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Storie di italiani all'estero

“Nel 2021 mi sono trasferito a Varsavia per amore: da due anni vivo qui e per lavoro testo videogiochi”

Nato 36 anni fa in Toscana, Massimo nel 2021 ha deciso di trasferirsi per amore a Varsavia. “Ho conosciuto una ragazza in Inghilterra, siamo rimasti in contatto e lei mi ha chiesto di trasferirmi”. Vive da due anni nella capitale polacca, dove testa videogiochi e segnala agli sviluppatori eventuali errori. A Fanpage.it ha raccontato la sua esperienza di italiano all’estero.
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A cura di Eleonora Panseri
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Massimo, 36 anni, italiano a Varsavia
Massimo, 36 anni, italiano a Varsavia
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Storie di italiani all'estero

Massimo ha 36 anni ed è nato in Toscana, in un piccolo paese vicino a Montecatini Terme. Dopo aver vissuto 7 anni a Londra e trascorso il periodo della pandemia in Italia, nel 2021 ha deciso di trasferirsi per amore a Varsavia.

"Ho conosciuto una ragazza in Inghilterra, siamo rimasti in contatto e lei mi ha chiesto di trasferirmi. Così, io che sono sempre stato un avventuriero, mi sono detto: ‘Tengo a lei, proviamo a fare quest'esperienza'. E alla fine sono rimasto", ha raccontato il 36enne a Fanpage.it.

Massimo in Polonia si occupa di testare videogiochi per un'azienda statunitense, dopo aver fatto diversi altri lavori nella sua vita. "Negli ultimi anni gli stipendi sono aumentati e la qualità della vita è migliorata, ci sono buone possibilità di fare carriera in poco tempo. I giovani polacchi mi dicono con invidia: ‘Che ci fai qui? Vieni da un Paese bellissimo!‘. Io rispondo che da turista l'Italia è davvero tanta roba, ma viverci nel 2023 per un giovane a volte può essere complicato".

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Da quanto e perché ti sei trasferito a Varsavia?

Io sono qui da due anni e mi sono spostato per amore. Ho conosciuto una ragazza a Londra, ho vissuto lì per 7 anni, dal 2012 al 2019. Siamo rimasti in contatto quando durante la pandemia sono tornato in Italia. Lei è venuta a trovarmi, poi io sono andato da lei e dopo un po' di tempo mi ha chiesto di ufficializzare e se volevo trasferirmi da lei in Polonia, a Varsavia.

Mi ha detto anche che per il lavoro non ci sarebbe stato problema perché avrei potuto trovare qualcosa senza sapere il polacco e solo con l'inglese. Sono sempre stato un avventuriero, quindi mi sono detto: "Visto che tengo molto a questa ragazza, proviamo a fare quest'esperienza". E ora sono qui da due anni.

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Di cosa ti occupi in Polonia?

Vengo pagato per testare videogiochi in italiano, anche titoli famosi per Playstation, Nintendo, Xbox: devo controllare che non ci siano errori grammaticali o di sintassi, che l'audio dei personaggi combaci con i sottotitoli, e tutte queste cose qui. Poi riporto gli errori su un sito e ogni settimana gli sviluppatori di ciascun videogioco lo rimandano modificato. A quel punto li devo ricontrollare. Il processo dipende dal progetto, ma di solito va avanti per 6 mesi o un anno finché il gioco non viene rilasciato sul mercato.

Lavoro per un'azienda statunitense che ha la sede principale a Detroit ma la compagnia ha uffici in tutto il mondo. Una delle cose positive di Varsavia è proprio questa, ci sono tante aziende che stanno investendo, soprattutto dagli Stati Uniti, e la qualità della vita, così come gli stipendi, è cresciuta molto. I giovani, sia stranieri che polacchi, hanno veramente tanto lavoro e spesso ben pagato.

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Ho fatto tanti lavori diversi in questi anni: in Inghilterra ero supervisore in un hotel con membership, mentre in Italia ho lavorato come addetto al magazzino di una famosa catena di supermercati. Gli stipendi qui sono ancora leggermente sotto l'Italia però a Varsavia, rispetto al resto del Paese, sono più alti. Negli ultimi anni la Polonia ha quasi raggiunto l'Italia e credo che lo farà nei prossimi anni.

Cosa ti piace e non di Varsavia? Quali sono le differenze rispetto all'Italia?

