
Nelle foreste tropicali del Costa Rica meridionale, una piccola lucertola semiacquatica ha sviluppato una tecnica di sopravvivenza particolarissima che le consente di respirare sott'acqua.
Questi anolidi fanno parte di un genere di piccole lucertole arboricole originarie del continente americano e dei Caraibi e per riuscire a respirare sott'acqua hanno sviluppato una strategia che ricorda quella dei sub, ovvero creano una bolla sopra le narici per respirare sott'acqua ed evitare i predatori.
Il comportamento è stato analizzato da un team di ricercatori dell'Università di Binghamton di New York che hanno confermato che si tratta di una tecnica adattativa sviluppata da queste piccole lucertole. "Gli anoli sono un po' come i nuggets di pollo della foresta – ha dichiarato ai media locali Lindsey Swierk, ricercatrice principale e professoressa associata di scienze biologiche – Vengono mangiati dagli uccelli e dai serpenti quindi, tuffandosi in acqua, possono sfuggire a molti predatori e rimangono immobili sott'acqua. Sono anche molto ben mimetizzati così e restano semplicemente immersi finché il pericolo non è passato".
Le lucertole utilizzano la bolla per assorbire l'ossigeno mentre sono immerse e possono rimanere sott'acqua per almeno 20 minuti. Diverse specie sono strettamente legate all'acqua dolce e l'anole acquatico (Anolis aquaticus) non si allontana mai troppo dai corsi d'acqua forestali dove vive aggrappandosi agli insetti tra le radici, gli steli, le foglie e le rocce che crescono lungo le rive. Questi rettili hanno una lunghezza massima di 7 centimetri, coda esclusa, e diversi predatori da cui fuggire: sono infatti molto graditi come cibo da uccelli, serpenti e mammiferi e anche i ragni non le disdegnano.
Il team di ricercatori aveva già osservato le lucertole mentre si immergevano e rimanevano sott'acqua, ma non era ancora chiaro il funzionamento preciso della strategia della bolla. Hanno condotto così un esperimento impedendo ad alcune lucertole di formare le bolle e queste emergevano prima rispetto a quelle di un gruppo di controllo, rimanendo sott'acqua in media il 32% di tempo in meno. uno studio del 2021 aveva ivece già reso noto che gli anoli gonfiano periodicamente le bolle ricche di ossigeno che aderiscono alla loro testa, per poi riassorbirle attraverso le narici. Questo meccanismo è simile a quello di un "dispositivo di ricircolo dell'aria", analogo a quello utilizzato dai subacquei per prolungare il tempo di immersione riciclando l'aria espirata, che contiene parte dell'ossigeno non utilizzato.