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18 Gennaio 2026
15:41

Quali sono le specie di tartarughe di terra più comuni: quanto crescono e come riconoscere le testuggini

Breve guida alle tartarughe di terra più comuni: quali specie sono più diffuse, quanto crescono, come riconoscerle e perché sono animali protetti e da rispettare.

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Una testuggine di Hermann, una delle più diffuse come animali da compagnia

Le cosiddette "tartarughe di terra" si chiamano in realtà testuggini, e compongono la grande famiglia dei testudinidi. Nel mondo esistono molte specie diverse, adattate a climi e ambienti anche molto lontani tra loro: dalle praterie aride dell'Asia centrale alle savane africane, fino alla nostra macchia mediterranea. Alcune di queste vivono anche in natura e in Italia, come la testuggine di Hermann, mentre altre sono molto diffuse e allevate anche in casa come animali da compagnia.

Quasi tutte le testuggini, però, sono oggi in declino o minacciate di estinzione a causa della distruzione degli habitat, del bracconaggio e del commercio illegale. Proprio per questo la loro detenzione e vendita è rigorosamente regolamentata, per esempio dalla CITES, la convenzione internazionale che tutela il commercio le specie a rischio.

In tanti – appassionati e non – amano questi rettili, li allevano o vorrebbero acquistarne uno, ma bisogno sempre ricordare che si tratta di animali selvatici e non domestici, anche se nati e cresciuti in cattività. Il loro dovrebbe essere in natura, non in un terrario o in un giardino. Tuttavia, anche a causa della loro incredibile longevità, tante testuggini continuano a spostarsi tra una casa e l'altra, hanno bisogno di essere adottate e dovranno continuare a vivere tra le mura domestiche.

Conoscerle meglio è il primo passo per rispettarle e dare loro le migliori condizioni di vita possibili.

Le specie più comuni di tartarughe terrestri

Nel mondo esistono circa 50 specie di testuggini, diffuse praticamente in tutti continenti a eccezione di Australia e Antartide. Quelle allevate in cattività sono però relativamente poche, perlomeno tra i non esperti, ma comunque ognuna con una storia naturale, caratteristiche ed esigenze diverse. Vediamole quindi un po' più da vicino.

La testuggine di Hermann

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La testuggine di Hermann (Testudo hermanni) è l’unica specie autoctona italiana

La testuggine di Hermann (Testudo hermanni), originaria dei paesi che affacciano sul Mediterraneo, è l'unica specie autoctona in Italia, anche se a causa delle ripetute immissioni di individui arrivati da altri paesi o fuggiti dalla cattività, è difficile capire quanto e dove fosse diffusa originariamente. È anche quella probabilmente più diffusa in cattività.

Ha un carapace giallo e nero molto contrastato, coda con una tipica punta cornea e può vivere mediamente tra i 50 e gli 80 anni, anche se talvolta in cattività supera questa soglia. Può crescere anche oltre i 20 centimetri di lunghezza. La popolazione italiana, presente anche sulle isole principali, è frammentata e in declino a causa delle alterazioni dell'habitat.

La testuggine greca

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La testuggine greca (Testudo graeca) è originaria di Africa del nord, Medio Oriente e Europa meridionale, Italia esclusa

La testuggine greca (Testudo graeca), diffusa in Africa del nord, Medio Oriente e Europa meridionale, è presente e ormai naturalizzata anche in Sardegna e con altre piccole popolazioni sparse per l'Italia. È una specie molto variabile, con popolazioni e sottospecie diverse per forma e colore, alcune molto simili alle testuggini di Hermann, con cui può anche incrociarsi.

Anche le dimensioni sono simili, fino anche a 30 centimetri di lunghezza, così come l'aspettativa di vita, che può superare gli 80 anni. Una caratteristica utile per riconoscerla è la presenza di tubercoli cornei (piccoli "speroni") sulle cosce posteriori, ma anche l'assenza di "astuccio" sulla punta della coda e la presenza di una sola piastra del carapace sopracaudale.

La testuggine marginata

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La testuggine marginata (Testudo marginata) è presente in Sardegna e si riconosci per il margine piatto e allungato del carapace nella parte posteriore

La testuggine marginata (Testudo marginata) è la più grande delle specie europee. Originaria di Grecia e Balcani, è stata storicamente introdotta anche in Sardegna, dove è ormai naturalizzata e piuttosto diffusa. Si distingue facilmente dalle altre per il colore scuro e per il carapace, che nella parte posteriore si allarga verso l'esterno, formando una sorta di "gonna".

Può essere lunga anche oltre 40 centimetri e vivere persino più di 100 anni, anche perché è una delle specie più robuste e resistenti tra tutte quelle europee, in grado di vivere anche sin zone collinari e quasi montane. Le altre due specie "italiane", invece, sono più tipiche della Macchia Mediterranea.

