
Gli animali servono agli esseri umani. In qualsiasi modo, anche quando il loro benessere viene spacciato come la bandiera per cui si agisce ma in realtà, poi, gli scopi sono altri. Lo sa bene la politica, non solo nel nostro Paese ma in tutto il mondo. In Usa, infatti, è stato appena approvato in Senato un disegno di legge che è chiaramente frutto di un meccanismo restrittivo in materia di immigrazione, piuttosto che di un ragionamento più ampio a tutela del benessere degli animali.
Si tratta del cosiddetto "Bill to Outlaw Wounding of Official Working Animals Act", (BOWOW Act), che prevede pene dure per immigrati che compiano atti violenti nei confronti degli animali, cani e cavalli in primis, utilizzati dalle forze dell'ordine.
Il BOWOW Act fa sì che uno straniero possa essere espulso se condannato per aver maltrattato animali utilizzati dagli agenti e questo disegno di legge è passato alla Camera dei Rappresentanti con con 228 voti favorevoli e 190 contrari.
Si tratta di un atto che mira a garantire che i "non cittadini" che maltrattano gli animali possano essere espulsi dagli Stati Uniti come pena per il loro comportamento violento nei confronti dei cani e dei cavalli che vengono utilizzati dalle Forze dell'ordine americane. Il contenuto è nato modificando la legge sull'immigrazione in modo che se una persona non cittadina statunitense viene condannata, o in alcuni casi ammette maltrattamenti o combattimenti tra animali ai sensi di leggi federali, statali o locali può essere utilizzato come motivo per negarle l'ingresso in Usa o espellerla.
I sostenitori sostengono che i maltrattamenti sugli animali siano un segnale di allarme per future violenze e affermano che "il Paese non dovrebbe essere un rifugio per chi tortura gli animali", soprattutto se si trova illegalmente negli Stati Uniti. Gli oppositori hanno invece sottolineato che l'aggiunta di una nuova fattispecie non fa altro che aumentare la lista dei motivi di espulsione finalizzata a mandar via le persone considerate "sgradite" perché di altri paesi.
L'origine di tutto sta in un caso di cronaca che aveva molto colpito l'opinione pubblica. Nel giugno del 2025 Freddie, un Beagle che "lavorava" con gli agenti della dogana, era stato preso a calci da un immigrato che era stato fermato dagli agenti. Il cane aveva riportato delle fratture alle costole e l'autore del gesto si era dichiarato colpevole. La pena era stata così commissionata: pagamento delle spese veterinarie e espulsione dal territorio nazionale. Quella decisione da parte del giudice che si era occupato della vicenda era stata subito politicizzata: i repubblicani avevano elogiato la sentenza definendola un'arma importante per la protezione degli animali da lavoro, mentre i democratici avevano dichiarato che si trattasse di un provvedimento superfluo, dato che questo genere di reati sono già considerati a livello federale e che spesso comportano proprio la deportazione. Del caso di Freddie, però, non se ne è dimenticato un deputato repubblicano, Ken Calvert, che ha appunto presentato la proposta del disegno di legge.
Il BOWOW Act adesso dovrà essere approvato o meno al Senato, in cui però le compagini sono diverse e la maggioranza non è compatta in una aula praticamente divisa da diversi punti di vista. Il futuro di questa proposta di legge è dunque incerto ma ciò che non lo è sono le reazioni che sta causando nella società civile, in parte colpita dall'idea che il maltrattamento degli animali possa essere sfruttato per facilitare altre azioni politiche.