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6 Febbraio 2026
17:54

Chi è l’ermellino, il piccolo mammifero mascotte delle Olimpiadi e dove si trova in Italia

Gli ermellini come Tina e Milo, le mascotte di Milano Cortina 2026, sono piccoli e agili predatori simili alle donnole. In Italia vivono esclusivamente sulle alpi e in inverno diventano completamente bianchi, fatta eccezione per la punta della coda che rimane nera.

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Tina e Milo, le mascotte di Milano Cortina 2026, son due ermellini, un piccolo predatore diffuso sulle Alpi

Le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 hanno scelto come mascotte due ermellini, Tina e Milo. Non è del resto una scelta casuale, visto che l'ermellino è un piccolo mammifero che vive proprio negli ambienti montani e freddi. Dietro però all'aspetto tenero e che si presta perfettamente a interpretare una mascotte, si nasconde in realtà un piccolo e tenace predatore ancora poco conosciuto, soprattutto in Italia.

L'ermellino (Mustela erminea) appartiene innanzitutto alla famiglia dei mustelidi, la stessa di faine, martore, tassi e lontre. È molto simile a una donnola, ma leggermente più grande e robusto, da cui si differenzia soprattutto per un aspetto: in inverno l'ermellino cambia colore e diventa completamente bianco, fatta eccezione per la punta della coda che resta nera. Proprio per questo Tina è bianca mentre Milo è bruno. Sono i due "abiti" che gli ermellini indossano col passare delle stagioni.

Dove si trovano gli ermellini in Italia: l'habitat

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In Italia, l’ermellino è diffuso esclusivamente sull’Arco Alpino e in ambienti d’alta quota

In Italia l'ermellino è diffuso esclusivamente sulle Alpi, dalle Alpi Liguri al Carso, dove vive a quote relativamente elevate (solitamente sopra i 1.000 metri), tanto da essere considerata una specie tipicamente alpina. È assente o molto raro a quote più basse, dove le temperature sono più alte e gli habitat meno adatti. L'ermellino predilige ambienti aperti o semiaperti, come pascoli alpini, praterie d'alta quota, margini di bosco, zone ricche di rocce. Questi elementi offrono rifugi sicuri e una buona disponibilità di prede.

A differenza di altri carnivori, non ama i boschi fitti e continui, ma preferisce paesaggi "a mosaico", dove può muoversi rapidamente e cacciare con efficacia. Sulle Alpi italiane è attivo anche l'Ermlin Project, un progetto di ricerca coordinato dall'ecologo Marco Granata. Questo progetto, unico nel suo genere in Italia, si occupa di mappare la distribuzione dell'ermellino, studiarne il comportamento e capire come i cambiamenti climatici stiano influenzando questa specie così elusiva e legata agli ambienti freddi e di alta quota.

Caratteristiche dell'ermellino

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A differenza della donnola, in inverno gli ermellini diventano completamente bianchi, fatta eccezione per la punta della coda che rimane nera

L'ermellino è un piccolo mammifero dal corpo allungato e flessibile, con zampe corte e una testa affusolata. In media misura tra i 25 e i 33 centimetri, a cui si aggiungono circa 8-12 centimetri di coda. Il peso varia molto a seconda del sesso e della stagione, ma in genere è compreso tra 100 e 300 grammi. Una delle sue caratteristiche più note è come già anticipato il cambio di colore del mantello.

In estate il pelo è marrone-rossiccio sul dorso e bianco sul ventre, mentre in inverno, nelle zone più fredde e innevate come le Alpi, diventa completamente bianco, tranne la punta della coda che resta nera. Spesso viene confuso con la donnola, specie molto simile e distribuita anche a quote più basse un po' in tutta Italia. Une delle differenze pricipali, però, sta proprio nel colore. In Italia le donnole non diventano bianche in inverno e soprattutto non hanno mai la punta della coda nera.

Comportamento e abitudini degli ermellini

Gli ermellini sono perlopiù animali solitari. Ogni individuo occupa un proprio territorio che difende dagli altri, soprattutto dai maschi. È attivo sia di giorno sia di notte, ma tende a esserlo di più all’alba e al crepuscolo, quando molte delle sue prede sono più attive. È come altri mustelidi un animale estremamente agile, frenetico e curioso, capace di infilarsi in cunicoli strettissimi grazie al corpo snello e flessibile. Usa tane naturali, fessure tra le rocce o vecchie gallerie scavate da roditori.

Non va in letargo e resta attivo anche durante l’inverno, adattandosi bene anche alle condizioni più difficili. La sua vita è breve, ma molto intensa: in natura raramente supera i 3-4 anni e la riproduzione ha una particolarità molto interessante chiamata "ovoimplatazione ritardata": l'embrione resta inattivo per diversi mesi e lo sviluppo vero e proprio inizia solo quando le condizioni ambientali diventano più favorevoli.

Cosa mangia l'ermellino in natura

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Gli ermellini sono predatori agili e instancabili, in grado di catturare prede anche molto più grandi di loro

Nonostante le dimensioni, l'ermellino è un carnivoro specializzato e un predatore molto abile ed efficiente. La sua dieta è composta soprattutto da piccoli mammiferi, in particolare roditori come le arvicole, ma anche uccelli, rettili, anfibi e insetti. Inoltre, all'occorrenza può persino cacciare animali molto più grandi lui, come per esempio i conigli. La caccia avviene soprattutto a terra per inseguimento o all'interno delle tane e dei cunicoli delle prede. L'ermellino sfrutta velocità, sorpresa e una dentatura affilata per colpire rapidamente alla nuca.

Piccolo, elusivo e ancora poco conosciuto e studiato, l'ermellino è quindi molto più di una mascotte olimpica. È una specie simbolo degli ambienti montani italiani e un indicatore prezioso dei cambiamenti che stanno interessando le Alpi e gli ecosistemi d'alta quota. Conoscerlo meglio significa non solo guardare da vicino un piccolo grande predatore, ma anche capire qualcosa in più anche sulla salute delle nostre montagne.

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