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19 Gennaio 2026
13:56

Stop al processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, udienza rinviata per nullità: le associazioni chiedono giustizia

Udienza rinviata per nullità nel processo per l'uccisione dell’orsa Amarena, che dovrà ricominciare dall’inizio. Le associazioni resteranno parte civile nel procedimento e chiedono giustizia per l’orso simbolo del PNALM.

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La giudice ha dichiarato la nullità del decreto di citazione a giudizio

Si è conclusa con un rinvio quella che avrebbe dovuto essere la prima udienza dibattimentale del processo per l'uccisione dell'orsa Amarena, uno degli orsi marsicani più noti e simbolo del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM). L'udienza si è svolta davanti al Tribunale di Avezzano, ma il dibattimento, come riporta ANSA, non è mai iniziato a causa di una nullità procedurale rilevata dal giudice.

La giudice Francesca D'Orazio ha accolto l'eccezione sollevata dalla difesa, dichiarando la nullità del decreto di citazione a giudizio. In termini semplici, l'atto con cui la Procura aveva convocato l'imputato in tribunale presentava un vizio di forma, cioè un errore nella sua redazione. Secondo il giudice, questo difetto rende nulla l'intera fase iniziale del procedimento e impone la restituzione degli atti alla Procura, che dovrà riformularli e notificarli nuovamente. Il processo, quindi, dovrà ripartire dall'inizio, con la fissazione di una nuova udienza.

Il procedimento riguarda Andrea Leombruni, imputato per i fatti avvenuti tra la notte del 31 agosto e il l'1 settembre 2023 a San Benedetto dei Marsi, quando Amarena venne uccisa con un colpo di fucile mentre si trovava insieme ai suoi due cuccioli. L'orsa era la più conosciuta e amata tra tutti gli orsi marsicani, una sottospecie unica al mondo, endemica dell'Appennino centrale e che oggi è considerata a rischio critico di estinzione: ne restano circa una sessantina.

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Amarena venne uccisa colpi di fucile la notte tra il 31 agosto e l’1 settembre 2023

Erano circa cinquanta gli enti e le associazioni ambientaliste costituiti parte civile, insieme alla Regione Abruzzo. Tra questi il PNALM, il Comune di Villalago e numerose organizzazioni impegnate nella tutela della fauna selvatica, come WWF Italia, ENPA, LAV, OIPA e Salviamo l'Orso. L'imputato deve rispondere del reato di uccisione di animali, con l'aggravante della crudeltà, contestata in relazione all'abbattimento di una specie protetta.

In una nota, ENPA ha confermato che resterà parte civile nel procedimento, insieme ad altre 47 associazioni, ribadendo l'impegno a seguire ogni fase dell’iter giudiziario. "La richiesta di giustizia per Amarena, per i suoi cuccioli e per tutta la popolazione degli orsi marsicani non si arresta davanti a un rinvio per motivi procedurali", ha dichiarato Annamaria Procacci, responsabile Fauna Selvatica, ricordando come l'uccisione di una femmina riproduttiva rappresenti una perdita gravissima per una sottospecie così rara.

Dura anche la posizione della LAV, che parla di "nuovo brusco stop" e di un secondo errore procedurale attribuibile alla Procura. "Di fatto ripartiamo dal via, ma LAV è pronta a ricostituirsi parte civile, affinché chi ha ucciso Amarena non continui a guadagnare tempo e libertà", ha dichiarato in una nota l'associazione. Il processo, dunque, dovrà ripartire dall'inizio, con un nuovo atto di citazione e la fissazione di una nuova udienza.

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