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3 Luglio 2025
15:43

Quante e quali specie di vipere vivono in Italia: come riconoscerle e cosa fare in caso di incontro

In Italia, vivono 5 specie diverse di vipere, gli unici serpenti velenosi e potenzialmente pericolosi presenti nel nostro paese. Sono rettili elusivi e schivi, che non mordono se non disturbate. Ecco come riconoscerle e cosa fare in caso di incontro ravvicinato.

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In Italia sono presenti quattro o cinque specie di vipere, a seconda della classificazione. In foto Vipera berus

In Italia vivono oltre 20 specie di serpenti, la maggior parte dei quali, soprattutto quelli più comuni, assolutamente non velenosi e innocui per gli esseri umani e nostri animali domestici. Dal cervone al biacco, passando per le bisce – ovvero le natrici – questi rettili, spesso temuti e perseguitati ingiustamente, sono in realtà predatori preziosi e indispensabili per la salute degli ecosistemi naturali. Tuttavia, tra i serpenti italiani c'è anche un piccolo gruppo potenzialmente pericoloso, ovvero le vipere.

Sono le uniche specie velenose presenti nel nostro paese, e anche se i casi gravi di morso sono molto rari – e quasi mai mortali – è importante conoscerle per saperle riconoscere, rispettare e gestire un eventuale incontro in modo responsabile. Riconoscerle non è sempre semplice, soprattutto per un occhio non esperto, ma il linea generale si tratta di serpenti corti e tozzi, squame carenate (con un "cresta" a centro), testa tendenzialmente triangolare ricoperta di squame piccole e disposte in maniera irregolare e una pupilla verticale ed ellittica.

Le vipere italiane vivono in ambienti molto diversi a seconda della specie: dalle montane delle zone alpine e appenniniche, fino a pendii assolati, praterie collinari, boschi, pietraie e talvolta anche in orti e giardini in aree rurali. Amano i luoghi soleggiati, ma con possibilità di nascondersi, come muretti a secco, ceppaie, pietre o vegetazione bassa. Sono presenti in ogni regione, a eccezione della Sardegna, dove non c'è nessuna specie di vipera.

Le 5 specie di vipere che vivono in Italia

In Italia vivono quattro o cinque specie diverse di vipere, a seconda della classificazione di riferimento, come vedremo. Ognuna ha caratteristiche specifiche, distribuzioni geografiche distinte e – pur condividendo la natura velenosa – livelli di pericolosità differenti e relativamente contenuti per gli esseri umani, soprattutto se si rispettano le regole base di comportamento in natura e di interazione con la fauna selvatica. Va vediamo un po' più da vicino chi sono e dove vivono le vipere italiane.

La vipera comune

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La vipera comune (Vipera aspis) è la specie più diffusa in Italia

La vipera comune o aspide (Vipera aspis) è la specie più diffusa in Italia. Si trova in tutta la penisola e in parte della Sicilia, ma solitamente non frequenta centri abitati e preferisce soprattutto praterie, boschi e habitat rocciosi e soleggiati dalla pianura fino all'alta montagna. La colorazione varia molto a seconda delle sottospecie e delle popolazioni e va dal grigiastro al bruno. Il corpo presenta un disegno nero, più o meno marcato, a zig-zag lungo la regione vertebrale dorsale.

In alcune zone delle Alpi e non solo, però, alcune vipere possono essere completamente nere (melaniche) e costituire fino al 50% della popolazione. Il morso, che lascia uno o due fori sulla pelle, causa dolore localizzato nella zona colpita, gonfiore e arrossamento. Il veleno può causare anche dolori addominali, vomito e abbassamento della pressione sanguigna. Nel giro di 12 ore il gonfiore nella zona colpita può aumentare ed espandersi e gli effetti possono evolvere causando alterazione della coagulazione, rischio trombosi e danni neurologici.

Il marasso

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Il marasso (Vipera berus) è invece presente in Italia sull’arco alpino

Il marasso (Vipera berus), è invece presente in Italia sull'arco alpino ad altitudini variabili dai 1.000 ai 2.500 metri di quota. Di aspetto molto simile alla vipera comune, predilige però anche ambienti leggermente più umidi e come tutte le altre vipere può essere riconosciuto dai serpenti innocui per il corpo tozzo e corto (in media 60/70 cm), le pupilla verticale e il capo triangolare, appuntito e soprattutto ricoperto da tante piccole squame disordinate.

Il suo morso è molto doloroso, ma il veleno non è considerato letale per gli esseri umani adulti che godono di buona salute, mentre è più rischioso per soggetti fragili, come anziani, bambini o persone già debilitate. In caso di morso, è comunque indispensabile rivolgersi quanto prima a un medico. Solitamente, il colore è tendenzialmente scuro con banda dorsale a zig-zag simile a quella della vipera comune.

