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Nuovo slancio per la ricerca di vita aliena da decine di pianeti esterni al Sistema solare

Scoperti analizzando i dati del telescopio TESS della NASA, i nuovi esopianeti hanno dimensioni simili a Giove, Saturno e Nettuno. Secondo gli astronomi, alcuni si trovano nella cosiddetta “zona abitabile” del sistema stellare di cui fanno parte, il che aumenta la possibilità di trovare forme di vita extraterrestri.
A cura di Valeria Aiello
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Decine di nuovi pianeti che ruotano attorno a stelle diverse dal Sole (esopianeti) potrebbero ospitare forme di vita extraterrestri. Di dimensioni simili a Giove, Saturno e Nettuno, sono stati scoperti analizzando i dati del Transitioning Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA, il telescopio del programma Explorer lanciato nello spazio nel 2018. TESS permette di rilevare gli esopianeti mediante il metodo del transito, catturando i cali di luminosità delle stelle dovuti al passaggio di oggetti davanti a loro, anche se spesso è necessario analizzare i dati di almeno tre transiti per scoprirne uno nuovo e determinare in quanto tempo orbita attorno alla sua stella.

I nuovi esopianeti, 85 in totale, di cui 20 già conosciuti, sono tuttavia stati individuati osservando due soli transiti, il che li rende gli oggetti celesti con periodi orbitali più lunghi. Impiegano infatti dai 20 ai 700 giorni per orbitare attorno alla propria stella, mentre la maggior parte degli esopianeti osservati da TESS ha periodi orbitali di 3-10 giorni. Il team dietro alla loro scoperta, guidato dalla ricercatrice Faith Hawthorn dell’Università di Warwick, nel Regno Unito, ha spiegato che alcuni dei nuovi esopianeti si trovano nella cosiddetta “zona abitabile” del sistema stellare di cui fanno parte, perché sufficientemente distanti dalla stella attorno a cui ruotano, il che aumenta la possibilità di trovare forme di vita extraterrestri.

In questa fase, i nuovi oggetti devono ancora essere confermati come esopianeti, ma i ricercatori sperano che ciò avvenga con le osservazioni future. Per ora rientrano comunque tra gli esopianeti candidati, la cui osservazione è stata dettagliata in uno studio accettato per la pubblicazione sul Monthly Notice Of The Royal Astronomical Society (MNRAS) e disponibile in preprint su arXiv.

Abbiamo eseguito un algoritmo iniziale alla ricerca di transiti su un campione di 1,4 milioni di stelle – ha spiegato la dottoressa Hawthorn – . Dopo un meticoloso processo di verifica, abbiamo ridotto il numero a soli 85 sistemi che sembrano ospitare esopianeti che transitano solo due volte nel set di dati”.

È stato molto emozionante trovare questi pianeti e sapere che molti potrebbero trovarsi nella zona di temperatura giusta per sostenere la vita – ha aggiunto il professor Daniel Bayliss, anch’egli coinvolto nella ricerca – . Coprendo lo spirito collaborativo della missione TESS, abbiamo anche reso pubbliche le nostre scoperte in modo che gli astronomi di tutto il mondo possano studiare questi esopianeti unici in modo più dettagliato. Ci auguriamo che questo possa portare a ulteriori ricerche su questi affascinanti oggetti celesti”.

A detta del dottor Sam Gill, secondo autore dello studio, rilevare esopianeti mediante due soli transiti “è un modo intelligente per trovare esopianeti con periodi più lunghi nelle indagini sui transiti. Ci permette di trovare pianeti molto più freddi di quelli che si possono trovare con le tradizionali ricerche sui transiti”.

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