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Case popolari, l’Aler ha un patrimonio da recuperare ma non usa il Superbonus: solo due interventi

Nonostante il Superbonus del 110 per cento per le ristrutturazioni e una mozione ad hoc del Movimento 5 Stelle approvata all’unanimità in Consiglio regionale, l’Azienda lombarda per l’edilizia residenziale (Aler) sta intervenendo con estrema lentezza per recuperare il proprio patrimonio immobiliare, da molti anni in sofferenza per il degrado. Secondo l’assessore regionale alla Casa Mattinzoli sono stati avviati solo due interventi: “La relazione dell’assessore è stata totalmente insufficiente – dice a Fanpage.it il consigliere regionale M5s Di Marco – riteniamo che il tema sia stato affrontato con leggerezza dimostrando come sull’utilizzo di strumenti come il Superbonus le Regioni e le Aler siano ancora in alto mare”.
A cura di Giulio Cavalli
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In Italia il Superbonus studiato dal governo Conte per l’efficienza energetica degli edifici è utilizzato per rimettere in sesto abitazioni datate con una sensibile riduzione della spesa. Verrebbe da pensare che Aler (l’Azienda lombarda per l'edilizia residenziale) stia sfruttando al meglio questa occasione per recuperare un patrimonio immobiliare da molti anni in sofferenza per il degrado. Sarebbe logico, sarebbe normale e sarebbe conveniente per Regione Lombardia e per gli inquilini. E invece la scena che si è svolta durante l’ultima audizione in Commissione regionale territorio dell’assessore alla Casa Alessandro Mattinzoli è stata piuttosto imbarazzante: “Aler Milano ha già avviato due interventi in via D’Ancona e via Salomone con l’uso del Superbonus al 110 per cento”, ha dichiarato l’assessore, chiarendo comunque che gli interventi regionali "sono pochi". Numeri precisi a disposizione per ora non ce ne sono ma di sicuro la lentezza, per usare un eufemismo, è evidente.

Eppure risale a luglio del 2020 la mozione (su iniziativa del Movimento 5 Stelle) approvata all’unanimità in Consiglio regionale perché Regione e Aler cogliessero l’occasione di eseguire interventi legati alla riqualificazione energetica degli edifici o al loro adeguamento antisismico, come il cappotto termico o la sostituzione dell’impianto di riscaldamento dell’edificio con uno a pompa di calore o a condensazione, oppure l’installazione di pannelli solari o la sostituzione degli infissi come interventi trainanti, oltre alla rimozione di barriere architettoniche in favore di persone con disabilità e over 65. A dicembre dell’anno scorso poi Regione Lombardia aveva fatto intendere l’avvio di un imponente programma di interventi.

Di Marco (M5s): Le aziende delle case popolari sono diventati poltronifici politici

"Ad oggi però queste buone intenzioni sono rimaste solo sulla carta – dice a Fanpage.it il consigliere regionale del M5S Nicola Di Marco -. La relazione dell’assessore è stata totalmente insufficiente e riteniamo che il tema sia stato affrontato con leggerezza dimostrando come sull’utilizzo di strumenti come il Superbonus le Regioni e le Aler siano ancora in alto mare. Da mesi sollecito Regione, attraverso diversi atti, ad un maggiore impegno. È acclarato come le Aler lombarde non abbiano direzioni negoziali e tecniche all’altezza di questa sfida. L’assessore lo ha confermato, ma noi lo avevamo già segnalato in più occasioni senza essere ascoltati. E così si è perso un intero anno".

Di Marco contesta anche il sistema nel suo complesso: "Hanno trasformato le aziende delle case popolari in poltronifici politici che andrebbero azzerati e oggi si rischia di pagarne nuovamente le conseguenze. Andando avanti in modo così lento, si rischia di perdere un’opportunità irripetibile. L’assessore si impegni subito per recuperare il tempo perso. Gli inquilini che oggi vivono in quartieri fatiscenti e abbandonati dalla politica regionale meritano delle risposte concrete, che sono sempre più carenti". Intanto un altro anno si è perso e i presidi degli inquilini che protestano si moltiplicano.

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