La vipera dei Walser

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Vipera walser si trova solo in un’area molto localizzata delle Alpi occidentali ed considerata da alcuni una sottospecie di V. berus

La vipera dei Walser (Vipera walser) è invece presente in un'area molto localizzata delle Alpi occidentali, nella zona di Biella e nell'alta Valsesia. Per alcuni è considerata una sottospecie di Vipera berus, con cui condivide molte delle caratteristiche morfologiche, ma secondo altri sarebbe una specie distinta più vicina invece alla vipera dell'Orsini. È la vipera meno conosciuta e non è ancora chiaro quale sia la pericolosità del suo veleno per gli esseri umani.

Sono stati segnalati morsi con conseguenze e ospedalizzazioni simile ad altre specie, per cui è sempre indispensabile rivolgersi a un medico in caso di morsicatura. Considerando inoltre la ristrettezza del suo areale se la si considera una specie a tutti gli effetti, è probabilmente tra le vipere che rischiano maggiormente l'estinzione. Per questo motivo è stato proposto di inserirla tra le specie "In pericolo (EN)" all'interno della Lista Rossa IUCN.

La vipera dell'Orsini

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La vipera dell’Orsini (Vipera ursinii) è presente solo in alcune piccole aree dell’Appennino Centrale ed è considerata la specie italiana meno pericolosa

La vipera dell'Orsini (Vipera ursinii) è distribuita in maniera molto frammentata in Europa e in Italia è presente con popolazioni relitte e isolate in Appennino centrale solo su Monti Reatini, Monti della Laga, Montagne della Duchessa, Velino, Gran Sasso, Majella e parte del Parco Nazionale d'Abruzzo, tra 1.350 e 2.300 m di quota. Piccola (circa 50 cm), tozza e poco aggressiva, è in realtà una vipera "quasi non velenosa".

Le sue zanne sono molto piccole, per cui il suo veleno solitamente non causa danni rilevanti. Tuttavia, è sempre consigliabile rivolgersi a un medico in caso di morso. Quella dell'Orsini è inoltre una delle specie di serpenti europei maggiormente minacciati di estinzione ed è inserita nella categoria "Vulnerabile (VU)" della IUCN. È infatti una specie protetta e in forte declino, oggetto di numerosi progetti di conservazione.

La vipera dal corno

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La vipera dal corno (Vipera ammodytes) è quella col veleno più potente, anche una delle più difficili da incontrare

La vipera dal corno (Vipera ammodytes) è presente sulle Alpi, nei Balcani e nell'Anticaucaso, ma  la popolazione italiana è ristretta esclusivamente alle Alpi orientali e alla provincia di Trieste, fino ai 1.700 m di quota. Comune solo in Friuli-Venezia Giulia, più localizzata in Veneto e Alto Adige, è la specie italiana più facilmente riconoscibile tra tutte. Il suo nome, richiama infatti  il caratteristico "corno" posizionato sulla punta del muso da cui prende il nome.

Per l'elevata tossicità del suo veleno è però considerato uno dei serpenti più pericolosi in Europa anche se, data la sua natura timida e schiva, difficilmente attacca gli esseri umani. Il suo veleno contiene sia tossine neurotossiche che emotossiche, con proprietà anticoagulanti del sangue. I morsi causano sintomi tipici dell'avvelenamento da vipere, come dolore, gonfiore e scolorimento, che possono essere tutti immediati. Sono stati anche segnalati vertigini e forti formicolii.

Cosa fare se si incontra una vipera

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L’incontro più probabile con una vipera e su un sentiero assolato di montagna

Contrariamente a quanto si pensa, le vipere non attaccano mai senza motivo, anche se si trovano a distanza ravvicinata. Sono animali prudenti, che utilizzano il veleno (molto prezioso e dispendioso da produrre) per catturare le piccole prede, tra cui naturalmente non rientra la nostra specie. Solitamente, in caso di incontro ravvicinato, preferiscono infatti fuggire e se una vipera morde un essere umano è quasi sempre perché è stata calpestata, messa alle strette o presa in mano.

Se ne avvistiamo una durante un escursione in natura, il comportamento corretto da tenere è molto semplice: non avvicinarsi, non cercare di scacciarla o spaventarla e proseguire senza disturbarla. Segnaliamone eventualmente la presenza a chi passa dopo di noi, soprattutto se ci troviamo in sentieri frequentati da bambini o animali domestici. Se invece la vipera si trova in un ambiente urbano, in un giardino scolastico o in prossimità di una casa, è opportuno contattare le autorità.

Saranno loro a valutare se e come intervenire, spesso catturando e trasferendo il rettile in un ambiente più idoneo e sicuro sua per lui e per noi. In ogni caso, occorre ricordare che le vipere, come tutte le specie selvatiche, sono animali protetti dalla legge. Ucciderle o catturarle senza autorizzazione è, oltre che estremamente rischioso, vietato. Rispettarle significa inoltre proteggere un tassello prezioso della biodiversità italiana e conoscerle ci permette di convivere più serenamente con loro e, soprattutto, di non cedere alla paura che spesso porta a gesti sbagliati e rischiosi.

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