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19 Dicembre 2025
15:34

Di che razza è Beethoven, il cane del film classico di Natale

Il cane protagonista del film “Beethoven” è un San Bernardo ed è diventato un’icona del cinema natalizio per bambini: un gigante buono ispirato a una razza antica, selezionata per la vita in montagna e per legarsi profondamente agli umani.

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Il cane di San Bernardo è una delle razze più note a mate, anche grazie al celebre film degli anni 90 "Beethoven"

Beethoven (il cane San Bernardo) è uno di quei personaggi che, soprattutto nel periodo natalizio, tornano puntuali sul piccolo schermo. Il cane protagonista dell'omonima commedia americana (uscita nel 1992) non è infatti solo una mascotte ingombrante e "combinaguai", ma il vero motore narrativo di una storia familiare che negli anni è diventata un piccolo classico del cinema per ragazzi e degli nostalgici degli anni 90.

Goffo, esuberante e apparentemente ingestibile, Beethoven incarna perfettamente l'idea del "gigante buono" che mette in crisi l'equilibrio domestico per poi ricomporlo, insegnando qualcosa a tutti, come i tutti i grandi classici del cinema per famiglie degli anni 90.

Nel tempo il personaggio è diventato uno dei cani più famosi del cinema e della TV, tanto da dare vita a un vero e proprio franchise con sequel, serie animate e spin-off. Nei primi due film Beethoven è interpretato dall'attore canino Chris, affiancato in realtà da altri dodici "sosia" e controfigure per le diverse scene e i numerosi sequel, in tutto sette. Chris è poi morto nel 2007, all'età di 12 anni, quando era ormai in pensione da tempo: un dettaglio poco noto che racconta anche il lato meno visibile del lavoro degli animali sul set.

Le caratteristiche dei San Bernardo, i cani come Beethoven

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Il San Bernardo "nasce" nelle Alpi svizzere, nel celebre Ospizio del Gran San Bernardo

Beethoven appartiene naturalmente alla razza San Bernardo (il nome ufficiale della razza è "Cane di San Bernardo"), uno dei cani più riconoscibili e iconici al mondo. Le sue origini sono legate alle Alpi svizzere e, in particolare, al celebre Ospizio del Gran San Bernardo, un luogo di accoglienza per viaggiatori e pellegrini che attraversavano i passi montani. Qui questi cani venivano allevati come ausiliari, ma erano “eroi solitari”, come spesso racconta la leggenda.

Il San Bernardo veniva allevato perché era un cane robusto e affidabile, in grado di muoversi senza difficoltà tra la neve, individuare persone in difficoltà e fare da supporto ai monaci. Dal punto di vista fisico, rientra nella categoria delle razze di taglia gigante. Può infatti superare facilmente i 70 centimetri al garrese (l’altezza alla spalla) e raggiungere pesi molto elevati (un maschio arriva anche a 80 chilogrammi).

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Il San Bernardo è un cane di taglia gigante, selezionato per la vita in montagna e per resistere a condizioni ambientali estreme

Il corpo è massiccio, con ossatura forte, torace ampio e muscolatura potente. La testa è grande e proporzionata, con muso corto, stop marcato (il punto tra fronte e naso) e labbra pendenti che gli conferiscono quell’espressione "bonaria" diventata quasi proverbiale. Il mantello può essere a pelo corto o lungo, sempre fitto e adatto a proteggere dal freddo intenso. Il colore di base è il bianco con macchie rosse o marroni, spesso distribuite su dorso e testa.

Tutte queste caratteristiche sono il risultato di una selezione funzionale, pensata per la vita in montagna e per resistere a condizioni ambientali estreme.

Carattere e motivazioni dei San Bernardo

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Tra le motivazioni di razza più spiccate ci sono quella affiliativa e collaborativa

Ogni individuo ha naturalmente la propria personalità, ma in linea generale il "carattere" del San Bernardo è uno degli aspetti che più hanno contribuito alla sua fama, sia nella realtà sia sul grande schermo. È generalmente un cane tranquillo, paziente e molto tollerante, soprattutto con i bambini. Questa "calma" non va però confusa con la pigrizia: si tratta di una razza riflessiva, che tende a valutare attentamente le situazioni prima di agire, tutte caratteristiche riconducibili alle sue motivazioni di razza.

Quando si parla di "motivazioni di razza", ci si riferisce a quelle spinte comportamentali innate tipiche di una razza che sono state selezionate nel tempo dagli esseri umani. Nel San Bernardo è forte la motivazione affiliativa, cioè il desiderio di stare vicino al gruppo sociale umano, e quella collaborativa, legata al lavoro svolto storicamente accanto ai monaci. Sono cani che cercano infatti molto spesso il contatto, la vicinanza e una relazione stabile, più che l'attività frenetica o la competizione.

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Il cane di San Bernardo è una razza generalmente paziente e molto tollerante, soprattutto con i bambini

Allo stesso tempo, la mole imponente richiede una gestione attenta e consapevole. Un San Bernardo non è adatto a contesti in cui deve essere lasciato solo a lungo o trattato come un semplice "cane da giardino". Ha bisogno di spazio, ma soprattutto di interazioni calme e coerenti. L'educazione deve puntare sulla chiarezza e sulla fiducia reciproca, ma anche sulla pazienza e sull'accettare che si tratta di un cane impegnativo ed estremamente sensibile.

Beethoven, nella sua versione cinematografica, esaspera e rende comici molti di questi tratti: la stazza fuori scala, l'entusiasmo travolgente, l'incapacità di passare inosservato. Ma dietro la gag e il caos domestico c'è un ritratto che, in fondo, non tradisce più di tanto la realtà, fatta di un cane gigante, gentile e profondamente sociale, che da secoli vive accanto agli esseri umani e continua a farlo, oggi, anche attraverso lo schermo e l'eredità di una dei film con protagonista un cane più amati e famosi di sempre.

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