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Guerra in Ucraina

Guerra Ucraina, Putin: “Per noi è questione di vita o morte, senza Occidente conflitto già finito”

“Noi siamo pronti al dialogo ma le autorità di Kiev non vogliono la pace” ha accusato Putin in un’intervista alla tv russa, aggiungendo: “Se non fosse stato per la posizione dell’Occidente, la guerra in Ucraina sarebbe finita già un anno e mezzo fa”.
A cura di Antonio Palma
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“Se non fosse stato per la posizione dell'Occidente, la guerra in Ucraina sarebbe finita già un anno e mezzo fa” lo ha dichiarato oggi il Presidente russo Vladimir Putin incolpando di nuovo Kiev per il conflitto che va avanti ormai da due anni. “Noi siamo pronti al dialogo ma le autorità di Kiev non volevano la pace e non so se la vogliono oggi” ha proseguito Putin in un'intervista al canale televisivo Russia-1.

“La situazione dell’Ucraina è solo una questione di posizione tattica per l’Occidente, ma per la Russia è una questione di vita o di morte” ha sottolineato ancora il presidente russo, affermando che la Russia ha accettato gli accordi di Minsk “perché contava sulla correttezza dei propri partner e ha cercato di attuarli, non importa quanto fossero difficili”. Il leader russo però ha accusato l’Ucraina e l’Occidente di non aver fatto altrettanto. “La gente del Donbass si è rivolta alla Russia come garante. Siamo passati da strumenti pacifici a strumenti di natura militare, ma anche allora abbiamo cercato di porre fine a questo conflitto pacificamente, e a Istanbul abbiamo concordato i parametri" ha ricostruito Putin.

“Ci siamo chiesti come poter convincere la gente che vive nel Donbass ad accettare questi accordi, ma pensavamo di poterlo fare. Ma l’altra parte non ne aveva alcuna intenzione”, ha sottolineato ancora il presidente russo, proseguendo: “L’attuale leadership dell’Ucraina ha annunciato che non gli piace nulla degli accordi di Minsk. Era chiaro che era inutile andare avanti su questa strada”.

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Russi conquistano Avdiivka nel Donetsk

Intanto sul campo di battaglia i russi hanno ottenuto diverse vittorie in questi giorni riuscendo a occupare Avdiivka, nella Repubblica popolare del Donetsk, il 17 febbraio, avanzando per 8 chilometri. Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha detto al Cremlino che le forze russe stanno ora lavorando per eliminare le ultime sacche di resistenza presso l'impianto chimico e di coke di Avdiivka mentre Kiev ha ammesso il ritiro delle sue truppe dalla zona.

Caccia F-16 a giugno in Ucraina

L’Ucraina conta ora di poter avere altro sostegno militare dall’Occidente, a partire dai caccia aerei F-16 statunitensi da tanto tempo chiesti e promessi. La nuova data ora è giugno con schieramento entro settembre. "Penso che a giugno li vedremo in Ucraina", ha affermato infatti il ministro della Difesa lituano Arvydas Anusauskas. Il governo ucraino prevede che 12 piloti saranno addestrati sugli aerei da combattimento entro settembre.

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La Danimarca consegna la sua artiglieria all'Ucraina

Intanto la Danimarca ha annunciato il trasferimento di tutta la sua artiglieria all'Ucraina. Lo ha confermato sabato sera il primo ministro danese Mette Frederiksen durante la  Conferenza sulla sicurezza di Monaco invitando gli altri Paesi a dare maggiore sostegno militare a Kiev. "L'Ucraina ora ci chiede munizioni e artiglieria. In Danimarca abbiamo deciso di trasferire tutta la nostra artiglieria in Ucraina. In Europa c'è equipaggiamento militare, non è solo una questione di produzione. Abbiamo armi, munizioni, sistemi di difesa aerea, che ancora non utilizziamo. Devono essere consegnati all'Ucraina” ha dichiarato Frederiksen.

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