
Era incatenato, come accade a molti suoi simili, e così sarebbe dovuto rimanere perché il suo “compito” era quello di partecipare a un rito religioso. Ma questa volta un elefante è riuscito a liberarsi e ha caricato un uomo, raggiungendolo in pieno e uccidendolo. L’episodio è avvenuto in India, nel Kerala, dove appunto i pachidermi vengono utilizzati per cerimonie e riti in cui vengono detenuti in cattività.
I media locali hanno messo in evidenza la notizia, soprattutto perché l’animale ha poi cercato in tutti i modi di allontanarsi dall’area in cui era avvenuto il fatto e la sua fuga ha destato preoccupazioni nella popolazione dopo che si era saputo del fatale esito del suo comportamento.
La furia del pachiderma non ha risparmiato qualsiasi cosa ci fosse tra lui e la libertà: danni ingenti sono stati riscontrati su macchine, alberi e altre strutture danneggiate dal suo passaggio. Poi squadre specializzate nella cattura dei grandi animali selvatici sono intervenute e, dopo averlo sedato e dopo diverse ore di appostamenti, gli operatori sono riusciti a catturare l’animale.
L’elefante in India ha un significato legato principalmente al culto induista di Ganesha, una divinità che è rappresentata proprio con la testa del pachiderma e che porta saggezza e fortuna. L’ “omaggio” all’animale è dovuto al fatto che gli induisti riconoscono la grande intelligenza e resilienza di questa specie e l’uso degli animali nei rituali religiosi è visto come un porta fortuna per ottenere la benedizione del dio.
A parte la connotazione religiosa, gli elefanti nella cultura locale sono anche manifestazione di potere da parte di chi li possedeva un tempo in modo molto più diffuso ma per una tradizione che ancora stenta a estinguersi del tutto. La potenza dell’animale è uno status symbol di forza e dominio e questi animali ancora sono molto sfruttati pure a livello turistico.
La morte di una persona ha risollevato il dibattito pubblico in India ma in realtà riflessioni etiche proprio sull’aspetto dei viaggi di stranieri che vanno nel paese per partecipare a tour organizzati dove si svolgono anche “spettacoli” con gli animali che richiamano i riti della tradizione religiosa continuano a essere un problema rispetto alla salvaguardia di animali selvatici che dovrebbero solo essere lasciati in pace nel loro habitat naturale.