
Venerdì scorso il corpo di un uomo di 61 anni è stato ritrovato all'interno di un pitone nell'isola di Sulawesi, in Indonesia. Le immagini del pitone che viene catturato e aperto per estrarre i resti in poche ore hanno fatto il giro del mondo e posto nuovi interrogativi sulla convivenza con i grandi costrittori.
Per fare chiarezza Fanpage.it ha raggiunto l'erpetologo Luigi Sansone: "Prediligono prede più semplici rispetto a noi esseri umani, ma anche noi siamo mammiferi e primati come le scimmie di cui si nutrono abitualmente, quindi possono considerarci prede e attaccarci".
Quale specie di serpente ha ucciso l'uomo?
Vive nel Sud Est Asiatico ed è un pitone reticolato (Malayopython reticulatus). È la specie di serpente più lunga al mondo mentre, mentre quella più pesante è l'anaconda. Il pitone reticolato può arrivare a 8 metri di lunghezza per un peso di 150 chili, mentre l'anaconda è lunga circa 6 metri ma può pesare anche 300 chili. Raramente attaccano l'uomo ma ci sono casi registrati per entrambe. Esiste quindi la possibilità che questi grandi animali costrittori uccidano le persone, ma si tratta di eventi rarissimi. Basti pensare che, in media, delle 2.000 specie di serpenti esistenti 600 sono velenose e queste uccidono 10 mila persone all'anno, mentre per quanto riguarda i costrittori si parla di numeri vicini allo zero all'anno. Significa che, nonostante le dimensioni, raramente predano l'essere umano.
Se le probabilità sono così basse perché in questo caso il pitone ha attaccato?
Iniziamo sfatando un mito: spesso si sente che questi incidenti sono da attribuirsi al cambiamento climatico, ma non è così: i serpenti si nutrono di mammiferi e scimmie, e visto che anche noi siamo primati possono attaccarci. Le probabilità aumentano perché la popolazione umana sta colonizzando anche parti della foresta dove prima non c'era, questa distruzione dell'habitat può portare a incontri più frequenti con gli animali, e le conseguenze potenziali sono queste. Dalla prospettiva del serpente noi siamo mammiferi dal sangue caldo, e quindi possono attaccarci.
Il serpente in questo caso era un esemplare da record di 8 metri, mentre la vittima aveva una statura di circa 1,63. Come ha fatto a ucciderlo?
Le modalità sono le stesse: il serpente dà un morso alla preda per trattenerla e subito le si attorciglia attorno per soffocarla. Vista la taglia, in questo caso è impossibile che un essere umano possa liberarsi dalla presa. Dopo la morte, il serpente mangia l'essere umano con tutti i vestiti, ma a questo punto però possono verificarsi delle lacerazioni interne e spesso l'animale muore perché non riesce a digerire vestiti e altri oggetti sul corpo della persona.
Perché gli incidenti sono così pochi?
I grandi serpenti come il pitone reticolato e l'anaconda prediligono prede più semplici da catturare, nel caso degli esseri umani le vittime sono spesso bambini piccoli o persone anziane, di solito di piccola statura. Se la preda è troppo grande, come nel caso di un uomo di taglia media, il serpente muore.