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Cosa mangiano i bambini a scuola e chi sceglie il menù della mensa

La mensa scolastica propone ai bambini un menù stagionale volto a fornire loro il necessario apporto nutritivo. A scrivere le linee guida dei menù a cui si attengono poi le imprese di ristorazione è il Ministero della Salute.
A cura di Sophia Crotti
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mensa scolastica

La mensa scolastica è un servizio importantissimo che la scuola offre a studenti e famiglie, poiché garantisce ai bambini un'alimentazione varia e nutriente, alla quale altrimenti non tutti gli scolari avrebbero accesso. Come riporta l'ultimo report di Save The Children sulla povertà dei bambini, infatti, la ristorazione scolastica è uno degli elementi che permette ai minori di abbattere le diseguaglianze, garantendo anche alle famiglie meno abbienti di assicurare ai propri figli un pasto ricco e vario, oltre a più ore da trascorrere sotto la sorveglianza degli insegnanti.

Il menù, redatto ad hoc a seconda dell'età e delle esigenze dei bambini, deve seguire specifiche norme ministeriali, garantire i giusti nutrienti, essere di gradimento e permettere a chi o per condizioni di salute o per credo religioso o per etica lo necessiti, anche di accedere a delle diete su misura.

Chi decide il menù delle mense scolastiche?

A indicare cosa i bambini troveranno sul loro vassoietto della mensa scolastica sono le Linee guida del Ministero della Salute. Gli esperti, infatti, hanno realizzato un piano che garantisca ai piccoli un'alimentazione varia e sana, indispensabile per prevenire le patologie cronico-degenerative, per non omologare i loro gusti, col rischio che eccedano sempre e solo con alimenti grassi o zuccherini e per educarli all'integrazione e al consumo di cibo in maniera consapevole e sostenibile.

mensa scolastica

Ad occuparsi poi della realizzazione dei menù, seguendo sempre le linee guida ministeriali, sono le imprese di ristorazione che vincono la gara d'appalto predisposta da ciascun Comune per le proprie scuole, le quali sono obbligate per legge a formare gli operatori addetti alla distribuzione dei pasti nelle scuole.

Un ruolo cruciale è anche quello degli insegnanti, formati invece dalle singole scuole, nell'educare i bambini all'assaggio, alla curiosità alimentare, all'apertura verso i gusti e le tradizioni degli altri e all'importanza di non sprecare il cibo sulle tavole.

La Commissione mensa

Un ruolo cruciale nelle scuole è quello della Commissione mensa che, come specificano le linee guida ministeriali, deve essere composta da genitori, insegnanti addetti alla refezione scolastica, membri dell'amministrazione comunale, personale dell'Asl e del gestore del servizio di ristorazione, i quali periodicamente devono redigere report per garantire le migliorie necessarie al servizio mensa della scuola.

alimentazione scolastica
Credits: "Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica" di Ministero della Salute

È molto importante che i menù, in generale, vengano consegnati con anticipo alle famiglie, in questo modo i genitori possono garantire ai bambini un'alimentazione caratterizzata da tutte quelle pietanze necessarie a coprire completamente il loro fabbisogno giornaliero.

Come sono composti i menù della mensa scolastica?

Le portate che i bimbi assumono ogni giorno, per un massimo di 5 giorni a settimana a scuola dai 6 mesi di vita all'adolescenza, devono rispettare le linee guida ministeriali, garantendo agli scolari il 35% del loro fabbisogno energetico medio giornaliero.

apporto nutritivo mensa
Credits: "Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica" di Ministero della Salute

Il menù deve essere vario e composto per lo più da cibo di stagione, in modo da garantire ai bambini il 15% di proteine, il 30% di grassi e il 55% di carboidrati. La stagionalità del menù deve rispettare due periodi: autunno-inverno e primavera-estate. Tra gli alimenti che devono sempre essere proposti ai bambini in quantità adatta alla loro età, non possono mancare:

  • verdure anche crude da proporre prima dei pasti tutti i giorni
  • cereali, in forma di pasta, riso, orzo o mais in modo che i bimbi ne abbiano una porzione al giorno
  • frutta da garantire ai bambini sia per la merenda mattutina che per quella pomeridiana
  • piatti unici: composti da patate e carne, cereali, legumi, pesce con contorno (ciascun alimento 1 o 2 volte a settimana al massimo)
  • condimenti: olio extravergine d'oliva, suggerito come migliori condimenti per i bambini, sale iodato in piccole dosi e spezie ma nelle giuste quantità, in modo che i bimbi non siano obbligati ad assaggiarle
  • salumi: due volte al mese
  • uova: una volta a settimana
  • pizza o lasagna: una volta a settimana
  • no al bis, se c'è un secondo piatto
  • sì ad alternative con lo stesso apporto di nutrienti

Le diete speciali a scuola

Ci sono delle situazioni per le quali il menù scolastico subisce delle modifiche, come riportano le linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica: è il caso o di festività religiose e ricorrenze, durante le quali ai bambini viene offerto anche un menù ad hoc, oppure particolari stati di salute (per i quali è sempre necessario portare un certificato medico) come:

  • intolleranze e allergie
  • celiachia
  • altre malattie che coinvolgano l'apparato digerente
  • situazioni di emergenza (come influenze stagionali o problematiche logistiche)

Altre motivazioni per le quali i bambini possono accedere alle diete speciali sono legate a questioni etiche: è il caso di chi si nutre con alimentazione vegana o vegetariana. In questo caso la dieta deve rispettare le linee guida della Società Italiana di Pediatria, in modo da permettere ai bambini di ricevere lo stesso apporto energetico dei coetanei onnivori.

Altre diete speciali sono quelle legate alle religioni, anche in questo caso, una volta presentato un apposito certificato, verrà consentito al bambino di accedere ad una dieta che rispetti i precetti della religione nella quale il bambino crede.

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