per un'altra abilità fuori dal comune: aprire i bidoni della spazzatura nei giorni di raccolta, sollevando con il becco e i piedi i coperchi per accedere agli avanzi lasciati dai cittadini. Ma stavolta l'impresa è ancora più sofisticata. Le fontane studiate non sono infatti e classiche colonnine con un pulsante, ma quelle che richiedono una pressione costante per far uscire l'acqua.

Già per un bambino può essere un'impresa non da poco, figurasi per un uccello. Eppure, i cacatua ci riescono. Come si vede nei video, usano uno o entrambi i piedi per girare e tenere premuto il rubinetto a manopola, bloccandolo con il peso del corpo e piegando poi la testa lateralmente per bere dal getto d'acqua. È un movimento molto preciso, coordinato e tutt'altro che banale o "istintivo". I cacatua hanno prima scoperto come fare, poi hanno perfezionato la loro tecnica.

Videocamere, beccate e prove ripetute

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Gli scienziati hanno posizionato delle videocamere per capire meglio come i cacatua bevessero dalle fontane pubbliche. Immagine da Klump et al., 2025

Per studiare nel dettaglio questo comportamento, i ricercatori hanno posizionato delle videocamere vicino alle fontane più frequentate, riconoscibili anche per i segni lasciati dai becchi dei pappagalli sulle parti in plastica. Sono stati così monitorati 24 cacatua "frequentatori abituali", alcuni catturati e marcati temporaneamente con dei puntini rossi per distinguerli dagli altri. E in soli 44 giorni di osservazioni, il team ha registrato ben 525 tentativi di utilizzo delle fontane.

Di questi, circa il 41% si è concluso con successo. Gli uccelli marcati – probabilmente più esperti – hanno raggiunto una percentuale di successo leggermente più alta, intorno al 52%, dimostrando un miglioramento attraverso il classico processo di apprendimento attraverso prove ed errori. Le strategie adottate dai cacatua erano inoltre molto varie e avevano esiti spesso imprevedibili. Alcuni movimenti funzionavano, altri no, anche se sembravano tutti identici. Questo suggerisce che molti imparavano da soli, sviluppano un proprio "stile".

Maschi e femmine si comportano in modo diverso

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Gli uccelli hanno imparato attraverso tentativi ed errori e ogni individuo ha sviluppato un sua tecnica personale. Immagine da Klump et al., 2025

Uno degli aspetti più curiosi emersi dal confronto con lo studio precedente – quello sui cassonetti – è la differenza tra i due sessi. Mentre aprire i bidoni era un compito prevalentemente maschile, nell'uso delle fontane non è stata riscontrata alcuna differenza significativa tra maschi e femmine. Una possibile spiegazione è che aprire un cassonetto richieda più forza fisica e quindi favorisca i maschi, spesso più robusti.

Al contrario, l'accesso all'acqua – una risorsa tra l'altro virtualmente infinita – probabilmente non genera la stessa competizione e permette a tutti di sperimentare, provare e, sopratutto, bere. Questo potrebbe indicare che l'innovazione non dipende quindi tanto dal sesso o dalla "forza" dell'individuo, quanto soprattutto dal tipo di risorsa e dal contesto sociale in cui si sviluppa. Nell'ottenere il cibo – molto più limitato – entrano quindi in gioco anche gerarchie, competizione e altri fattori sociali.

L'intelligenza urbana dei cacatua

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Gli animali intelligenti, adattabili e in grado di innovarsi, sono quelli che si adattano meglio all’ambiente urbano

Per i ricercatori, entrambe le innovazioni osservate – l'apertura dei bidoni e l'uso delle fontane – sono esempi perfetti di come alcune specie siano in grado di adattarsi in modo sorprendente agli ambienti urbani. In un mondo sempre più antropizzato, dove le trasformazioni sono rapide e spesso ostili alla fauna selvatica, i cacatua di Sydney hanno invece saputo sfruttarle a loro vantaggio.

In città, essere "intelligenti" e flessibili da un punto di vista cognitivo e comportamentale può fare la differenza tra la vita e la morte. E i pappagalli, così come i gabbiani, le cornacchie, le cince e altri uccelli "geniali" che hanno imparato a sfruttare semafori, strade, auto, oggetti e strumenti umani, sono dei veri maestri nell'arte di adattarsi rapidamente al caos cittadino. Osservano, sperimentano, provano e sbagliano. Ma poi, spesso, imparano. Proprio come noi.

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