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Ora sappiamo perché Starship di Elon Musk è esplosa durante il volo

Sembra che il sistema automatizzato di terminazione del volo si sia attivato troppo tardi: Space X ha dovuto attivare la procedura di sicurezza dopo la perdita del controllo.
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A cura di Elisabetta Rosso
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Alle 14:03 italiane Starship è decollato, tutti i 33 motori Raptor si sono accesi, i due stadi si sono staccati, e il vettore ha superato la Linea di Kármán, il confine immaginario a 100 kilometri di altezza che separa la nostra atmosfera dallo spazio. Stava andando tutto secondo i piani, poi prima che potesse raggiungere l'orbita, il centro di controllo di SpaceX ha perso i contatti e a circa 12 minuti dal lancio la navetta è stata fatta esplodere. "È avvenuto un incidente durante il secondo test in volo della Starship, l'anomalia ha portato alla perdita del veicolo. Non si sono registrati danni a persone e cose", ha scritto su X l'Agenzia Federale per l'Aviazione degli Stati Uniti.

Gli ingegneri di SpaceX stanno ancora cercando di capire cosa sia successo. "Il sistema automatizzato di terminazione del volo sul secondo stadio sembra essersi attivato molto tardi durante l'accensione mentre eravamo diretti verso il basso sul Golfo del Messico", ha detto John Insprucker di SpaceX durante la live streaming del lancio. SpaceX ha confermato in un post che il booster "ha subito un rapido disassemblaggio non programmato poco dopo la separazione degli stadi, mentre i motori dell'astronave si sono accesi per diversi minuti nel suo viaggio verso lo spazio". Entrambi gli stadi sono stati distrutti da SpaceX attraverso una consolidata procedura di sicurezza dopo la perdita del controllo.

I successi del secondo test

Il test rimane una pietra miliare per l'esplorazione spaziale. Starship infatti potrebbe riportare gli umani sulla Luna, la missione Artemis 1 è fissata per il 2025. Non solo, si tratta anche dell'astronave che, con le opportune modifiche, permetterà la conquista di Marte nel prossimo decennio.

Nonostante l'incidente il volo di prova è stato un successo rispetto allo scorso test di aprile. Per la prima volta, infatti, i due stadi si sono separati correttamente, permettendo alla SHIP 25 (la “navicella” in cima al razzo lanciatore Super Heavy / Booster 9) di arrivare nello spazio prima di essere perduta. Non solo, durante il secondo volo Starship si è distaccata correttamente dalla piattaforma di lancio a Starbase, lo spazioporto di SpaceX a Boca Chica, Texas. Durante il test di aprile i motori raptor del booster Super Heavy avevano invece disintegrato la piattaforma.

I prossimi obiettivi di Space X

C'è ancora molto lavoro da fare, nonostante i successi durante il secondo volo. Non è stato infatti possibile testare l'ammaraggio del Super Heavy nel Golfo del Messico e il rientro in atmosfera (con successivo tuffo nell'Oceano Pacifico, al largo delle Hawaii) della SHIP25. Gli ingegneri di SpaceX sono stati infatti costretti a distruggere i due stadi dopo la separazione, ed è stata attivata una procedura di sicurezza per evitare i rischi di un rientro non controllato.

Todd Harrison, socio senior del Center for Strategic and International Studies, un think tank di Washington, ha commentato il test: “Anche se non è andato perfettamente, questo volo di prova ha ottenuto molti risultati”, ha scritto su X. “Tutti i 33 motori si sono comportati bene nella prima fase. Ha avuto una separazione riuscita. Tutti e 6 i motori si sono accesi al secondo stadio e bruciato fino quasi al limite previsto. Molti progressi, ma bisognerà lavorare ancora."

Il commento di Elon Musk

Al di là degli imprevisti Elon Musk è soddisfatto: "StarShip è stata lanciata con successo sotto la potenza di tutti i 33 motori Raptor sul booster Super Heavy e ha superato la separazione degli stadi". L'azienda su X aggiunge: "Congratulazioni a tutto il team SpaceX per l'entusiasmante secondo test di volo integrato di Starship".

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