Eccolo il mostro vero, quindi. Non il maranza, non il ragazzo di Ceuta, non la studentessa col burqa, non il bambino straniero. No, il mostro vero si chiama inflazione. E dice che in Italia i prezzi sono aumentati del 4,5% rispetto a un anno fa, il livello più alto dal 2023, quando schizzarono verso l’alto a causa della guerra in Ucraina. Soprattutto, dice che il prezzo dei carburanti è aumentato di 20 punti percentuali nel giro di dodici mesi. Un aumento che, da queste parti, non si vedeva da decenni.
L’inflazione peraltro è il mostro finale in mezzo a tanti altri mostri. Perché arriva in un Paese a crescita zero, con gli stipendi che non crescono – caso più unico che raro in Europa – e soprattutto senza il becco di un quattrino per provare a invertire la rotta, visto che abbiamo un debito pubblico enorme, che siamo in procedura d’infrazione e che abbiamo promesso di spendere soldi per armarci, e non per combattere il carovita.
Non è un caso, peraltro, che Giorgia Meloni abbia riscritto alla Commissione Europea per chiedere e ottenere altra flessibilità, dopo i 14 miliardi dell’estate scorsa per investire in energie rinnovabili. Non è un caso, perché è sull’economia che il governo sarà giudicato nelle urne, tra qualche mese. Ed è sull’economia che la destra ha venduto le sue bugie più clamorose, raccontando un Paese in pieno boom, con l’occupazione alle stelle e il PIL che cresce più del previsto.
Non era vero, ovviamente, non è mai stato vero. E se è giusto non addossare all’attuale governo tutte le responsabilità per la situazione in cui ci troviamo, è altrettanto corretto che l’esecutivo e la maggioranza si assumano la responsabilità di aver raccontato una realtà che non esiste, cercando di nasconderla sotto mille finte emergenze. E, non dimentichiamolo mai, di aver sostenuto politicamente chi, come Trump e Netanyahu, ci ha portato nel disastro in cui siamo ora.
Ma visto che le elezioni si avvicinano e i sondaggi dicono che le opposizioni possono vincerle, forse è il caso di puntare la sveglia anche per Pd, Cinque Stelle e soci. Che non possono più semplicemente puntare il dito contro Meloni. Ma hanno il dovere di dirci cosa farebbero adesso, per far aiutare famiglie e imprese contro l’aumento dei prezzi e per far ripartire l’economia.
La campana suona per tutti, insomma, governo e opposizione, destra e sinistra. Altrimenti, la storia insegna, arrivano mostri peggiori. Che stanno già crescendo davanti ai nostri occhi, sondaggio dopo sondaggio. Quanto, se non più, dell’inflazione.