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Il Tribunale di Brescia autorizza la trascrizione dei figli di una coppia di donne: “Vanno tutelati i bambini”

Dalla Corte d’Appello di Brescia a novembre era arrivata una decisione opposta rispetto a quella di Milano sulla trascrizione dei figli delle coppie con due mamme: i giudici bresciano avevano deciso di non accogliere il ricordo del Ministero dell’Interno.
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A cura di Giorgia Venturini
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La Corte d'Appello civile di Brescia a novembre aveva dato una sentenza diversa rispetto a quella recente di Milano sulla trascrizione dell'atto di nascita dei figli con due mamme. I giudici bresciano avevano respinto il reclamo del Ministero dell'Interno che aveva chiesto di cancellare dal documento il nome della madre intenzionale lasciando solo quello della madre biologica. La notizia è stata resa pubblica da un articolo del Corriere della Sera poco dopo la decisione del Tribunale di Milano che aveva invece accolto il ricorso della Procura ed escludere la madre intenzionale dall'atto di nascita di due figli accanto alla madre gestante.

Cosa hanno chiesto i giudici di Brescia e cosa chiedono ai legislatori

Anche Brescia si rivolge ai legislatori – interpellati da più Tribunali ad agire per stipulare una legge ad hoc – ma se Milano ha risposto a un vuoti normativa "fermandosi", i giudici bresciani hanno provato a dare una loro interpretazione: "La protratta inerzia del legislatore, pur dopo il severo monito nell’ormai lontano 2021 della Corte Costituzionale" permetta "una interpretazione evolutiva guidata dalla applicazione di principi costituzionali e sovranazionali" per "superare la mancata tutela dei figli". E poi precisano che la Corte "che non può bollarsi come sostitutiva del compito del legislatore, giacché il diritto vivente è appunto anche intervenire colmando lacune a fronte della inerzia protratta del legislatore".

Alla base della parole della Corte di Brescia ci starebbe la necessità di urgenza: "La posizione di attesa di un intervento legislativo non regge a fronte di situazioni di urgenza (morte del genitore biologico) nei quali l’adozione appare rimedio non praticabile, allora non si vede perché una interpretazione evolutiva della legge 40/2004, con riferimento alla parte dedicata alla tutela dei nascituri, non possa già oggi trovare ingresso, in attesa e anzi auspicando che il legislatore disciplini in modo organico la materia» per "meglio tutelare i diritti dei bambini".

Come bisognerebbe agire secondo i giudici di Brescia

E infine i giudici provano a dare un suggerimento su come dovrebbero agire: "Non è il comportamento degli adulti che deve essere valutato, così come non vengono richieste all’autorità giudiziaria valutazioni di tipo morale o sociologico, bensì compito del giudice è valutare, nel caso concreto all’esame, la condizione effettiva di un soggetto debole privo di diritti: anzitutto il diritto a vedere riconosciuto il proprio status di figlio di due genitori e il conseguente diritto del bambino alla bigenitorialità, sancito dalle norme nazionali e sovranazionali".

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