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Milano è la seconda provincia d’Italia dove si vive meglio, bene anche Monza-Brianza e Brescia

L’indagine svolta da ItaliaOggi in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma ha piazzato Milano al secondo posto per qualità della vita. Resta irraggiungibile la provincia di Bolzano, quest’anno al primo posto, ma Bologna è stata scavalcata.
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A cura di Enrico Spaccini
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Quella di Milano è la seconda provincia in cui si vive meglio in Italia. Ad affermarlo è l'indagine svolta da ItaliaOggiItal Communications in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma giunta ormai alla sua 25esima edizione. Prendendo in considerazione diversi parametri, tra cui reddito e ricchezza, reati e sistema salute, la Città Metropolitana meneghina guadagna posizioni rispetto allo scorso anno, passando così dalla quinta alla seconda posizione: ancora irraggiungibile la prima della classe, Bolzano (nel 2022 era seconda) e scavalcata Bologna (che rimane terza).

La qualità della vita nelle province lombarde

In generale, le province lombarde segnano quasi tutte un miglioramento più o meno marcato rispetto alla scorsa edizione dell'indagine. Nel gruppo di testa, in cui la qualità della vita è da considerarsi "buona", ci sono anche le province di Monza-Brianza e Brescia che hanno compiuto un balzo in avanti deciso. La prima, infatti, è passata dalla 20esima posizione all'ottava mentre quella bresciana da 23esima a dodicesima.

Migliora anche Mantova, che da 31esima ora è 20esima, mentre Bergamo perde due posizioni: dalla 21esima alla 23esima. Infine, nell'ultimo gruppo c'è anche Lecco che passa dalla 35esima posizione dello scorso anno alla 27esima nel 2023.

Nel secondo gruppo, invece, dove la qualità della vita è "accettabile", c'è Sondrio che perde molte posizioni scendendo dalla 14esima alla 32esima. Meno significativo il calo che ha riguardato Varese, che da 33esima passa alla 34esima, Como, che da 32esima ora è 35esima, e Cremona, che da 34esima passa alla 36esima. Infine, ci sono Lodi, che comunque guadagna qualche posizione passando dalla 43esima alla 39esima piazza, e Pavia che da 59esima ora è 55esima.

La frattura Nord-Sud

Come detto, i criteri con cui è stata stilata questa classifica comprendono: affari e lavoro, ambiente, istruzione e formazione, popolazione, reati, reddito e ricchezza, sicurezza sociale, sistema salute, tempo libero. Usando questi parametri, è risultato che in 63 province su 107 la qualità della vita è da considerarsi "buona" o "accettabile". Tra queste, ci sono per la maggior parte realtà dell'arco alpino e della pianura padana, fino a quelle toscane, umbre e marchigiane.

Per quanto riguarda le province del Sud e delle Isole, si sono quasi tutte piazzate negli ultimi due gruppi dove la qualità della vita è indicata come "scarsa" o "insufficiente". Le ultime posizioni sono occupate da Messina (105), Caltanissetta (106) e Crotone (107). Secondo ItaliaOggi, si tratta di una frattura che si sarebbe acuita nel periodo indicato come "post covid", in cui le metropoli si sono mosse verso una decisa ripartenza mentre le realtà che erano già in difficoltà non riescono ad avere una ripresa soddisfacente.

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