
I coyote sono animali sinantropici. Significa che possono vivere a stretto contatto con gli esseri umani, nelle aree abitate in cui però non hanno relazioni dirette e non provocano problemi, essendo molto elusivi. Non è sorprendente da un punto di vista etologico, dunque, che una coppia si sia stabilita nel cuore verde di Manhattan, trasformando Central Park nella loro casa. I due coyote sono stati chiamati Romeo e Giulietta, perché questa specie è monogama e la coppia condivide tutte le attività insieme, dal riposo alla caccia. E Romeo e Giulietta fanno esattamente questo, ogni tanto mostrandosi ai frequentatori del parco e generando simpatia e meraviglia in chi ha la fortuna di avvistarli. La convivenza con i due animali è apprezzata dalla collettività newyorchese e la vita dei due coyote scorre liscia, soprattutto grazie alla costante attenzione della municipalità nell'informare correttamente i cittadini della loro presenza e educarli al rispetto.
Non mancano casi però di persone che infastidiscono gli animali, richiamandoli con fischi o invitandoli ad avvicinarsi come se fossero cani come si vede nel video a seguire. Online ci sono diverse riprese in cui vengono messi in atto questi comportamenti scorretti che potrebbero degenerare e che comunque causano fastidio e stress a individui che, come accennato, non hanno alcuna intenzione di attaccare gli esseri umani e la cui caratteristica principale è proprio quella dell'elusività.
Romeo e Giulietta fanno parte infatti del programma WildlifeNYC, una campagna lanciata dalla Città di New York per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla fauna selvatica urbana. E' un'iniziativa che mira a rendere note le specie che abitano nella metropoli statunitense al fine di tutelarle e educare i cittadini alla convivenza in modo tale che la coesistenza tra esseri umani e fauna selvatica passi attraverso politiche pubbliche e piani di gestione responsabile.
Il comportamento naturale di Romeo e Giulietta, del resto, è quello di tenersi decisamente lontani dalle persone e infatti i due coyote ad oggi non hanno mai danneggiato persone o animali domestici. Ma la loro presenza incuriosisce tanto e secondo gli esperti il motivo per cui ancora non hanno messo su famiglia dipende proprio dalla presenza dei tanti visitatori del parco che comunque può loro causare disturbo rispetto all'idea di sentirsi al riparo tanto da dare la luce e allevare dei cuccioli. L'invito che viene rivolto puntualmente a newyorkesi e turisti che visitano Central Park è di non avvicinarsi qualora li incontrino, di non richiamarli nemmeno ricordandosi che sono canidi ma non cani e di tenere i propri animali domestici sempre al guinzaglio.
Romeo e Giulietta sono "cittadini" della Grande Mela da diversi anni. Il primo ad essere stato avvistato è stato il maschio. Romeo risiede a Central Park dal 2019, dove ha vissuto da solo per circa quattro anni, fino all'arrivo di Giulietta. I coyote usano spesso i binari ferroviari per attraversare gli ambienti urbani e come ha dichiarato alla stampa locale Chris Nagy, co-fondatore del Gotham Coyote Project, "la coppia di Central Park potrebbe essere nata nel Bronx e arrivata nell'Upper West Side di Manhattan attraverso i binari che costeggiano l'Henry Hudson Parkway." La zona dove però si sono stanziati è distante rispetto a quello che appunto potrebbe essere il punto in cui sono arrivati e come si siano mossi poi all'interno del polmone verde di Manhattan nessuno lo sa.
Romeo e Giulietta non sono i primi coyote a vivere a New York e a Central Park. Il primo avvistamento di un esemplare risale infatti al 1999 ma la sua storia non è andata così bene come per i due conspecifici di cui ora tanto si parla sui media americani. Il coyote fu infatti ferito durante la cattura e poi rinchiuso in uno zoo del Queens. Ancora peggio toccò a Hal nel 2006, un maschio che fu ucciso durante l'operazione di accalappiamento e fu proprio la sua morte e altri episodi di scorretta gestione della fauna selvatica a New York a decretare dieci anni dopo la nascita del WildlifeNYC.
Sulla rivista dello Smithsonian Museum c'è un racconto molto approfondito della storia e della vita quotidiana di Romeo e Giulietta a firma dei due fotografi che da tempo li monitorano, David Lei e Jacqueline Emery. Gli scatti che sono stati pubblicate a corredo dell'articolo descrivono meglio di tante parole la bellezza dei due animali che vivono il parco al pari dei cittadini, come quando riposano al Delacorte Theater o camminano tenendosi ai margini rispetto a un viale dove passano dei ciclisti. I due fotografi segono la coppia da più di un anno e hanno approfondito diverse questioni riguardo la loro vita quotidiana, aiutando anche gli esperti a comprendere come si nutrono, ad esempio. I due coyote nel parco hanno in realtà molto da mangiare. "Li abbiamo visti inseguire i topi in acqua – ha raccontato Lei in un'intervista al New York Times – Possono nuotare più velocemente dei topi" e ha precisato di averli visti catturare e uccidere un'oca canadese.
I coyote sono infatti animali molto adattabili anche dal punto di vista alimentare: il 90% della loro dieta è costituita da mammiferi come i conigli, i silvilago e gli scoiattoli. Occasionalmente, però, mangiano anche uccelli, serpenti, grandi insetti e altri invertebrati. Prediligono la carne fresca, ma consumano anche grandi quantità di cadaveri. Nelle aree marginali delle città i coyote si nutrono anche di rifiuti e possono predare gli animali domestici, motivo per cui la campagna di informazione pubblica insiste tanto sul tenere i cani al guinzaglio per evitare incidenti dovuti a una scorretta gestione da parte delle persone di riferimento, soprattutto relativamente ai cani di taglia piccola.
L'osservazione di Romeo e Giulietta da parte di Lei e Emery è iniziata grazie a una delle caratteristiche principali di questa specie: il loro ululato potente che è così tipico da far sì che la specie sia scientificamente chiamata Canis latrans. I due fotografi hanno infatti raccontato che erano a Central Park un giorno, all'ora del tramonto, e tra conigli e procioni che ogni tanto passavano nella vegetazione avevano improvvisamente sentito il canto della coppia di coyote: "Ascoltammo i loro ululati, afferrammo le nostre macchine fotografiche e ci precipitammo al punto di osservazione più vicino", hanno scritto nella loro testimonianza sulla rivista del museo.
