
La storia dei sette cani che sarebbero riusciti a fuggire da un presunto rapimento per evitare il macello in Cina era falsa. Anche noi di Kodami avevamo riportato le prime ricostruzioni dei media locali, utilizzando in ogni caso il condizionale e sottolineando comunque l'assenza di prove dirette. Un approccio prudente, necessario quando le informazioni sono ancora frammentarie, ma che non sempre basta a fermare la diffusione di interpretazioni verosimili, ma errate.
A fare chiarezza è stata la CNN, rilanciando la ricostruzione del quotidiano statale cinese City Evening News, che ha rintracciato le famiglie dei cani. Il video di pochi secondi diventato virale è autentico, ma la storia costruita attorno è completamente falsa. I cani, come già emerso dalle prime ricostruzioni, vivono nello stesso villaggio, situato a pochi chilometri dal luogo delle riprese. Sono abituati a muoversi liberamente nella zona e talvolta si allontanano tutti insieme anche per giorni.
Nel gruppo c'è anche un Pastore Tedesco che zoppica, circondato dagli altri cani – come il Corgi che si trova in testa – che spesso si voltano e si avvicinano verso di "lui". Tuttavia, c'è un dettaglio emerso solo ora che ha permesso di ricostruire il perché di questo comportamento: è una femmina ed era in calore. Lo ha raccontato il suo umano di riferimento, e questo cambia tutta l'interpretazione del comportamento dei cani.
Quando una femmina è in calore, come è noto, i suoi feromoni attirano i maschi. È quindi del tutto normale che più individui si radunino intorno a una singola femmina seguendola e "pedinandola" da molto vicino. Il "trenino", quindi, non era una fuga da un rapimento, ma molto più semplicemente un gruppo di maschi che, seguendo una femmina in calore, si è allontanato un po' troppo. I sette cani sono poi tornati tutti a casa, mentre il Pastore Tedesco è ora tenuto sotto controllo e al sicuro fino alla fine del calore.
Questo episodio è un esempio molto chiaro di come una storia possa prendere forma e diffondersi rapidamente anche in assenza di verifiche complete. Il video, reale e molto suggestivo, ha fornito il punto di partenza. Il resto lo hanno fatto le prime ricostruzioni errate dei media locali e un racconto emotivamente (e inevitabilmente) coinvolgente. Un video può essere autentico e anche verosimile nell'interpretazione, ma il contesto in cui viene inserito può essere comunque completamente errato. E questa volta ci siamo cascati anche noi.
La storia dei sette cani "in fuga" non è quindi quella di un salvataggio miracoloso, ma quella di un gruppo di cani abituati a girovagare che sono diventati inconsapevolmente protagonisti di una fiaba molto bella, emozionante e suggestiva, che però era falsa.
