UN PROGETTO DI
25 Aprile 2026
11:29

Al Parco Nazionale del Matese cani da ferma per la caccia al beccaccino. Le associazioni: “A rischio specie rare” e l’evento viene fermato

Il 3 maggio all’interno del Parco Nazionale del Matese, in Campania, era prevista una “prova sperimentale di monitoraggio del beccaccino con cane da ferma”. Sarebbero stati utilizzati dei cani specializzati nella caccia per uccidere gli uccelli. WWF e Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale sono riusciti a far fermare l'evento dalla direzione del Parco.

Immagine
Un esemplare di Beccaccino

Il 3 maggio 2026, all’interno del Parco Nazionale del Matese, in Campania, era prevista una “prova sperimentale di monitoraggio del beccaccino con cane da ferma”. Significa che sarebbero stati utilizzati dei cani specializzati in questo tipo di caccia per uccidere una specie migratoria (Gallinago gallinago) che è tipica delle zone umide. L’evento era promosso dalle associazioni venatorie del territorio e presentato come un’iniziativa rivolta al monitoraggio faunistico ma l'intervento delle associazioni di protezione animale e faunistica ha fatto sì che l'ente parco intervenisse per bloccare l'evento.

Le associazioni animaliste sono scese in campo per provare a fermare questo evento e ci sono riuscite. In particolare ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) e WWF Italia si sono rivolte ai Carabinieri forestali e all’Ente Parco Nazionale del Matese per chiedere che di bloccare la manifestazione, a fronte di una serie di eccezioni relative alla tutela degli uccelli  in una zona fondamentale per questo tipo di fauna e di alto valore naturalistico in cui un evento di questo genere, secondo le associazioni, avrebbe comportato dei danni enormi all'intero ecosistema.

In particolare, WWF e ASOIM hanno sottolineato che ci sarebbe stato un elevato disturbo alla riproduzione, considerando che la manifestazione è stata organizzata in un periodo in cui avviene la riproduzione anche di altre specie come la quaglia (Coturnix voturnix), "la cui popolazione nel casertano è già in forte calo", precisano. Poi nell'area vivono altri animali che sono a rischio, come il tarabusino, l'airone rosso e la moretta tabaccata che sono specie rare inserite nell’Allegato 1 della Direttiva “Uccelli” e prottette dalla Legge Quadro sulle Aree Protette (394/1991) e dalla legge 157/1992 sulla tutela della fauna omeoterma.

In generale tutta l’area è protetta dalla Rete Natura 2000 (ZPS e ZSC) e ospita habitat comunitari tutelati. "Qualsiasi attività di questo tipo necessiterebbe di una  VIncA", avevano scritto le associazioni, ovvero di una Valutazione di Incidenza Ambientale che è un procedimento amministrativo preventivo obbligatorio, introdotto dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, finalizzato a valutare se piani, progetti o attività antropiche possano avere un impatto significativo sui siti appunto della rete Natura 2000.

I cani da ferma in questa tipologia di attività venatoria vengono utilizzati per segnalare gli animali. La loro funzione è quella di supportare il cacciatore nell'esplorazione dell'area e nell'individuazione del pennuto, ma di non andare a predarlo ma di posizionarsi in quella posa tipica ad esempio dei Pointer indicando, praticamente, all'umano dove si trova l'uccello. La loro funzione principale è fondamentalmente quella esplorativa che porta poi all'identificazione dell'animale da uccidere da parte del cacciatore e proprio il movimento dei cani sul territorio comporta una vera e propria invasione con relativo disturbo per le specie che vi abitano.

Le associazioni infatti hanno fatto riferimento proprio al "divieto di disturbo della fauna selvatica sancito dalla Direttiva Uccelli, dalla Legge Quadro sulle Aree Protette (394/1991) e dalla legge 157/1992 sulla tutela della fauna omeoterma" a questo proposito, oltre che evidentemente per il rumore ambientale causato dagli spari.

L'utilizzo dei cani nelle attività venatorie è una prassi che riguarda l'intero territorio nazionale e in questo caso è stata la scelta del luogo, un Parco nazionale, la dirimente che ha portato alla cancellazione dell'evento.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views