Sono passati 18 mesi dalla prima volta che abbiamo incontrato Fabio Piselli. L’ex paracadutista della Folgore confessò ai microfoni di Confidential un dubbio: quello di aver partecipato in modo indiretto alla strage di Capaci. Ma la storia di Fabio Piselli non si esaurisce nella sua dichiarazione sul trasporto di quell’ordigno che potrebbe aver ucciso il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della sua scorta. La storia di Fabio Piselli ci è stata raccontata nel corso di un’intervista fiume durata 12 ore e di cui abbiamo deciso di restituirvi altri punti salienti, portandovi con noi dietro le quinte delle più importanti stragi italiane.
Chi è veramente Fabio Piselli?
La carriera militare di Piselli inizia a soli 16 anni. In poco tempo arriva a formarsi con l'elitaria Brigata Paracadutisti “Folgore”, specializzata in operazioni aviotrasportate e interventi rapidi. A questa rapida ascesa corrisponde una rapida caduta. A 19 anni il giovane e promettente militare viene condannato a più di 3 anni di carcere, accusato di aver picchiato e rapinato una donna transessuale. Un’accusa che lui crede studiata ad arte.
L’esperienza carceraria
È in carcere che Fabio Piselli viene contattato da due agenti del SISMI, ex servizio segreto militare italiano. In quell’occasione gli viene chiesto di fare da ‘’ e di riportare quanto ascolta nei contesti militari. Dopo poco viene liberato e fa ritorno a Camp Darby, base militare dell’Esercito Italiano dove sono stanziate e operano unità militari statunitensi.
È lì che assisterà in prima persona alle riunioni in cui si delinea la “strategia della tensione”, con la chiara intenzione di passare ai fatti.
Le stragi
La Banda Uno Bianca, la Banda Bechis, la Falange Armata, le più importanti e sanguinose stragi italiane. L’esperienza di Piselli gli consente di tracciare un solo filo conduttore che collega tutti questi gruppi, tutti questi eventi: la rete paramilitare e di intelligence clandestina Stay-Behind, nota in Italia con il nome in codice Gladio.
La testimonianza dell’ex della Folgore accende la luce su un capitolo della Storia del nostro Paese che non possiamo più nascondere sotto al tappeto. Tutti gli eventi che abbiamo citato sembrano avere una sola regia e, soprattutto, un solo scopo: destabilizzare il Paese e debellare il comunismo attraverso l’uso della violenza stragista.