UN PROGETTO DI
11 Maggio 2026
13:03

Detrazioni nel 730 per spese veterinarie e bonus animali domestici sono due cose diverse: facciamo chiarezza

Periodo dell'anno in cui si effettua la dichiarazione dei redditi in cui è possibile avere rimborso di parte delle cure veterinarie per il proprio animale domestico. Si tratta di una misura diversa rispetto al cosiddetto "bonus" per cani e gatti che invece è stanziato dalle Regioni e solo per chi ha un determinato Isee.

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In questo periodo dell'anno, ovvero quando si deve affrontare la dichiarazione dei redditi, molte persone che vivono con un animale domestico cadono in confusione già solo nella stesura, soprattutto perché c'è una certa disinformazione rispetto a ciò che si ha diritto e come funziona dal punto di vista fiscale, considerando che si fa confusione tra le detrazioni relative al 730 e il cosiddetto "bonus animali domestici".

Partiamo subito da una precisazione: il bonus non c'entra nulla con la dichiarazione dei redditi. Quest'ultima va fatta entro il 30 settembre 2026 tramite il Modello 730, riguarda lo stato patrimoniale di ciascuno di noi e in cui si può portare a detrazione parte delle spese avute per la cura del proprio cane o gatto.

Cos'è il bonus animali domestici e chi ne ha diritto

Il bonus animali domestici è una pratica a sé ed è appannaggio solo di alcune persone che devono avere dei requisiti particolari e che possono così ottenere un supporto economico volto a coprire parte delle spese veterinarie. Il bonus sarà riconosciuto fino al 31 dicembre 2026 direttamente dalla Regione di appartenenza e fino a esaurimento fondi.

Si tratta di un contributo che viene erogato dalle regioni e per accedere al quale è necessario avere delle caratteristiche precise. Non si tratta solo del proprio reddito ma rientrano tra i beneficiari solo coloro che hanno compiuto 65 anni d'età. Per quanto riguarda l'ISEE bisogna essere al di sotto dei 16.215 euro annui e, ma questo vale per tutto, l'animale deve essere dotato di microchip e iscritto all'anagrafe canina. Il bonus esiste dalla Legge di Bilancio del 2024, è riconosciuto dalle Regioni di appartenenza e viene erogato fino a esaurimento delle risorse disponibili. Secondo un calcolo medio, il rimborso può andare tra i 200 e i 300 euro annui, in base alle risorse disponibili e alle regole regionali.

Destrazioni per spese veterinarie, come si calcolano nel 730

Precisato dunque che si tratta di due cose ben distinte, per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi l'attuale legislazione in merito prevede una detrazione pari al 19% sulle spese ammesse ed entro determinati limiti. Per fare un esempio pratico rispetto al 730 del 2026, che attiene ai redditi del 2025, c'è un limite massimo di spesa che può essere detratta pari a 550 euro e una franchigia di 129,11 euro. Significa che la detrazione si calcola solo sulla parte compresa tra i 129,11 e i 550 euro. Facciamo un esempio pratico: se si sono spesi 300 euro di cure veterinarie, bisogna eliminare la parte relativa alla franchigia, ovvero quei 129,11 euro. Si arriva così a una cifra pari a 170,89 euro di cui si recupera il 19%. Il rimborso, in questo caso, sarebbe pari a circa 32 euro.

Queste informazioni vanno inserite nel Quadro E del modello 730, con il codice 29 che è quello dedicato alle spese veterinarie. All'interno del 730 precompilato, compilabile e scaricabile sulla propria pagina del sito dell'Agenzia delle Entrate, le spese veterinarie come del resto quelle mediche umane dovrebbero essere già presenti.

Come si sarà già compreso, rientrano appunto solo spese relative alla salute dell'animale domestico: indagini diagnostiche, visite veterinarie, farmaci e così via mentre non si ha alcun diritto a detrazioni o rimborsi per cibo o altri strumenti relativi alla "vita ordinaria" con un cane o con un gatto.

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