
Sul red carpet della serata di premiazione per gli Astra Awards a Los Angeles c'è una foto che vale la pena di non lasciar passare inosservata: l'incontro tra Sharon Stone e un cucciolo di simil Pitbull che ora è parte della famiglia dell'attrice. E no, non l'ha portato lei a sfilare ma l'ha incontrato proprio lì per la prima volta, come è successo a tanti attori e protagonisti dello star system hoolywoodiano presenti all'evento che si sono lasciati fotografare con i cani portati da due associazioni di tutela e cura degli animali che operano negli Stati Uniti, Petcolove e Lovejoy Foundation, proprio per promuovere le adozioni responsabili dai canili.
"@petcolove e @lovejoyfoundation hanno aiutato l'attrice Sharon Stone a trovare una nuova co-star molto speciale, un cucciolo di nome Mo, sul red carpet agli Astra Awards di quest'anno!", è scritto nel post pubblicato da una delle due associazioni che insieme hanno pubblicato on line anche un carosello in cui appaiono tutti i volti noti che non hanno resistito a conoscere i cuccioli che erano presenti durante la serata di gala.
Gli Astra Awards di quest'anno sono particolarmente rilevanti dal punto di vista dell'informazione che riguarda il mondo dei cani, già solo perchè per la prima volta è stato assegnato il premio come miglior attore protagonista in un film horror proprio a un quattro zampe, un Nova Scotia Duck Tolling Retriever di nome Indie che ha interpretato se stesso nel film "Good Boy".
Ma al di là di quanto possa evidentemente possa essere poco interessante per un cane vincere un premio, il messaggio più importante è proprio la presenza di quei cani sul red carpet per favorire adozioni responsabili di animali il cui destino è spesso quello di morire se nessuno li nota e li prende con sè, considerando che nella maggioranza dei canili americani, e in particolare proprio a Los Angeles, è ancora praticata l'eutanasia come anche Elisabetta Canalis, che fa volontariato in un canile nelle "città degli angeli", ha spiegato a Kodami in una recente intervista.
Sharon Stone ha scelto il cucciolo, di nome Mo, da una cucciolata che era stata prelevata dopo un'operazione di salvataggio dovuta alla situazione grave in cui si trovavano. L'attrice si è soffermata ad osservare i cani e poi, dopo aver fatto una video chiamata a suo figlio Quinn, ha deciso di adottare il piccolo simil Pitbull.
Non è una sorpresa che l'attrice abbia fatto un passo del genere. La sua carriera è sempre stata accompagnata da scelte legate al mondo degli animali che ha portato avanti per promuovere il benessere degli altri esseri viventi, utilizzando appunto la sua fama per promuovere maggiore consapevolezza da parte delle persone. Il suo rapporto con i cani è stato parte della comunicazione che fa sui suoi account social, in particolare dei due Bouledogue francesi Bandit e e Joe, quest'ultimo morto da poco come la stessa star ha reso noto condividendo il dolore della perdita con i suoi follower.
Che vip e personaggi noti prestino il loro volto e la loro voce per promuovere adozioni di cani o gatti o per far conoscere altre tematiche legate al mondo degli animali è una cosa molto importante in generale, ma che un'attrice di fama internazionale abbia scelto un cucciolo di una tipologia mediamente sempre rappresentata come potenzialmente pericolosa, ovvero i Terrier di tipo Bull come i Pitbull, è ancora più impattante. Questi cani, come del resto anche i molossoidi o alcuni cani da guardia, vengono infatti narrati nelle cronache internazionali tendenzialmente solo quando sono loro malgrado protagonisti di episodi in cui mettono in atto comportamenti aggressivi.
La percentuale di Terrier di tipo Bull che affolla i canili di tutto il mondo, non solo Usa e soprattutto Italia compresa, è infatti impressionante. La maggior parte dei box nella nostra Penisola sono infatti occupati da cani di questa tipologia, presi senza alcuna conoscenza delle loro motivazioni di razza e solo e spesso perché la loro estetica e la "fama" che si portano dietro si trasformano in uno status symbol per chi li adotta. I cuccioli poi crescono e la superficialità con cui vengono trattati in famiglia o dal singolo detentore troppo spesso comporta non solo che possano poi manifestare comportamenti aggressivi ma che i "proprietari" rinuncino alla loro cura e li abbandonino in canile.
Non esiste una stima ufficiale di quanti siano i Terrier di tipo Bull presenti nei canili italiani, ma del resto nemmeno sappiamo con esattezza quanti sono i cani in generale che sono destinati ad una vita in canile per sempre se nessuno li adotti. Ciò che emerge da nostre analisi e da dati diffusi da associazioni si può parlare di una percentuale vicina ad almeno il 40%, ed è un'approssimazione al ribasso. Come ho scritto in altre occasioni, il primo passo per risolvere questa situazione è capire che il problema però non sono i Pitbull ma le loro persone che dovrebbero essere di "riferimento" ma tali non sono.
Mo avrà, si spera, una vita felice accanto a Sharon Stone e all'interno della sua famiglia e sarà altrettanto utile vedere attraverso le foto condivise dall'attrice come si evolverà il loro rapporto. Lo sarà ancora di più rispetto alle immagini precedenti in cui appunto nella vita della protagonista di "Basic Instinct" c'erano due Bouledogue francesi, cani brachicefali spesso acquistati per moda. Anche se cresciuti con rispetto e amore come ha fatto Stone, mostrare questa tipologia da parte di personaggi famosi purtroppo rischia di rappresentare ancora un'idea di cane che sarebbe meglio le star non veicolassero più per evitare che si continuino a comprare animali che hanno gravissime patologie a causa proprio della selezione umana che viene operata per rispondere alla continua richiesta delle persone. Troppi ancora ritengono infatti che Bouledogue francesi, ma anche Carlini e altre razze brachicefale, siano animali "carini e simpatici" proprio per quella che è, in realtà, una malformazione del cranio estremizzata dall'essere umano.