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15 Febbraio 2026
16:00

Sfattoria degli ultimi, le associazioni fanno ricorso al TAR contro l’avviso della Regione Lazio sui 180 cinghiali

Le associazioni Leal, Leidaa e Oipa chiedono al TAR di annullare l’avviso della Regione Lazio sui 180 cinghiali, ritenuto illegittimo e rischioso per il benessere animale.

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"Irrazionale, illogico ed emesso in violazione delle norme sul sequestro giudiziario". Con queste motivazioni le associazioni di tutela animale Leal, Leidaa e Oipa chiedono al TAR l’annullamento, previa adozione di idonea misura cautelare, dell’avviso pubblico della Regione Lazio finalizzato alla cessione di 180 cinghiali sequestrati nel giugno scorso alla “Sfattoria degli ultimi”, il rifugio per animali alle porte di Roma.

Secondo l'avvocata Aurora Rosaria Loprete, che rappresenta le organizzazioni, l'avviso sarebbe illegittimo perché chiede il "possesso dell’autorizzazione alla detenzione di fauna selvatica”, il che esclude di per sé buona parte delle associazioni animaliste, anche se sarebbero proprio queste le destinatarie del provvedimento, mentre apre a “fattorie didattiche ed agriturismi” con scopo di lucro, ritenute in contrasto con le finalità dichiarate del "mantenimento a vita" e della "non riproduzione" degli animali.

Inoltre, l'avvocata segnala che non è chiaro dal testo a chi spetterebbero le spese di trasferimento e sterilizzazione degli animali (sterilizzazione tra l’altro mai effettuata ad oggi dal custode giudiziario, ossia la regione Lazio, con tutte le conseguenze del caso), né risulta agli atti il necessario nulla osta dell'Autorità giudiziaria per la cessione (cioè il trasferimento di proprietà) di beni ancora vincolati dal procedimento penale. Privo di fondamento scientifico e sanitario sarebbe poi il il limite geografico di 500 km per i rifugi di destinazione dei suidi e non si prevede alcun controllo successivo alla cessione per scongiurare il rischio di macellazione clandestina, di sparizione o di violazioni della biosicurezza.

"Occorre intervenire subito per annullare il provvedimento, perché – sottolinea l’istanza – a mancata partecipazione delle associazioni all’avviso rischierebbe di sortire l’effetto contrario rispetto a  quello per il quale l’avviso è stato indetto, ovvero garantire benessere a creature che nel corso della loro vita sono state costrette a vivere in condizioni igienico sanitarie compromesse per poi essere ricollocate in luoghi ove se ne perderebbe la tracciabilità”.

Leal, Leidaa e Oipa chiedono di "percorrere tutte le strade più opportune per garantire la vita e il benessere a questi animali che già in passato, a causa di omissione ed inadempienze, hanno rischiato di essere soppressi".

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