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Il Fondo Monetario ci ha appena detto che ci aspettano anni di tagli e tasse

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Si chiama Kristalina Georgieva, è la direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale, e ha detto al mondo che ci aspettano anni di scelte politiche molto dure per colpa dell’inflazione e dei debiti pubblici fuori controllo.

Scelte politiche molto dure.

Segnatevi queste quattro parole, perché il resto dei programmi e delle promesse politiche che sentirete pronunciare nei prossimi mesi, da qui al voto, saranno solo chiacchiere al vento.

A pronunciare quelle quattro parole è stata Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale. Ed erano parole rivolte ai governi del mondo, in particolare quello Occidentale. Spiazzato dalla crisi dell’energia causata dalla guerra tra Usa e Israele e Iran – abbiamo già ringraziato Trump e Netanyahu, sì? -, dall’aumento dei tassi d’interesse per contenere l’inflazione e dal conseguente aumento del costo di rifinanziamento dei debiti pubblici.

A finire fuori controllo, nei giorni scorsi, è stato quello francese, ma per settimane si è parlato del debito americano come osservato speciale. E nel frattempo lo spread del più alto debito pubblico d’Europa, quello italiano, è tornato a crescere salendo fino a 120 punti base.

Tradotto per chi non è avvezzo all’economia. I prezzi salgono a causa della crisi energetica, i tassi d’interesse salgono per contenere i prezzi, il debito pubblico esplode a causa dei tassi d’interesse che crescono.

Ciliegina sulla torta, per l’appunto? Scelte politiche molto dure per abbattere il debito, far calare gli spread e, Georgieva dixit, “restituire spazio fiscale” alle economie dell’Occidente.

Tradotto, pure qua: tagli alla spesa come se non ci fosse un domani. O tasse, in alternativa. Per un Paese come il nostro in cui sanità e scuola sono già oggi sotto finanziate e in cui la pressione fiscale ha toccato il record del 43,5% è un problema non di poco conto.

Soprattutto, perché stiamo entrando in campagna elettorale. E generalmente le elezioni non si vincono promettendo austerità e tagli.

Preparatevi, allora, alla più grande ondata di balle mai sentite prima. Alla più grande ricerca di capri espiatori – maranza, musulmani, anarchici, chi volete voi – nemmeno fossimo in un alpeggio di montagna. Alla più grande fiera delle supercazzole che vi capiterà mai di sentire.

Perché a chiunque avrà l’onore di andare a Palazzo Chigi toccheranno scelte politiche molto dure. E se state pensando che alla fine toccherà a un governo tecnico sobbarcarsi l’onere, beh, è un finale talmente scontato che quasi non ci si può credere possa accadere ancora.

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