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Il prossimo maiale che mangerai potrebbe essere geneticamente modificato: cosa dice lo studio

La PRRS è una malattia virale che provoca infertilità, problemi riproduttivi, e disturbi respiratori, può essere letale per i cuccioli. Per rendere immuni i maiali basta colpire un singolo gene.
A cura di Elisabetta Rosso
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L'ingegneria genetica ha già sfornato pomodori che non si decompongono e fagioli insetticidi, ora potrebbero arrivare sulle nostre tavole suini geneticamente modificati (un organismo vivente che possiede un patrimonio genetico modificato tramite tecnologia del DNA ricombinante, che consente l'aggiunta, l'eliminazione o la manipolazione di elementi genici). L'azienda inglese Genus ha modificato una razza di maiali per renderla resistente al virus della sindrome respiratoria e riproduttiva dei suini (PRRS), una malattia che ogni anno provoca danni da miliardi di dollari all'industria suina.

"Non ha senso che un maiale si ammali e muoia se esiste un approccio per impedirgli geneticamente di farlo", ha spiegato Alison Van Eenennaam, genetista animale dell'Università della California. Secondo il team di Genus, la mutazione genetica potrebbe eliminare completamente una grave malattia infettiva nei suini. L'azienda spera che entro la fine dell'anno la Food and Drug Administration (FDA) statunitense approvi formalmente i maiali per il consumo umano diffuso, sarebbe la prima volta per un animale geneticamente modificato.

Come sono stati modificati i suini

Per rendere immuni i maiali basta colpire un singolo gene. Otto anni fa, il team guidato da Randall Prather dell’Università del Missouri aveva capito come rendere i suini resistenti alla PRRS utilizzando l'editor del genoma CRISPR per disabilitare il recettore, CD163, sulle cellule di maiale che il virus utilizza per stabilire un’infezione.

Genus è partita da questi studi per eseguire le modifiche genetiche su quattro animali e renderli immuni alla sindrome respiratoria e riproduttiva dei suini. Il lavoro ha prodotto maiali sani che “hanno resistito alle infezioni da virus PRRS”. I suini modificati non hanno mostrato "nessun segno di infezione o replicazione virale nel tessuto polmonare e linfonodale quando sono stati esposti al PRRSV", e sono indistinguibili da animali non geneticamente modificati.

Perché i vaccini non sono sufficienti

La PRSS è una malattia virale che provoca infertilità, problemi riproduttivi, e disturbi respiratori, può essere letale per i cuccioli. La sindrome è stata identificata negli anni '80 e si stima che causi danni intorno ai 2,7 miliardi di dollari l’anno. In realtà esistono vaccini per la sindrome respiratoria e riproduttiva dei suini, ma non proteggono al 100% gli animali. La malattia infatti è causata da due virus, il Prrsv-1 e il Prrsv-2, appartenenti al gruppo degli Arterivirida, che hanno un'elevata capacità di mutare "a causa di una RNA polimerasi virale RNA-dipendente soggetta a errori e un tasso significativo di ricombinazione genetica”, si legge nello studio.

Non solo. I vaccini vengono generalmente somministrati quando i suini mostrano già i sintomi, ma a quel punto spesso è troppo tardi per salvarli. Anche se i maiali sopravvivono all’infezione, il loro sistema immunitario è solitamente troppo debole per combattere le infezioni secondarie che possono svilupparsi, come la polmonite.

L'approvazione dell'FDA

La FDA al momento ha approvato formalmente due animali geneticamente modificati negli Stati Uniti. Il primo è un salmone atlantico a cui è stato modificato il DNA inserendo un gene del salmone reale per incrementare la crescita della specie e diminuire l'impatto ambientale degli allevamenti. Il secondo è il maiale Galsafe, approvato nel 2020. In questo caso gli scienziati hanno bloccato la produzione di galattosio-alfa-1,3-galattosio, uno zucchero che può provocare reazioni e allergiche.

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