Da un'aggressione a sfondo razziale a una medaglia d'Oro alle Universiadi 2019. Tutto in un anno. E' questa la parabola di Daisy Osakue, atleta italiana di colore che ieri si è imposta con il miglior lancio conquistando la medaglia d'oro nel disco, nei Giochi che si stanno svolgendo a Napoli, al San Paolo. La 23enne piemontese ha battuto la tedesca Claudine Vita e la lituana Zarankaite, grazie a uno strepitoso lancio di 61,69 m. 

Un anno fa, di questi tempi, si parlava ancora di Daisy ma non per le sue prestazioni sportive bensì per l'aggressione che subì e che divenne subito virale sui social network dividendo l'Italia in due: la giovane atleta venne infatti colpita da un uovo lanciato da un’auto a Moncalieri, in provincia di Torino, mentre stava rientrando in casa. Subito si parò di aggressione a sfondo razziale, di un clima d'odio che si stava diffondendo in Italia, di una intolleranza di cui Daisy era stata assunta a testimonianza, con l'episodio subito strumentalizzato.

Lei, Daisy, allora 22enne atleta italiana, visse un personalissimo dramma umano e sportivo: il guscio dell’uovo le aveva abraso la cornea, facendole uscire del liquido sulla retina, costringendola a immediate cure mediche e a fasciarsi l'occhio. Con conseguenze evidenti per la sua attività sportiva: le aveva fatto rischiare di saltare gli Europei di atletica a Berlino del 2018, dove però la Osakue riuscì a partecipare, arrivando quinta, gareggiando a soli 10 giorni dall’aggressione.

Una prima fortissima voglia di rivincita, culminata adesso, ad un anno di distanza con l'alloro più grande, il riconoscimento maggiore, la medaglia d'oro. Che ha cancellato definitivamente i drammatici momenti dell'estate scorsa, ridando a Daisy una nuova dignità di donna e di sportiva, tornando sì sulle prime pagine dei giornali – non solo sportivi – ma questa volta per i motivi giusti.