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23 Aprile 2026
12:18

I Maya commerciavano cani di razza: i risultati di uno studio in due siti archeologici in Chiapas

Uno studio pubblicato da un team di antropologi ha reso noto che i Maya trasportavano cani per lunghe distanze, allevandoli con una dieta dedicata. Il cane nella cultura dell'epoca aveva diversi ruoli e funzioni tra cui una forte connotazione spirituale e alcuni individui venivano invece destinati a scopo alimentare.

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"I nostri risultati supportano l'esistenza di ampi scambi di animali vivi durante il periodo Classico tra le città Maya, che si estendevano attraverso la regione Maya e raggiungevano gli altipiani del Chiapas". E' questo il risultato di uno studio pubblicato su ScienceDirect che svela qualcosa che ad oggi non era stato ancora dimostrato: il commercio di animali, in particolare di cani di razza, ha origini antiche, tanto che lo facevano già i Maya in un periodo incluso tra il 400 e l’800 dopo Cristo.

Gli antropologi statunitensi e canadesi che hanno firmato la ricerca hanno analizzato i resti di animali domestici, tra cui cani, ritrovati in due siti archeologici nel Chiapas, una regione meridionale del Messico, e li hanno sottoposti ad analisi isotopiche per capirne la provenienza e la datazione.

Gli isotopi presi in considerazione nei siti di Moxviquil e Tenam Puente sono quelli di stronzio, carbonio e azoto prelevati dai denti e dalle ossa di alcuni cani che sono stati rinvenuti nelle aree. Questi elementi chimici rappresentano una cartina di tornasole per comprendere l'origine degli animali, ovvero dove fossero nati e per capire appunto se fossero autoctoni o in qualche modo importati in loco.

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L’area in cui si è svolto lo studio: il Chiapas, regione meridionale del Messico

Ciò che è chiaramente emerso è che alcuni esemplari non erano affatto della zona dove sono poi morti, ma erano vissuti lì dopo viaggi di anche centinaia di chilometri proprio perché nati in aree diverse del Messico, probabilmente in zone di pianura e poi giunti negli altopiani dove si trovano gli attuali siti archeologici.

"Nell'altopiano del Chiapas del periodo Classico, i cani domestici venivano importati da zone lontane – scrivono i ricercatori – Le diete di questi animali durante il periodo Classico riflettevano un elevato consumo di mais e carne".

Praticamente anche dal punto di vista della cura, i Maya provvedevano a fornire a questi cani un'alimentazione specifica, cosa che fa ritenere il valore stesso di questi animali rispetto a quello che viene prefigurato come un vero e proprio commercio di cani di una certa tipologia da una parte all'altra della regione.

Bisogna però sottolineare l'importanza del cane nella cultura dei Maya: un animale che aveva differenti ruoli ed utilizzi. I cani infatti venivano tanto cresciuti per essere poi fonte di cibo quanto idolatrati dal punto di vista religioso come simbolo di spiritualità. I loro resti, infatti, sono stati rinvenuti in una vasta gamma di contesti, dai normali cumuli di rifiuti domestici ai depositi cerimoniali e alle offerte.

Ciò che emerge da questo studio, in buona sostanza, è che c'era una forma di commercio di questa specie che portava alla movimentazione di razze diverse a seconda delle zone di provenienza.

I ricercatori infatti scrivono rispetto ai siti in cui hanno lavorato: "La regione è nota per le sue rotte commerciali terrestri ben sviluppate e per l'attività mercantile durante il periodo Postclassico. La città di Zinacantan era ampiamente riconosciuta come una ‘città di mercanti' negli scritti coloniali spagnoli … La nostra precedente scoperta di denti di cane domestico a Moxviquil ha recentemente suggerito che i cani vivi potrebbero essere stati tra le merci importate in questa regione".

I risultati dello studio, praticamente, suggeriscono che razze canine specializzate potrebbero essere state sviluppate e scambiate con gli altipiani del Chiapas prima di quanto si pensasse in precedenza.

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