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Conflitto Israelo-Palestinese

Procuratore Corte penale internazionale chiede arresto per Netanyahu e leader di Hamas per crimini di guerra a Gaza

L’annuncio del procuratore della CPI Karim Khan: oltre che per il Primo ministro israeliano, ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale dell’Aja di emettere mandati di arresto anche nei confronti del suo ministro della Difesa, Yoav Gallant, e nei confronti dei leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh e Diab Ibrahim Al Masri.
A cura di Antonio Palma
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Il procuratore della Corte penale internazionale chiede l’arresto per il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, e i maggiori leader di Hamas per crimini di guerra a Gaza. Lo comunica lo stesso procuratore della CPI Karim Khan, spiegando che ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale dell'Aja di emettere mandati di arresto, oltre che per il Primo ministro israeliano, anche nei confronti del suo ministro della Difesa Yoav Gallant e nei confronti dei leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh e Diab Ibrahim Al Masri.

“Sulla base delle prove raccolte ed esaminate dal mio Ufficio, ho fondati motivi per ritenere che Yahya SINWAR (capo del Movimento di resistenza islamica (“Hamas”) nella Striscia di Gaza), Mohammed Diab Ibrahim AL-MASRI, più comunemente noto come DEIF (comandante in capo dell'ala militare di Hamas, conosciuta come Brigate Al -Qassam ) e Ismail HANIYEH (capo dell'ufficio politico di Hamas) siano i responsabili penalmente di crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi sul territorio di Israele e dello Stato di Palestina (nella Striscia di Gaza) almeno dal 7 ottobre 2023” ha spiegato Karim Khan.

Allo stesso modo “ho ragionevoli motivi per ritenere che Benjamin NETANYAHU, il Primo Ministro israeliano, e Yoav GALLANT, il Ministro della Difesa israeliano, siano responsabili penalmente di crimini di guerra e crimini contro l’umanità impegnata sul territorio dello Stato di Palestina (nella Striscia di Gaza) almeno dall’8 ottobre 2023” recita l’avviso elencando una serie di crimini di guerra imputai ai vai leader citati.

“Hamas ha commesso stupri e abusi su prigionieri e ostaggi”

Ai leader di Hamas vengono contestati crimini di guerra come uccisione di civili, presa di ostaggi, stupro e altri atti di violenza sessuale, tortura e trattamenti crudeli e oltraggi alla dignità personale dei prigionieri. Secondo la Cpi, “vi sono fondati motivi per ritenere che Sinwar, Deif e Kaniyeh siano penalmente responsabili dell'uccisione di centinaia di civili israeliani negli attacchi perpetrati da Hamas (in particolare dalla sua ala militare, le Brigate al-Qassam) e da altri gruppi armati il ​​7 Ottobre 2023 e la cattura di almeno 245 ostaggi”. “È opinione del mio Ufficio che questi individui abbiano pianificato e istigato la commissione di crimini il 7 ottobre 2023 e, attraverso le loro azioni, comprese le visite personali agli ostaggi subito dopo il rapimento, abbiano riconosciuto la loro responsabilità per tali crimini” aggiunge la Cpi, spiegando che “gli ostaggi prelevati da Israele siano stati tenuti in condizioni disumane e che alcuni siano stati soggetti a violenza sessuale, compreso lo stupro, mentre erano tenuti in cattività”.

"Israele ha affamato i palestinesi a Gaza"

Ai leader israeliani vengono contestati invece l’aver causato intenzionalmente grandi sofferenze alla popolazione palestinese usando la fame dei civili come metodo di guerra, omicidi intenzionali, attacchi mirati contro la popolazione civile e persecuzioni. “Riteniamo che questi crimini contro l’umanità siano stati commessi come parte di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile palestinese in conformità alla politica statale. Le prove che abbiamo raccolto dimostrano che Israele ha intenzionalmente e sistematicamente privato la popolazione civile in tutte le parti del Gaza di oggetti indispensabili alla sopravvivenza umana. Questi crimini, secondo la nostra valutazione, continuano ancora oggi” dall’ufficio del Procuratore.

I crimini sarebbero avvenuti attraverso l'assedio totale su Gaza "che ha comportato la chiusura completa dei tre valichi di frontiera, Rafah, Kerem Shalom ed Erez e poi limitando arbitrariamente il trasferimento di forniture essenziali – inclusi cibo e medicine – attraverso i valichi di frontiera dopo la loro riapertura. L’assedio comprendeva anche il taglio delle condutture idriche transfrontaliere da Israele a Gaza – la principale fonte di acqua pulita per gli abitanti di Gaza – per un periodo prolungato a partire dal 9 ottobre 2023, e il taglio e l’impedimento delle forniture di elettricità almeno dall’8 ottobre 2023 fino ad oggi".

Mandato arresto sarà esecutivo se Camera Cpi accoglie richiesta

Se la Camera dellla Cpi accoglie la richiesta dle Procuratore, il mandato di arresto sarà esecutivo. La decisione sull'istanza del procuratore spetta a tre magistrati. Se la richiesta verrà accolta il mandato di arresto sarà emesso e sarà immediatamente esecutivo. La decisione spetta alla Camera preliminare, composta da tre magistrati, sulla base delle prove presentate dal procuratore a corredo della richiesta di arresto. Ai sensi dello Statuto della Corte, i giudici hanno la possibilità di accogliere o respingere la richiesta, ovvero di richiedere al procuratore di fornire ulteriori prove a supporto. Non vi è un termine entro il quale i giudici devono pronunciarsi.

Hamas: "Cpi mette sullo stesso piano vittima e carnefice"

La decisione della Cpi "mette sullo stesso piano la vittima con il carnefice" è questa la prima reazione di Hamas alla notizia che ilnProcuratore della Corte penale internazionale ha chiesto l'arresto per Netanyahu e i leader del gruppo palestinese che controlla Gaza.La decisione della Cpi "incoraggerà la continuazione della guerra di sterminio" ha aggiunto una fonte di Hamascitata dai media internazionali e ripresa da Haaretz.

Israele su Cpi: "Scandaloso, un attacco alle vittime del 7 ottobre"

I ministri israeliani hanno condannano la richiesta di mandato d'arresto della CPI bollandolo come "scandaloso" e "equivalente ad un attacco alle vittime del 7 ottobre". "È uno scandalo. Questo non fermerà né me né noi", così il premier Benyamin Netanyahu, citato dai media, ha definito la mossa del Procuratore della Cpi contro di lui e il ministro della difesa Yoav Gallant. "Ipocrisia e vergogna internazionale" ha deto invece una fonte politica israeliana – citata da Ynet – dopo la richiesta del Procuratore capo della Cpi di richiedere l'emissione di mandati di arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant.

Anche gli Stati Uniti "respingono" la richiesta del procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan di emettere mandati di arresto per Benyamin Netanyahu, il suo ministro della Difesa Yoav Gallant e i leader di Hamas. "Rifiutiamo l'equiparazione di Israele con Hamas. È vergognosa", ha commentato il segretario di stato Antony Blinken, sottolineando che l'annuncio potrebbe mettere in pericolo le trattative per un cessate il fuoco.

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