24 Gennaio 2023
12:30

Un filo d’oro che aiuta i bambini a crescere, giocare, comunicare

Non esistono “no” quando si parla di bambini con disabilità psicosensoriali, ma solo capacità specifiche da valorizzare e sviluppare iniziando a dire “sì”. Edoardo è un bambino che ha trovato il suo mondo di possibilità grazie all’aiuto della Lega del Filo d’Oro: la Fondazione ha sviluppato un metodo su misura per aiutare grandi e piccoli a concentrarsi sulle potenzialità e non più sui limiti.
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A cura di Ciaopeople Studios

Ogni giorno utilizziamo i nostri sensi, quasi senza accorgercene, per orientarci nel mondo e svolgere tutte le azioni quotidiane: alzarci dal letto, preparare la colazione, studiare, leggere, fare sport, uscire con gli amici, parlare, ascoltare la musica. Quando non si vede e non si sente, però, il mondo diventa all'improvviso più buio e silenzioso, una situazione difficile che può essere ulteriormente complicata da una disabilità intellettiva o un deficit motorio. Edoardo è nato nel 2015 dopo una gravidanza difficile, ma mamma Caterina e papà Giovanni non si sono mai arresi di fronte alle barriere, cercando fin da subito il modo migliore per superarle. La diagnosi, a quattro mesi, è stata importante: Edoardo ha una rara mutazione genetica che gli causa delle gravi crisi epilettiche e compromette la vista e l’udito, la SCN8A. In un labirinto in cui lui e i suoi genitori si ritrovano bendati, però, hanno trovato un modo per trasformare anche le loro paure in resilienza.

È stato l'incontro con la Lega del Filo d'Oro a cambiare i tanti “no” ricevuti dai medici in nuovi “sì”: sì, potrà crescere, potrà giocare e potrà comunicare. La Fondazione nata ad Osimo, nelle Marche, nel 1964 ha da subito avuto come obiettivo quello di raggiungere e sviluppare il massimo delle capacità specifiche di ogni persona sordocieca e pluriminorata. In quasi sessant'anni di esperienza, è stato messo a punto un metodo unico nel suo genere, perché interdisciplinare e personalizzato proprio in base alle caratteristiche della persona. Se all'arrivo Edoardo faceva difficoltà anche a star seduto, dopo 3 settimane di trattamento è riuscito già ad interagire con i giochi, a vocalizzare, ad essere più partecipe. È un cambiamento fatto di piccoli passi ma grandi speranze e possibilità. Per le famiglie, poi, essere accolte in un ambiente sicuro e propositivo è un supporto da non sottovalutare: all'interno dei Centri presenti in tutta Italia non ci sono solo medici, educatori, infermieri e fisioterapisti, ma anche psicologi pronti a supportare le fragilità di mamme, papà, fratelli e sorelle.

Il mondo delle persone sordocieche ci può sembrare irraggiungibile, proprio perché siamo abituati a basare le nostre interazioni su vista e udito, ma basta cambiare prospettiva per rendersi conto che le barriere, con il giusto supporto, diventano trampolini verso un futuro meno difficile. Edoardo oggi ha sette anni e continua a crescere e migliorare giorno dopo giorno, eppure senza l'aiuto della Fondazione e la tenacia di Caterina e Giovanni avrebbe continuato a ricevere sempre e solo tanti “no”. Con il programma di donazione regolare alla Lega del Filo d'Oro “Adotta un mondo di sì” possiamo contribuire ad abbattere i muri della sordocecità, aiutando Edoardo e tanti bambini come lui a vivere una vita piena e ricca di possibilità.

Questo è un contenuto pubblicitario a cura di Ciaopeople Studios, realizzato in linea con le necessità del brand
 
Tutte le cose che può fare una persona sordocieca
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