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Aumentano i casi di lebbra in Florida: “Nuovo focolaio di malattia”

Rimane sfuggente l’origine dell’infezione, che gli esperti ritengono sia diventata endemica nel sud-est degli Stati Uniti.
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A cura di Valeria Aiello
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Mycobacterium leprae, il batterio responsabile della lebbra negli esseri umani / Wikipedia
Mycobacterium leprae, il batterio responsabile della lebbra negli esseri umani / Wikipedia

I casi di lebbra sono in aumento in Florida, secondo un nuovo rapporto pubblicato dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Nello Stato, soprattutto nella zona centrale, si concentra un quinto di tutti i nuovi casi notificati dal 2020, che ammontano a 159, suggerendo che negli Stati Uniti sud-orientali la malattia infettiva sia diventata endemica, dunque costantemente presente in quel territorio.

La lebbra, nota anche morbo di Hansen, è un’infezione batterica causata da Mycobacterium leprae (o dal più recente M. lepromatosis), che colpisce principalmente la pelle e il sistema nervoso periferico. I sintomi più comuni includono macchie scolorite e eruzioni sulla pelle, ulcere sulla pianta dei piedi, gonfiore del viso, intorpidimento e potenziale paralisi. Il danno ai nervi è un aspetto particolarmente fastidioso della malattia, in quanto si traduce nella mancata capacità di provare dolore, il che permette alle lesioni in altre parti del corpo di passare inosservate.

A volte, i danni agli arti possono portare alla loro amputazione, anche se questo rischio è diventato relativamente raro negli ultimi anni grazie alla diagnosi e al trattamento antibiotico.

Lebbra, la situazione negli Usa

La lebbra era storicamente rara negli Stati Uniti ma dal 2000 si è verificato un graduale aumento dell’incidenza, con casi più che raddoppiati negli Stati sud-orientali nell’ultimo decennio. La Florida centrale, in particolare, rappresenta l’81% dei casi segnalati nello Stato e quasi un quindi di quelli registrati negli Usa.

Rispetto al passato, una percentuale sempre più ridotta è rappresentata da casi di importazione da aree endemiche della lebbra mentre circa il 34% delle nuove infezioni nel periodo 2015-2020 sembra sia sta stata contratta localmente. “Queste tendenze – scrivono i tre dermatologi che hanno avvertito i funzionari della sanità pubblica della diagnosi di un nuovo caso di lebbra in un uomo della Florida – contribuiscono alla crescente evidenza che la lebbra è diventata endemica nel sud-est degli Stati Uniti”.

Rimane sfuggente l’origine dell’infezione. Il caso dell’uomo, un paesaggista di 54 anni residente in Florida che ha negato qualsiasi viaggio nazionale o all’estero, né è entrato in contatto con persone note per avere la lebbra o armadilli, ha spinto i ricercatori a indagare sui possibili serbatoi ambientali della malattia batterica. Il sospetto, dietro la recente ondata di casi in Florida, è il serbatoio animale. Nello specifico, il case report rileva che molti casi sono stati osservati tra persone che trascorrono molto tempo all’aperto, suggerendo che stiano entrando in contatto con l’agente patogeno attraverso l’esposizione all’ambiente naturale.

Gli armadilli, che sono noti per essere un serbatoio del batterio responsabile della lebbra in alcune aree della Florida meridionale, supporterebbero ulteriormente l’ipotesi della trasmissione zoonotica, sebbene i casi di lebbra siano in aumento anche in altre parti degli Stati Uniti dove gli armadilli non sono presenti in natura. Altre vie di trasmissione tradizionali risiedono nel contatto stretto e prolungato con soggetti che hanno la lebbra non curata per molti mesi. Contatti casuali e di breve durata non sembrano invece responsabili della diffusione della malattia.

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