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Talebani a Kabul: le ultime news sull'Afghanistan

L’Afghanistan un anno dopo la presa di Kabul dei talebani: cosa è cambiato nel Paese

Come è cambiato l’Afghanistan a un anno dal ritorno al potere dei talebani e dopo la caduta di Kabul. Il racconto a Fanpage.it di Stefano Sozza (Emergency): “Situazione critica. È una crisi dimenticata dai media e dall’agenda internazionale nonostante gravi problemi di sicurezza ed economici”.
A cura di Ida Artiaco
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Crisi economica senza precedenti, inflazione e disoccupazione alle stelle, sicurezza sempre più precaria.

È critica la situazione in Afghanistan a un anno esatto dalla presa di Kabul da parte dei talebani.

Era infatti il 15 agosto 2021 quando la città è caduta dopo che nelle settimane precedenti gran parte delle capitali provinciali del Paese erano capitolate in una rapida successione durante il ritiro delle forze NATO dall'Afghanistan in seguito all'Accordo di Doha del 2020.

A raccontare a Fanpage.it se e cosa è cambiato nell'ultimo anno nel Paese è Stefano Sozza, country manager di Emergency, che continua a curare le vittime di guerra e a testimoniare la tragica situazione in cui si trova il Paese.

Stefano Sozza
Stefano Sozza

Quale è la situazione che si vive oggi in Afghanistan? In Italia arrivano spesso notizie parziali e frammentate…

"La situazione purtroppo qui non è buona, direi addirittura che è critica. La prima cosa che notiamo è come l'Afghanistan sia purtroppo scomparso dai media occidentali e dall'agenda internazionale.

In particolare, la guerra in Ucraina ha fatto sì che l'attenzione mediatica che si spostasse su un'altra direzione, lasciando l'Afghanistan come una crisi dimenticata.

Questo nonostante il Paese viva una crisi economica senza precedenti, con un aumento importante della povertà e della criminalità.

A distanza di un anno dal ritorno al potere dei talebani nei nostri centri Emergency, sono 3 gli ospedali principali che abbiamo, abbiamo fatto più di 90mila visite.

Si tratta di dati che mostrano chiaramente come nonostante la guerra sia finita e ci sia stata l'uscita delle forze internazionali dal Paese, i problemi dell'Afghanistan siano tutt'altro che terminati".

Può darci qualche numero di questa crisi economica?

Credits: Laura Salvinelli.
Credits: Laura Salvinelli.

"Si stima che la crisi economica in corso stia affamando più di 23 milioni di persone che già soffrono dopo 40 anni di conflitto.

L'inflazione è molto alta, ti prezzi dei beni primari sono aumentati di oltre il 50% come grano, riso e carburante il che rende difficile per le famiglia a basso e medio reddito arrivare a fine mese.

Ed anche la disoccupazione è molto alta nei centri urbani".

Abbiamo seguito l'evoluzione della figura delle donne afghane dopo il ritorno al potere dei talebani. Quale è oggi la loro condizione?

Credits: Laura Salvinelli.
Credits: Laura Salvinelli.

"È importante partire dal punto che l'Afghanistan è composto da diverse province e in ciascuna di queste la situazione cambia a seconda della sua storia e della sua base etnica.

L'utilizzo del burqa, ad esempio, è tradizionale soprattutto nelle zone rurali, indipendentemente dai talebani, come conseguenza di un sistema patriarcale e conservatore.

Quello che possiamo raccontare vedendo cosa succede nei nostri centri è che al momento, per fortuna, non abbiamo notato cambiamenti per il nostro staff e le nostre pazienti. Il nostro personale femminile continua a lavorare e siamo impegnati nel preparare giovani specializzande affinché diventino professioniste nel campo medico.

C'è da dire che sin dall'inizio del governo, i talebani hanno confermato la possibilità per le donne di continuare a lavorare  nel settore della salute e dell'educazione ma in seguito non hanno più avuto accesso all'istruzione superiore.

Se la situazione dovesse rimanere tale, questo sarebbe un problema sul lungo periodo per l'accesso delle donne alle varie professioni, tra cui anche quelle mediche.

Solo sabato c'è stata una manifestazione di donne dispersa dai militari talebani che hanno sparato colpi in cui chiedevano il ripristino del diritto all'istruzione".

Può raccontarci un episodio avvenuto negli ultimi mesi che possa ben spiegare quello che sta avvenendo in Afghanistan?

"Parliamo soprattutto di sicurezza.

Emergency dall'inizio dell'anno in ben 14 occasioni ha dovuto gestire nel centro chirurgico di vittime di guerra a Kabul pazienti che arrivavano in seguito a incidenti che hanno provocato un alto numero di feriti, mi ferisco soprattutto a esplosioni.

Cinque di queste esplosioni sono avvenute solo ad aprile, durante il Ramadan, durante il quale sono arrivati 116 pazienti, e altre 4 nelle prime settimane di agosto, a causa di attacchi poi rivendicati da Isis Khorasan, un ramo dello Stato islamico famoso tra Iraq e Siria.

Da gennaio i pazienti trattati nel nostro ospedale sono stati più di 200. Si tratta di episodi che mostrano una situazione di sicurezza che non è particolarmente stabile".

Cosa ci può dire dei bambini, vittime innocenti di quanto successo?

Credits: Laura Salvinelli.
Credits: Laura Salvinelli.

"Ancora oggi riceviamo molti bambini nei nostri centri. Solo due sere fa da una delle nostre cliniche a circa un paio d'ore da Kabul sono stati trasferiti cinque minori rimasti gravemente feriti dalla detonazione di un ordigno inesploso.

Il più grande, che ha 6 anni, mentre giocava all'aperto con altri amichetti, tutti under 10, ha raccolto questo oggetto metallico che purtroppo gli è esploso tra le mani. Era una granata inesplosa. A lui è stata amputata la mano destra e ha riportato gravi danni invalidanti anche nella zona pelvica.

Questa dimostra come i bambini siano ancora oggi le vittime più colpite dai lasciti della guerra e della situazione non molto stabile nel Paese".

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