
Vivere con un cane o con un gatto fa bene… ma quanto costa! E' questo in estrema sintesi il risultato dello studio “La convivenza con cani e gatti: il valore sociale ed economico”, commissionato dalla LAV e realizzato da REF Ricerche. I conti sono presto fatti, del resto: cibo, assistenza veterinaria, spese per i farmaci e altre necessità portano la spesa media di sostenimento di un animale domestico a oltre 600 euro all'anno. E l'Iva fa la sua parte, anzi, determina la condizione per cui vivere con un cane o con un gatto può ormai essere considerato un lusso, visto che tanto al "pet food" quanto alle prestazioni veterinarie si applica l'aliquota ordinaria del 22%.
«La convivenza con cani e gatti non può essere considerata un privilegio per chi se lo può permettere – ha dichiarato Alessandra Ferrari, Responsabile Area Animali Familiari LAV – Oggi le famiglie sono penalizzate da una fiscalità ingiusta che tratta cibo e cure veterinarie come beni di lusso. Chiediamo un fisco più equo e politiche strutturali di veterinaria sociale che garantiscano il diritto alla cura per tutti gli animali, indipendentemente dalle condizioni economiche delle persone con cui vivono. Garantire cure accessibili significa anche prevenire abbandoni, ridurre i costi sociali legati al randagismo e rafforzare un modello di convivenza fondato su rispetto, responsabilità e benessere condiviso, in linea con l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute animale, salute umana e salute dell’ambiente. È una scelta di giustizia sociale e di responsabilità collettiva".
Da questa analisi nasce la proposta della Lav di eliminare l'imposta sulle cure veterinarie, come del resto accade in salute umana e proprio per andare sempre di più verso la concretizzazione dell'approccio One Health, ovvero che la salute sia un bene comune e che quella umana, degli altri animali e dell'ambiente siano collegate e interdipendenti.
Nello studio, che si inserisce nel quadro della campagna “Cani e gatti: cure e diritti, non privilegi”, viene segnalato che circa il 40% delle famiglie in Italia vive con almeno un cane o un gatto in casa e conferma che l'animale domestico è considerato un membro effettivo del gruppo. Questa che ormai è una definizione quasi scontata, sebbene poi ancora ci siano abbandoni e casi frequenti di maltrattamenti, ha inciso sulle scelte degli italiani anche da un punto di vista sociale e sanitario dal punto di vista umano. La Lav, infatti, ricorda le tante ricerche che hanno portato a risultati uguali rispetto al fatto che la presenza di un animale in casa contribuisce a ridurre stress e vivere meglio la solitudine e anche che vi sia meno ricorso ai farmaci nell'ottica di un benessere psicofisico dovuto appunto alla relazione con il cane o il gatto.
Considerazioni da cui nasce la campagna per un accesso facilitato alle cure veterinarie che migliorerebbe la parte legata al mantenimento dell'animale domestico e, di conseguenza, avrebbe effetti positivi anche sulle persone, diventando dunque un investimento per il sistema sanitario e per la collettività.
"Secondo le stime elaborate – scrivono dalla Lav – una misura di questo tipo comporterebbe un costo per la finanza pubblica pari a circa 577 milioni di euro, che potrebbe essere interamente compensato attraverso una riduzione di una quota dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), rendendo l’intervento sostanzialmente neutrale per il bilancio pubblico".