
Dopo oltre dieci anni di servizio tra foreste e aree devastate dagli incendi, il cane Bear va in pensione. Non stiamo parlando di un cane qualunque, ma uno dei primi "detection dog" – cani da rilevamento – al servizio della conservazione e reclutati dall'International Fund for Animal Welfare (IFAW) per individuare i koala in natura. E, per molti, è diventato un vero e proprio "eroe", simbolo della lotta per salvare la fauna selvatica australiana.
Bear è un Australian Koolie, una razza da pastore nota per la sua intelligenza ed energia. Ha iniziato l'addestramento nel 2016, imparando a riconoscere e a seguire l'odore del pelo di koala. Può sembrare semplice per un cane, ma in realtà è un lavoro molto complesso: questi marsupiali vivono sugli alberi, si mimetizzano bene e spesso restano immobili per ore. Individuarli, soprattutto dopo un incendio, è estremamente difficile per noi gli esseri umani.
È qui che entrano in gioco i cani da rilevamento. Grazie a loro incredibile olfatto, sono in grado di fiutare odori impercettibili per noi. Quando trovava un koala, poi, Bear segnalava la presenza ai suoi conduttori e veniva premiato con il suo gioco preferito: una pallina. Questo sistema di ricompensa e rinforzo positivo è alla base dell'addestramento, perché associa la ricerca a un'esperienza divertente e piacevole per il cane.
Il contributo di Bear è stato enorme, e soprattutto decisivo, durante i devastanti incendi australiani del 2019-2020. In quel periodo ha aiutato a localizzare e a salvare più di 100 koala, molti dei quali feriti o estremamente disidratati. Operava anche in condizioni difficili, tra cenere e terreno ancora caldo, protetto da piccoli "stivaletti" rossi diventati poi iconici.

Nel corso della sua carriera, Bear non è stato però solo un cane "da lavoro", ma anche un ambasciatore. La sua storia ha attirato l'attenzione internazionale, contribuendo a sensibilizzare sui cambiamenti climatici e sulle loro conseguenze per la fauna selvatica. È stato anche premiato più volte e citato da personaggi pubblici famosi come Leonardo DiCaprio e Tom Hanks.
Secondo gli addestratori, la sua energia e la sua "ossessione" per la pallina lo rendevano perfetto per questo lavoro: instancabile, concentrato, sempre motivato. Oggi, a 11 anni, è arrivato per lui il momento di fermarsi. Al posto delle missioni alla ricerca dei koala, lo aspettano riposo, coccole e giochi.
La sua eredità, però, continua. I cani da rilevamento addestrati dopo di lui seguiranno le sue "impronte", portando avanti un lavoro fondamentale per la conservazione. Perché, in un mondo in cui gli habitat sono sempre più minacciati, anche il fiuto di un cane può fare la differenza per salvare i koala.