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4 Gennaio 2026
15:53

Ghiande, semi e non solo: cosa mangiano gli scoiattoli in natura

Gli scoiattoli non mangiano solo noci: in natura si nutrono di semi, frutti, funghi e talvolta anche di uova e piccoli animali. Conoscere le specie autoctone e aliene presenti in Italia aiuta a capire il loro ruolo e il loro impatto sugli ecosistemi.

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Uno scoiattolo comune (Sciurus vulgaris), la specie autoctona più diffusa in Italia

Gli scoiattoli sono piccoli roditori frenetici, spesso con la coda folta e che quasi sempre immaginiamo con una noce o una ghianda tra le zampe. È una scena molto familiare, ma anche piuttosto riduttiva. In natura, infatti, la dieta degli scoiattoli è parecchio più varia e complessa di quanto si creda e cambia a seconda della specie, della stagione e dell'ambiente in cui vivono.

Gli scoiattoli sono infatti animali onnivori opportunisti: significa che si nutrono soprattutto di vegetali, ma non disdegnano altre fonti di cibo quando se ne presenta l'occasione. In Italia, inoltre, accanto alle specie autoctone convivono anche diverse specie aliene introdotte dall'essere umano, volontariamente o accidentalmente, che hanno abitudini alimentari differenti e soprattutto un impatto ecologico importante.

Conoscerne la dieta aiuta quindi non solo a capire come vivono questi roditori, ma anche perché alcune di queste specie rappresentano un problema serio per gli ecosistemi e la biodiversità italiani.

La dieta degli scoiattoli: di cosa si nutrono in natura

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In alcune regioni, soprattutto quelle più meridionali, gli scoiattoli comuni sono neri anziché rossi

La base dell'alimentazione degli scoiattoli è costituita soprattutto da semi e frutti di piante. Ghiande, noci, nocciole, castagne, pinoli e semi di conifere sono tra i cibi preferiti di molte specie, soprattutto in autunno. In questo periodo gli scoiattoli accumulano infatti scorte di cibo, nascondendole nel terreno o nelle cavità degli alberi, comportamento che permette loro di superare l'inverno quando le risorse diventano scarse.

Accanto ai semi, però, gli scoiattoli mangiano anche frutti carnosi, come bacche, more e fichi, oltre a germogli, foglie giovani, fiori e funghi. I funghi, in particolare, sono una risorsa importante per molte specie forestali e il loro consumo contribuisce alla dispersione delle spore, svolgendo un ruolo ecologico spesso sottovalutato.

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Lo scoiattolo nero meridionale (Sciurus meridionalis) è stato riconosciuto come specie solo recentemente e vive esclusivamente in Calabria, Basilicata e Campania meridionale. Foto da Wikimedia Commons

Ma la dieta non è esclusivamente erbivora. In alcune circostanze, soprattutto in primavera ed estate, gli scoiattoli possono integrare l'alimentazione con proteine animali. È stato osservato che mangiano insetti, larve, chiocciole e, più raramente, uova di uccelli, pulcini o piccoli vertebrati, come lucertole o topolini appena nati. Non si tratta di un comportamento abituale, ma di una strategia opportunistica, utile nei momenti in cui il fabbisogno energetico aumenta, per esempio durante la riproduzione.

Questa flessibilità alimentare è uno dei motivi per cui gli scoiattoli riescono ad adattarsi bene a contesti diversi, comprese le aree urbane. Tuttavia, proprio questa capacità diventa problematica quando entrano in gioco specie aliene invasive, che competono con quelle autoctone per le stesse risorse.

Quali sono e dove vivono le principali specie di scoiattoli

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Lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) è una delle specie più invasive e problematiche in Europa

In Italia, la specie più diffusa e conosciuta è lo scoiattolo comune (Sciurus vulgaris). Conosciuto anche come scoiattolo rosso, vive soprattutto nei boschi di latifoglie e conifere delle Alpi e degli Appennini. Il colore del mantello è molto variabile, dal rosso al marrone scuro fino al nero, soprattutto nelle regioni più meridionali. Si nutre prevalentemente di semi, ghiande, nocciole, pinoli e funghi, adattando la dieta alle stagioni.

Accanto a lui c’è poi lo scoiattolo nero meridionale (Sciurus meridionalis), per lungo tempo considerato una sottospecie dello scoiattolo comune, ma oggi riconosciuto come specie distinta. È solo nero, e vive esclusivamente nel Sud Italia, in Calabria, Basilicata e Campania. La sua dieta è simile a quella dello scoiattolo comune, ma legata a un ambiente più ristretto e fragile, che lo rende particolarmente vulnerabile, soprattutto alle specie aliene.

Nel nostro paese, infatti, vivono diverse specie di scoiattoli alieni e invasivi. La specie più nota e diffusa di tutte è sicuramente lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis), una delle specie aliene più problematiche in Europa. Introdotto dagli esseri umano dal Nord America, si è diffuso soprattutto nel Nord e nel Centro Italia. È più grande e robusto del comune e ha una dieta molto varia: semi, ghiande, frutti, gemme, cortecce e occasionalmente uova e piccoli animali. La sua efficienza nel reperire il cibo gli permette di competere e spesso sostituire lo scoiattolo autoctono.

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Lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii), originario dell’Asia, è in forte espansione nel Sud Italia

Ci sono poi anche lo scoiattolo di Pallas (Callosciurus erythraeus), specie asiatica introdotta in alcune aree della Lombardia, e il tamia siberiano (Eutamias sibiricus), più piccolo e riconoscibile per le strisce scure sul dorso, originario dell’Asia settentrionale. In Italia è presente in alcune aree limitate a Roma e in Veneto, a seguito di fughe o rilasci dalla cattività. Vive soprattutto a terra e si nutre di semi, bacche, insetti e piccoli invertebrati, accumulando grandi scorte per l’inverno.

Infine, c'è lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii), specie esotica originaria del Sud-Est asiatico, presente in Italia con due popolazioni alloctone: una nel parco di Acqui Terme (Piemonte) e l'altra, più estesa e preoccupante, lungo la costa tirrenica tra Campania, Basilicata e Calabria, dove minaccia seriamente lo scoiattolo meridionale.

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