Il mondo dell'atletica leggera deve fare i conti con una nuova squalifica per doping. A essere fermata per i prossimi quattro anni è l'atleta indiana e campionessa asiatica di 800 metri, Gomathi Marimuthu. Oltre alla pesante squalifica in cui è incorsa, la Marimuthu è anche destinata a perdere la sua medaglia d'oro che aveva conquistato ai Campionati Asiatici. Secondo l'"Unità di integrità dell'atletica leggera", la 31enne asiatica è stata squalificata a seguito dell'utilizzo di una sostanza proibita, fatto che risale allo scorso 17 maggio 2019. In base alla decisione presa la Marimuthu subirà una sospensione retroattiva di due mesi, tra il 18 marzo e il 17 maggio dell'anno scorso e metterà a repentaglio la vittoria ai Giochi Asiatici. Infatti, l'atleta aveva conquistato gli 800 femminili ai campionati con relativa medaglia d'oro nell'aprile 2019 a Doha, ma è destinata a essere spogliata del suo titolo.

La sentenza è definitiva in primo grado di giudizio ma la Marimuthu può ancora fare appello al divieto rivolgendosi come di consueto accade in questi casi, al tribunale arbitrale per lo sport (TAS). La decisione del comitato dell’Unità di integrità dell’atletica leggera ha evidenziato nelle motivazioni che Gomathi ha violato gli articoli 2.1 e 2.2 delle regole antidoping del World Athletics ritenendo all'unanimità che non offrisse uno scenario ammissibile per la presenza di nandrolone nei suoi campioni prelevati.

Adesso è stata imposta una squalifica di quattro anni, a partire dal 17 maggio 2019, dopo che alla Marimuthu era stata già concessa una sospensione provvisoria. Con il primo campione positivo raccolto il 18 marzo 2019, tutti i risultati tra allora e il 17 maggio 2019 sono stati cancellati, inclusa la vittoria di Gomathi e la medaglia d'oro ai campionati asiatici di atletica leggera. Il ‘caso' Marimuthu ha aperto un dossier ‘doping' sull'atletica indiana visto che un certo numero di altri corridori indiani di media e lunga distanza hanno ricevuto divieti di doping negli ultimi mesi per la pre-presenza e l’uso di sostanze proibite, agenti e steroidi anabolizzanti