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18 Marzo 2026
15:07

Stereotipie nei cani, la veterinaria spiega quali sono i comportamenti ripetitivi più comuni e come intervenire

Le stereotipie nei cani sono comportamenti ripetitivi come rincorrersi la coda, succhiare il fianco o inseguire una luce. Danila D'Angelo, veterinaria esperta in comportamento, spiega a Kodami: "Escludendo problemi neurologici, sono atteggiamenti legati a frustrazione, situazioni di conflitto nella relazione con gli umani e a carenze ambientali"

Intervista a Danila D'Angelo
Docente di Etologia Animale al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell'Università Federico II di Napoli
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Rincorrersi la coda, succhiare il fianco, inseguire le ombre: sono solo alcune delle stereotipie che affliggono i cani. Per valutare quali sono e come vengono trattate in medicina veterinaria, abbiamo chiesto un parere alla dottoressa Danila D'Angelo, veterinaria esperta in comportamento e docente di Etologia Animale al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell'Università Federico II di Napoli.

Che cosa sono le stereotipie?

La stereotipia può essere definita come la ripetizione invariata di uno schema comportamentale rigido, in apparenza senza obiettivo o funzione. Questi comportamenti sono stati comunemente segnalati in specie animali da allevamento, negli zoo e nei laboratori. Si osservano in situazioni di conflitto o frustrazione, correlate a vari aspetti diversi dell'ambiente di cattività. E' stato anche dimostrato che la privazione materna contribuisce allo sviluppo di comportamenti stereotipati. In alcune specie è stata riscontrata una predisposizione genetica, tuttavia l'unica caratteristica evidente e condivisa tra tutti gli animali non umani con le stereotipie è la presenza di frustrazione.

Stereotipie nei cani, quali sono i comportamenti ripetitivi più comuni?

Abbiamo per esempio la suzione del fianco che si osserva principalmente nel Dobermann e nel Pinscher che fanno parte del resto dello stesso raggruppamento come ambito motivazionale, quindi come guardiani dell'uomo. Il motivo alla base potrebbe essere legato a una componente fisica ma anche correlato a un disturbo comportamentale per il quale è stata identificata anche una precisa componente genetica. E' infatti ascrivibile alla Caderina 2 (una glicoproteina transmembrana codificata dal gene CDH2 ndr) e ad altre predisposizioni ereditarie. Accade anche in altri comportamenti sterotipati, come l'inseguimento della coda tipico ad esempio nel Pastore Tedesco, nel Bull Terrier, nello Staffordshire Bull terrier, nel Pastore dell'Anatolia e pure nell'Australian Cattle Dog. Fenomeni di stereotipia del resto ci sono anche nei gatti, come la pica e la suzione della lana, in particolare nel Birmano e nel Siamese.

Quali altre manifestazioni sono correlate alle stereotipie?

Come altre manifestazioni correlate a comportamenti ripetitivi anormali nel cane troviamo l'autotraumatismo lesivo o auto diretto che prevede mutilazione e masticazione della coda, dermatite acrale da leccamento, leccamento e masticazione compulsiva, mordicchiamento delle unghie, "self nursing" che significa una eccessiva cura di sé e dunque come auto tolettatura. Ci sono anche manifestazioni di tipo motorio: inseguire la coda e girare in tondo, andare avanti e indietro, inseguire luce e ombre, correre lungo la recinzione. Manifestazioni invece correlate a comportamenti orali ed ingestivi sono appunto la pica, il succhiare le coperte, leccare strutture fisse nell'ambiente o anche i referenti umani. Esiste anche la polifagia, ovvero mangiare in modo estremamente vorace, il "glugging" che significa bere a grandi sorsi e la polidipsia psicogena. Ci sono, infine, le manifestazioni che si esprimono a livello sociale come per esempio la masturbazione e la monta ossessiva.

Cosa causa le stereotipie nel cane?

Negli animali in generale i comportamenti ripetitivi si verificano in situazioni di conflitto e frustrazione in cui si presume che non abbiano altre strategie per gestire in modo efficace la situazione. Conflitto e frustrazione spesso esitano in comportamenti di sostituzione o rediretti. I comportamenti di sostituzione sembrano inappropriati o fuori contesto rispetto alle circostanze, come per esempio girare in tondo e inseguire la coda o l'eccessivo grooming. Il conflitto si verifica quando un soggetto è motivato ad eseguire due comportamenti antagonisti contemporaneamente. Ciò può verificarsi nel momento in cui l'animale è incerto sul risultato, spesso quando il comportamento del referente umano è stato incoerente in passato e ha messo in atto conseguenze e punizioni non prevedibili e soprattutto particolarmente avversive. Questi sono i casi in cui poi le nostre azioni spesso esitano in conflitto o frustrazione per il cane.

Quali sono i fattori scatenanti?

I fattori che contribuiscono alla messa in atto dei comportamenti ripetitivi anormali sono complessi. Si può ascrivere per esempio lo sviluppo precoce e la poca socializzazione che concorre ovviamente alla modalità con la quale i diversi animali gestiscono lo stress. La mancanza di un arricchimento appropriato, sia sotto forma di interazioni sociali e di gioco e quindi di un ambiente prevedibile confortevole che possa soddisfare i bisogni comportamentali degli animali è un elemento importante per capire le cause sottostanti la patologia.

A chi bisogna rivolgersi?

Ad un medico esperto in comportamento che lavora poi in accordo con un istruttore e riabilitatore cinofilo. Si devono infatti valutare gli elementi di una gestione che non è stata corretta e entrare nell'ambito relazionale con gli umani di riferimento rispetto alla frustrazione. Un bravo istruttore, con le prescrizioni del medico esperto in comportamento, può portare aiuto attraverso l'insegnamento di strategie nuove in una situazione dove è evidente, ad occhi esperti, che ci sono state carenze comunicative nell'ambito della relazione.

Cosa devono fare dunque le persone di riferimento come primo passo?

Siccome la modalità di primo intervento dei proprietari non ha tenuto in considerazione proprio i bisogni etologici ma anzi ha peggiorato la situazione, non ci si deve mettere nell'ottica del "fai da te" ma appunto rivolgersi a dei professionisti. Da soli si fanno più guai, proprio perché non si hanno opportune conoscenze una volta escluso chiaramente un ambito neurologico.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it/kodami sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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