La testuggine di Horsfield

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La testuggine di Horsfield (Testudo horsfieldii) è leggermente più piccola e gialla delle altre e ha solo quattro dita anziché cinque sulle zampe anteriori

La testuggine di Horsfield (Testudo horsfieldii), conosciuta anche come testuggine russa o delle steppe, non è presente in Italia ed è diffusa tra le praterie dell'Asia centrale. È caratterizzata da un carapace arrotondato e schiacciato, con una colorazione che varia dal giallo, all'ocra e all'olivastro a seconda della provenienza geografica.

Dimensioni e aspettativa di vita sono paragonabili a quelle di T. graeca ed T. heramnni (anche se mediamente tende a essere leggermente più piccola), ma a differenza di queste specie ha quattro dita invece di cinque sulle zampe anteriori. È molto diffusa in cattività per via della sua resistenza.

La testuggine africana

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La testuggine africana (Centrochelys sulcata) è la più grande dopo le specie giganti delle Galápagos e delle Seychelles

La testuggine africana (Geochelone o Centrochelys sulcata) è la terza testuggine più grande al mondo, dopo quelle giganti delle Galápagos e delle Seychelles. Ha un carapace lungo fino a 90 centimetri e può pesare anche oltre 100 kg. È una specie afrotropicale, diffusa in natura in Ciad, Etiopia, Mali, Mauritania, Niger, Senegal e Sudan.

Spesso viene acquistata quando è molto piccola, senza considerare le dimensioni enormi che può raggiungere col passare del tempo. Non è per nulla adatta alla vita domestica e richiede tanto spazio e condizioni molto difficili da replicare in cattività.

Come riconoscere le tartarughe di terra: cosa osservare

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Il margine piatto e allungato di una testuggine marginata, carattere utili a riconoscere la specie

Distinguere le diverse specie di testuggini, non è sempre facile, soprattutto quando sono giovani e molto piccole. Forma, dimensione e colore del carapace, per esempio, sono molto variabili e spesso sovrapponibili tra alcune specie. Nessun singolo dettaglio, inoltre, spesso basta per un occhio inesperto e spesso occorre osservare più caratteri insieme. Proviamo però a fare un po' di chiarezza, partendo dalla specie più semplice da identificare: la testuggine marginata.

La marginata, come detto, ha il carapace che nella parte posteriore è piatto e allungato a formare, appunto, un margine. Nessuna delle altre specie più comuni ha questa caratteristica, che unita spesso alle dimensioni notevoli e al colore molto scuro e uniforme – praticamente nero – rende questa testuggine facilmente riconoscibile. La testuggine di Horsfield, invece, potrebbe confondersi con la greca e quella di Hermann, ma tendenzialmente è più gialla e, soprattutto, ha solo quattro dita sulle zampe anteriori.

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Le princiapli differenza tra T. graeca e T. hermanni. Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale

Più complicato. invece, è distinguere una testuggine greca da quella di Hermann. Dimensioni, forma e colori sono praticamente sovrapponibili quasi al 100%, ma anche ci sono alcuni dettagli che posso aiutare a riconoscerle. Innanzitutto, la coda: la punta della hermanni è coperta da un astuccio corneo, assente nella greca; poi occorre guardare le piastre del carapace che si trovano sopra la coda: sono due nella testuggine di Hermann, una sola nella greca; infine, gli speroni sulle zampe posteriori: assenti (quasi sempre) nella hermanni.

Di cosa hanno bisogno le tartarughe di terra: cura e alimentazione

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Le testuggini sono animali complessi, longevi e selvatici. Andrebbe sempre rispettati e tenuti in cattività con grande consapevolezza

Innanzitutto, va ribadito ancora una volta un concetto molto importante: le testuggini sono animali selvatici, non domestici, e dovrebbero vivere libere nei loro habitat naturali. Inoltre, chi ne ha una regolarmente detenuta o adottata perché abbandonata o per altre ragioni, deve sapere che non sono animali semplici, come invece si tende troppo spesso a considerare questi animali e altri rettili.

Hanno bisogno di spazi all'aperto, esposizione al sole, temperature adeguate, possibilità di scavare e una dieta complessa, non solo a base di lattuga. L'alimentazione deve essere basata quasi esclusivamente su erbe selvatiche ricche di fibre (tarassaco, piantaggine, malva), evitando molta frutta e cibi industriali. Naturalmente, ogni specie ha delle esigenze specifiche e riassumerle qui sarebbe impossibile.

Ciò che occorre sapere per chi ha o sta per adottare una tartaruga è: informatevi, consultate un veterinario esperto e valutate attentamente se e come potete garantire all'animale tutto ciò di cui ha bisogno, al di là della passione o della curiosità verso questi rettili. Una gestione sbagliata può causare gravi problemi di salute, come malformazioni del guscio o disturbi metabolici. Prendersi cura di una testuggine, inoltre, significa assumersi una responsabilità che dura decenni, spesso più di una vita umana. Fatelo con estrema consapevolezza.

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