Diciamo che non c'è una cosa che proprio non mi piace, però ti posso dire sicuramente che in Italia il tempo è migliore. Nonostante qui abbiano delle belle stagioni, si tratta comunque di un Paese molto più freddo. Pure il cibo è buono, anche se ovviamente non è paragonabile. È proprio quello tipico da Nord Europa, da climi freddi: ci sono molte zuppe, salsicce, cotolette fritte, cibi più calorici. Avendo vissuto a Londra posso dire però che tra l'Inghilterra e la Polonia c'è proprio un abisso perché il secondo Paese ha una storia culinaria, mentre nel primo il piatto principale era ‘fish&chips'.

Della Polonia mi piace molto la cultura lavorativa perché, anche se non ovunque, c'è la filosofia del ‘no stress'. Gli orari di lavoro sono 9-17 e non si lavora praticamente mai più di 5 giorni a settimana. E se una persona arriva alle 9.30 o finisce alle 16.30 nessuno dice niente; se uno vuole prendersi una pausa di 45 minuti invece che di mezz'ora, non ci sono problemi. Sono tutti più rilassati e flessibili. Qui ci sono anche delle buone possibilità di carriera: se entri in una compagnia con un ruolo ‘base', nel giro di un anno o due ci sono promozioni e opportunità. E in pochi anni si possono anche raggiungere ruoli manageriali.

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Come sono le persone?

All'inizio i polacchi sono un po' freddini, perlomeno gli anziani che sono stati isolati per tanti anni durante il comunismo. Non avevano molto a che fare con gli stranieri e ancora oggi ti guardano un po' strano. I giovani che sono più aperti, invece, appena sentono che sei italiano impazziscono, sono curiosi, mi dicono con invidia: "Che ci fai in Polonia? Vieni da un Paese bellissimo!". Io rispondo che, sì, da turista l'Italia è davvero tanta roba ma viverci nel 2023 per un giovane può essere complicato a volte.

Noi italiani però siamo un pochino più socievoli, aperti. Riusciamo a dimostrare i nostri sentimenti molto di più, sia in amore che in amicizia. Per esempio, io al parco andrei ad accarezzare il cane di un altro, invece qui in Polonia le persone tendono magari a stare di più sulle loro. Però appena si entra in confidenza, le cose cambiano. Polacchi e italiani hanno molto in comune, contrariamente a quanto si pensa. Loro si sentono molto più vicini all'Europa occidentale che a quella orientale e questa mentalità l'ho trovata soprattutto nei giovani che vogliono stare nell'Unione Europea, nella Nato, vestirsi e comportarsi in maniera occidentale.

Tutto questo è aiutato anche al fatto che la Polonia si sta arricchendo negli ultimi anni: Varsavia in 10 anni è cambiata tantissimo, prima era una città post-comunista ricostruita da zero dopo la guerra; ora invece ci sono grattacieli che la fanno sembrare Boston o Chicago. Ed è bella per questo motivo, secondo me: in alcune zone ci sono ancora costruzioni degli anni '50,'60 e '70, in altre invece vedi i classici palazzi di vetro altissimi costruiti da 5-6 anni. Questo contrasto è molto bello da vedere.

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Cosa ti manca dell'Italia?

La famiglia. Anche se non sono un mammone, devo essere sincero. I miei genitori cominciano ad avere una certa età e purtroppo riesco a vederli solo due/tre volte l'anno. Come ho già detto, il cibo italiano non mi manca particolarmente perché non si mangia male e ci sono anche dei negozi dove si trovano alcuni prodotti. Qui, per esempio, ho trovato addirittura lo stracchino.

A chi consiglieresti la Polonia come Paese dove fare un'esperienza?

La consiglierei sicuramente a un ragazzo giovane per venire qui a studiare dopo il liceo. Nelle grandi città ci sono delle buone università, sia a Varsavia che a Cracovia. Alcuni miei colleghi studiano e lavorano e vengono da paesi come Spagna, Italia, Francia. Sono universitari e lavorano part-time.

Penso possa essere adatta anche dopo l'università per le esperienze lavorative. Come dicevo, il Paese sta accogliendo tante aziende straniere che investono, c'è tanto lavoro in inglese e di qualità medio-alta. Anche gli stipendi iniziano a essere buoni, ti permettono di avere tranquillamente un appartamento, una piccola macchina, fare una famiglia o mettere dei soldi da parte.

Non la consiglierei invece a una persona in pensione, che potrebbe godersi dei posti un po' più caldi. Se dovessi ritirarmi, non sceglierei questo Paese.

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