
Da qualche anno gli automobilisti di tutto il mondo raccontano che capita sempre più spesso di arrivare a destinazione con il vetro dell'auto quasi pulito e senza insetti spiaccicati. Una buona notizia per chi guida, forse, ma per gli scienziati potrebbe essere il segnale che qualcosa che non va. È quello che viene chiamato "fenomeno del parabrezza" (in inglese windshield phenomenon), ovvero la percezione, diffusa tra automobilisti e viaggiatori, che nel tempo sia diminuito il numero di insetti che finiscono contro auto e altri veicoli.
Un'osservazione semplice, quasi banale, ma che però solleva una domanda importante: gli insetti stanno davvero diminuendo così tanto o è solo una percezione? Molti studi dicono di sì: gli insetti sono in declino un po' in tutto il mondo. Ma per capire meglio quanto ci sia di vero dietro le storie degli automobilisti, ora arriva un'app – chiamata Bugs Matter – che aiuterà chi guida a contare gli insetti morti sulla propria auto e gli scienziati a quantificare il fenomeno del parabrezza.
Gli automobilisti aiutano a studiare il declino degli insetti
Gli insetti non sono solo fastidiosi compagni di viaggio. Sono animali fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi: impollinano le piante, aiutano a controllare altre specie e rappresentano una fonte di cibo indispensabile per uccelli, anfibi e piccoli mammiferi. Un loro declino può avere effetti a catena su interi ecosistemi e su molte attività umane, come l'agricoltura e la produzione alimentare.
Il problema è che le impressioni degli automobilisti, da sole, non bastano. Per capire se il fenomeno è reale servono dati raccolti in modo sistematico. Ed è qui che entra in gioco la cosiddetta citizen science, cioè la scienza partecipata, in cui anche i cittadini contribuiscono alla raccolta di informazioni. In Francia è stato lanciato un progetto che va proprio in questa direzione. Ricercatori, associazioni ambientaliste e l'Ufficio francese per la biodiversità, hanno così deciso di coinvolgere direttamente gli automobilisti attraverso un'app gratuita.
Il funzionamento è molto semplice. Prima di partire, si pulisce la targa dell'auto. Durante il viaggio si guida normalmente. Alla fine si contano gli insetti rimasti sulla targa e si inseriscono i dati nell'app Bugs Matter, insieme alla foto, alla posizione geografica e ad alcune informazioni sul tragitto. Ogni utente diventa così, di fatto, un "raccoglitore di dati".
Gli insetti stanno diminuendo a ritmi allarmanti
L'idea non è nuova in realtà: il progetto Bugs Matter era già attivo nel Regno Unito e in Irlanda, e ora è stato esteso anche agli automobilisti francesi. L'obiettivo è costruire un grande database che permetta di capire se, dove e quanto gli insetti stanno diminuendo in Europa. Non è ancora chiaro se verrà in futuro esteso ulteriormente ad altri Paesi e se arriverà anche qui in Italia.
I primi risultati, però, non sono rassicuranti. Studi simili condotti negli anni scorsi hanno già rilevato cali significativi. In Danimarca, per esempio, una ricerca durata oltre vent'anni ha registrato riduzioni fino all'80% e al 97% in alcune tratte stradali. Nel Regno Unito, utilizzando proprio l'app Bugs Matter, si è osservato un calo di circa il 63% tra il 2021 e il 2024.
Anche altre ricerche confermano un quadro per alcuni è allarmante. Uno studio pubblicato nel 2017 in Germania ha evidenziato una diminuzione di oltre il 75% della biomassa degli insetti in alcune aree protette. In parole semplici, non solo ci sono meno insetti, ma per alcuni esperti è in corso un vero e proprio collasso ecologico, tanto che si parla talvolta di vera e propria "apocalisse degli insetti".
C'è ancora molto da capire
Secondo gli scienziati e gli entomologi, gli insetti stanno diminuendo soprattutto a causa di fattori legati direttamente alle attività umane. Molte di queste sono arcinote e impattano già su molte altre specie e più in generale sulla biodiversità: la perdita di habitat, l'uso massiccio di pesticidi, l'inquinamento e gli effetti dei cambiamenti climatici. Tutti elementi che possono ridurre il numero di insetti o alterarne i loro cicli vitali. Eppure, non tutto è ancora chiaro.
Uno degli obiettivi del progetto è proprio capire meglio i meccanismi alla base di questo declino. Per esempio: ci sono differenze tra città, campagne e aree forestali? Alcuni ambienti sono più colpiti di altri? In futuro, i ricercatori sperano di fare anche un passo in più: raccogliere campioni di DNA degli insetti per identificare le specie o i gruppi coinvolti. Questo permetterebbe di capire non solo quanti insetti stanno diminuendo, ma anche quali.
La targa dell'auto, insomma, potrebbe diventare uno strumento scientifico per studiare in maniera dettagliata il fenomeno del parabrezza. E ogni viaggio in auto, anche il più breve, diventa così un piccolo contributo alla ricerca – si spera – un grande aiuto per un futuro ancora pieno di insetti.