
Dal 2019 e il 2024 a Tecámac, una città del Messico centrale, è avvenuta una strage sistematica voluta dal governo locale di cani randagi che ha portato all'eliminazione di almeno 10 mila individui. Quegli animali, molti amati dalla popolazione e conosciuti come animali miti ed integrati sul territorio, sono stati sterminati senza soluzione di continuità e ora l'opinione pubblica ha dato un volto a chi ha giustificato la mattanza: Mariela Gutiérrez Escalante, all'epoca sindaca della città e oggi senatrice del partito al governo.
La politica, ora incriminata per maltrattamento di animali e che rischia una condanna fino a sei anni di reclusione, è finita nell'occhio del ciclone dopo la pubblicazione di un video in cui giustifica l'abbattimento degli animali durante un confronto con attivisti e dipendenti dell'Agenzia per la Protezione Ambientale dello Stato del Messico che protestavano contro il provvedimento. Il punto nodale delle immagini che seguono avviene quando un giornalista le ha chiesto quanti cani fossero stati soppressi, domanda sulla quale la donna ha tergiversato. Di fronte all'incalzare delle domande, quando il giornalista le chiede specificamente: "Mi dica quanti. Mille, duemila, tremila…?", Gutiérrez arriva ad ammettere che il totale era di 10.000.
La ex Prima cittadina ha dovuto in questi giorni convocare anche una conferenza stampa per la quantità di commenti negativi che sta ricevendo, in cui ha tentato di difendere il suo operato e di aggiustare il tiro rispetto alle dichiarazioni che aveva fatto nel video diventato ormai virale. "Quando parliamo di animali da compagnia, di cani e gatti, non parliamo di numeri, parliamo di vite. Qualsiasi decisione in merito è dolorosa. Diverse persone erano già state aggredite… erano state morse; ho fotografie che mi hanno inviato gli stessi cittadini", ha dichiarato, sostenendo che l'eutanasia era legata alla tutela della salute pubblica.
Ma la difesa ex post della senatrice non sta raccogliendo favori in Messico e la Procura Generale dello Stato ha appunto avviato un'indagine sul reato del maltrattamento di animali.
Lo scenario locale relativo alla relazione tra persone e cani racconta di una realtà variegata, in una società che vede ben il 70% di famiglie vivere con un animale domestico, secondo un'indagine del 2021 dell'Istituto Nazionale di Statistica del Messico, di cui 43,8 milioni sono cani. Ma nel paese centroamericano il randagismo è enormemente diffuso, sebbene sia scorretto etichettarlo sotto questo termine perché si deve parlare più in generale di una popolazione canina che vive libera sul territorio e che comprende cani appunto nati e cresciuti in libertà e moltissimi padronali che hanno persone di riferimento ma non vivono con loro in pianta stabile. Poi c'è un'alta percentuale di abbandoni, per un Paese che non ha dati ufficiali relativamente al censimento della popolazione canina.
In generale, il cane è un simbolo importante nella cultura locale, sin dai tempi del Maya. Anche nella religione non va dimenticato che nel Día de los Muertos, che in Messico celebrano tra l'1 e il 2 novembre, l'accompagnatore d'anime da un mondo all'altro è proprio un cane, in particolare della razza autoctona del Xoloitzcuintle, detto anche Xolo o Cane nudo messicano, il cui culto esiste dall'epoca Azteca.