Non è ancora chiaro quando arriverà la cassa integrazione concessa alle aziende durante l'emergenza coronavirus. A fine marzo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, annunciando i provvedimenti a sostegno di imprese e lavoratori contenuti nel Cura Italia, aveva affermato che i pagamenti sarebbero arrivati entro il 15 aprile. A qualche giorno da quella data, tuttavia, chi è ancora in attesa del'assegno da parte dell'Inps inizia a lamentare i ritardi di una lunga procedura burocratica per la cassa integrazione sia ordinaria che in deroga. I beneficiari che hanno richiesto alla propria banca la somma, tuttavia, in questi giorni dovrebbero ricevere un bonifico per i mesi di febbraio e/o marzo.

A confermarlo è l'Abi (Associazione bancari italiani) in una circolare diffusa il 16 aprile, pur specificando come non sia stata ancora confermata una data precisa:"Come indicato dall'Inps, i versamenti verranno fatti generalmente ex post con cadenza mensile, ossia a partire da questi giorni per le mensilità di febbraio e/o marzo, dai primi di maggio per la mensilità di aprile e dai primi di giugno per la mensilità di maggio. Laddove la cassa integrazione si concluda nel corso del mese, il pagamento dell'integrazione salariale riferita a quella parte di mese può avvenire anche immediatamente dopo la conclusione della cassa integrazione".

Nei giorni scorsi,  l'opposizione aveva puntato il dito contro il governo per non aver ancora disposto i pagamenti a sostegno dei lavoratori in difficoltà. "Le famiglie non hanno ancora visto un euro. La cassa integrazione è ferma. Ci sono gli affitti da pagare. C’è molta preoccupazione", scriveva lo scorso 11 aprile il leader della Lega, Matteo Salvini, su Twitter. Va precisato che normalmente passano circa 3 mesi dall'invio della richiesta al pagamento della cassa integrazione. Se gli assegni dovessero effettivamente arrivare entro pochi giorni, le tempistiche sarebbero comunque ridotte rispetto ai tempi ordinari. Tuttavia, le aziende e i lavoratori chiedono un'ulteriore accelerazione vista la gravità dell'emergenza, a quasi un mese dal lockdown.