
Forse vi sarà capitato di vedergli infilare il muso nel contenitore dell'umido lasciato aperto in casa, oppure durante una passeggiata, magari mentre annusa un cespuglio o un'aiuola. Il cane è molto spesso attratto da resti di cibo e rifiuti abbandonati. È un comportamento molto comune, che spesso ci fa arrabbiare o anche preoccupare. Il problema non è però solo l'aspetto "poco piacevole" della spazzatura, ma il fatto che il cane può ingerire anche oggetti o sostanze potenzialmente pericolose come ossa, plastica, carta, avanzi avariati o addirittura veleni.
Questo comportamento non nasce dal nulla e, nella maggior parte dei casi, non è segno di cattiva educazione o di un cane "ingordo". Ha radici profonde nella biologia e nella storia evolutiva del cane e, solo in alcuni casi, può nascondere un problema di salute o di benessere. Capirne le cause profonde è però il primo passo per proteggere davvero il nostro amico a quattro zampe.
Perché il cane è attratto dalla spazzatura

Dal punto di vista etologico, rovistare è un comportamento del tutto normale. Il cane è un carnivoro opportunista guidato soprattutto dall'olfatto e il suo naso è in grado di percepire odori che per noi sono impercettibili e che, molto spesso, ci provocano disgusto. Per lui, quindi, la spazzatura è un concentrato di informazioni e di possibili "risorse".
Nella storia evolutiva del cane, e prima ancora del lupo, la ricerca attiva di cibo esplorando l'ambiente è sempre stato infatti fondamentale per la sopravvivenza. Cercare, annusare, scavare e trovare qualcosa di interessante è per altro un'attività appagante in sé, non legata quindi solo alla fame. Anche un cane ben nutrito può essere spinto dalla curiosità e dal desiderio di esplorare.
Inoltre, un cane non ha la nostra stessa percezione del tempo e degli eventi che potrebbero accadere in futuro. Non sa se e quando potrà mangiare di nuovo, anche se ha la pancia piena, e se trova del cibo – o qualcosa che ha l'odore del cibo, ci arriviamo – ne approfitterà quasi sempre. È una spinta innata fortissima, che ha permesso alla maggior parte degli animali di sopravvivere e avere successo.

A tutto questo si può aggiungere anche un fattore altrettanto importante: la noia. Un cane che trascorre molte ore da solo in casa, o in un giardino povero di stimoli, può trovare nella spazzatura un passatempo. Rovesciare un sacchetto, spargere oggetti e annusarli è un modo per riempire il tempo e scaricare energia mentale. In alcuni casi, poi, il comportamento può essere rinforzato dall'esperienza: se una volta il cane ha trovato qualcosa di "buono" nella spazzatura, sarà portato a riprovare. La soddisfazione della scoperta funziona come una piacevole ricompensa.
Esistono anche situazioni più specifiche. Una è la Sindrome della Pica, un disturbo del comportamento che porta il cane a ingerire materiali non commestibili come plastica, carta o legno. Spesso è legata a stress, ansia o grave noia. Un'altra possibilità è un appetito eccessivo dovuto a cause fisiche, come diabete, problemi ormonali, malassorbimento, parassiti intestinali o l'uso di alcuni farmaci. In questi casi il comportamento tende a essere compulsivo e va sempre approfondito con il proprio medico veterinario.
Cosa succede al cane se mangia dalla spazzatura
Mangiare dalla spazzatura non è però solo sgradevole, ma anche molto pericoloso. I rischi principali riguardano l'ingestione di alimenti avariati, che possono causare vomito, diarrea e intossicazioni, ma anche di ossa cotte, che possono scheggiarsi e provocare lesioni alla bocca o all'intestino.
Un altro pericolo è l'ingestione di corpi estranei come plastica, spugne o carta che "sanno" di cibo, che possono causare un blocco intestinale e richiedere un intervento chirurgico. Nei rifiuti abbandonati all'aperto, poi, possono esserci anche veleni, farmaci o altre sostanze tossiche, purtroppo talvolta usate illegalmente proprio per avvelenare i cani.
Infine, la spazzatura può essere naturalmente anche veicolo di batteri e parassiti, aumentando così il rischio di infezioni. Anche quando le conseguenze non ci appaiono evidenti o immediate, questo comportamento resta un potenziale pericolo per la salute del cane e andrebbe sempre evitato sia in casa – dove di solito è più facile – che soprattutto fuori, quando abbiamo minor controllo e consapevolezza dell'ambiente.
Le buone pratiche per impedire al cane di avvicinarsi alla spazzatura e mangiarla

La prima regola è semplice, ma fondamentale: capire il motivo per cui il cane lo fa. Solo così possiamo intervenire in modo efficace e rispettoso del suo benessere. In casa, poi, è naturalmente indispensabile usare contenitori a prova di cane, con coperchi o sistemi di chiusura sicuri, e posizionarli in luoghi non accessibili. Questo vale soprattutto per l'umido, che è il più attraente, ma in generale per tutti i rifiuti che possono odorare di cibo.
È altrettanto importante aumentare la stimolazione fisica e mentale. Passeggiate adeguate, giochi di ricerca olfattiva e attività che lo coinvolgano lo aiutano a soddisfare il suo bisogno di esplorare e annusare, riducendo così l'interesse per la spazzatura. Anche la dieta deve essere equilibrata e adatta al singolo cane. Età, peso, esigenze di salute, genetica e stile di vita influiscono sui reali fabbisogni nutrizionali e un confronto con un veterinario esperto in nutrizione è sempre una buona idea.

Durante le passeggiate, invece, bisogna lavorare soprattutto sull'educazione. Insegnare segnali come "lascia" o "no", sempre con metodi positivi e magari con l'aiuto di un educatore cinofilo, può fare la differenza quando il cane si avvicina a rifiuti o peggio ancora afferra qualcosa trovato per strada.
Se il comportamento è invece legato a stress o ansia, allora bisogna intervenire sulle cause profonde, necessariamente con il supporto di un veterinario esperto in comportamento o un istruttore cinofilo, per evitare che questa abitudine si trasformi in qualcosa di compulsivo, come la pica.
In situazioni particolari e che già sappiamo essere pericolosa, per esempio se dobbiamo attraversare zone dove sono stati segnalati bocconi avvelenati, può essere valutato anche l'uso temporaneo di una museruola, sempre con l'aiuto di un esperto per abituare il cane in modo graduale e senza stress. Non è una soluzione, naturalmente, ma una misura di emergenza da adottare in casi particolari.