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Approvato il primo farmaco contro gli effetti delle allergie alimentari: come funziona

La Food and Drug Administration (Fda) ha dato il via libera al primo trattamento per ridurre il rischio di reazioni allergiche nelle persone con allergie alimentare IgE-mediate. Sebbene non si tratti ancora di un farmaco curativo, il suo utilizzo potrebbe migliorare l’impatto sulla salute in caso di esposizione accidentale.
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Chi ha un'allergia alimentare conosce bene lo stato di preoccupazione e ansia che prova tutte le volte in cui si trova a mangiare fuori: se per sbaglio si ingerisce un alimento a cui si è allergici la reazione può essere anche molto grave. Nei casi estremi, la persona allergica potrebbe anche finire in shock anafilattico, qualora non si intervenga tempestivamente con i farmaci salva-vita.

Ecco perché fa ben sperare, almeno per quanto riguarda il miglioramento della qualità di vita, la decisione della Food and Drug Administration (Fda), l'ente governativo statunitense che regola il settore farmaceutico e alimentare, di approvare il primo farmaco in grado di ridurre le reazioni allergiche innescate da un'ampia gamma di alimenti o ingredienti allergeni dopo un'esposizione accidentale.

Si tratta in realtà di un farmaco già esistente, lo Xolair, il cui principio attivo, l'omalizumab, è già impiegato, anche in Italia, per il trattamento dell'asma allergica, dell'orticaria cronica spontanea e di altre patologie. Tuttavia, è la prima volta che si dà l'ok al suo impiego nei pazienti con allergie alimentari gravi mediate dalle immunoglobuline E (allergie IgE-mediate), negli adulti e nei bambini di età superiore a un anno.

Come agisce il farmaco Xolair

Sebbene resti una novità che potrebbe aiutare milioni di soggetti allergici, è importante specificare che non si tratta in nessun modo di una terapia curativa delle allergie alimentari, ma di un farmaco "destinato all'uso ripetuto per ridurre il rischio di reazioni allergiche", spiega l'Fda, che infatti specifica come anche "i pazienti che assumono Xolair dovranno continuare a evitare gli alimenti a cui sono allergici". Inoltre, l'uso dell'omalizumab non è stato approvato per il trattamento immediato in caso di reazioni allergiche, compreso lo shock anafilattico.

Per capire come agisce l'omalizumab bisogna sapere che le persone con un’allergia alimentare IgE-mediata producono anticorpi specifici (IgE) contro particolari proteine contenute nel cibo incriminato. Si tratta quindi di una reazione immunitaria che il corpo scatena nel momento in cui viene ingerito l'alimento o il componente a cui è allergico.

L'omalizumab è un anticorpo monoclonale che agisce proprio inibendo la reazione immunitaria: nel concreto questo farmaco si lega all'immunoglobulina E (IgE), il tipo di anticorpo che scatena le reazioni allergiche, e blocca il legame delle IgE con i suoi recettori, inibendo la reazione immunitaria. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) lo aveva già approvato per il trattamento dell’asma persistente grave-moderata in pazienti positivi ai test cutanei per le allergie che non riescono a tenere sotto controllo i sintomi con i corticosteroidi.

Perché non si tratta di un farmaco curativo

Attualmente non esiste una cura per l'allergia alimentare e il trattamento attuale che deve seguire chi è allergico consiste di evitare rigorosamente gli alimenti a cui il paziente è allergico e di somministrare prontamente l'epinefrina – o anche l'adrenalina – per trattare l'anafilassi in caso di esposizione accidentale.

Da questo punto di vista, anche in caso di approvazione da parte dell'Ema (Agenzia europea per i medicinali) e dall'Aifa di questo nuovo uso dell'omalizumab, lo stile di vita delle persone allergiche non verrebbe stravolto:

"Questo nuovo uso approvato per Xolair fornirà un'opzione terapeutica per ridurre il rischio di reazioni allergiche dannose in alcuni pazienti con allergie alimentari IgE-mediate", ha spiegato nella nota ufficiale l'Fda, ribadendo però che "non eliminerà le allergie alimentari né permetterà ai pazienti di consumare liberamente gli allergeni alimentari, ma il suo uso ripetuto contribuirà a ridurre l'impatto sulla salute in caso di esposizione accidentale".

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