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22 Gennaio 2026
8:24

Per i beluga la promiscuità sessuale è una questione di sopravvivenza

Uno studio su una piccola popolazione isolata di beluga che vive in Alaska dimostra che sia i maschi che le femmine cambiano spesso partner, una strategia chiave per ridurre la consanguineità emantenere alta la diversità genetica.

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I beluga (Delphinapterus leucas) sono animali ancora poco conosciuti, ma adesso sappiamo un po’ di più sulla loro vita sessuale

In Alaska, nelle acque gelide della baia di Bristol, vive una popolazione di circa 2.000 beluga praticamente isolata dal resto della specie. Un piccolo mondo a parte, difficile da studiare e ancora più difficile da comprendere. Proprio qui, però, un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Marine Science ha iniziato a svelare uno degli aspetti più intimi e meno conosciuti di questi cetacei artici: la loro vita sessuale e il loro modo di riprodursi.

E la scoperta è abbastanza sorprendente, perché per questi beluga accoppiarsi con più partner non è un capriccio, ma una vera e propria strategia per sopravvivere.

Svelati i segreti della vita sessuale dei beluga

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Un gruppo di beluga nella bai di Bristol. Foto di Greg O’Corry–Crowe and Cortney Watt, Arctic Whale Research Program – FAU/DFO

I beluga (Delphinapterus leucas) vivono in un ambiente estremo ed è difficile studiarli. Acque torbide, ghiaccio, stagioni brevi e animali che si spostano molto rendono quasi impossibile osservare direttamente corteggiamenti, accoppiamenti e relazioni familiari. Per questo, fino a oggi, si sapeva pochissimo sulla vita sessuale e riproduttiva di questi cetacei. Un team di ricercatori della Florida Atlantic University, insieme ad altri enti di ricerca dell'Alaska, ha colmato questa lacuna con un lavoro durano ben 13 anni.

Gli scienziati hanno raccolto e analizzato campioni genetici di ben 623 beluga, incrociando questi dati con osservazioni sul comportamento, dati su età e composizione dei gruppi sociali. Il risultato è una sorta di "albero genealogico" molto dettagliato di un'intera popolazione. L'obiettivo era capire quale fosse il sistema riproduttivo dei beluga: se i maschi si accoppiano con più femmine, se sono invece le femmine a farlo con più maschi e così via.

Una società fluida: gli "scambi di coppia" per sopravvivere alla consanguineità

Data la grande differenza di taglia tra maschi e femmine – i maschi sono molto più grandi – si pensava, infatti, che i beluga fossero fortemente poliginici, ovvero che solo i maschi "dominanti" e più possenti si guadagnassero la possibilità di riprodursi "monopolizzando" le femmine, come accade in tanti altri animali sociali in cui esiste un forte dimorfismo sessuale tra i sessi: pensiamo per esempio ai leoni o ai gorilla.

I dati raccontano invece tutt'altra storia. I beluga di Bristol Bay adottano un sistema poliginandrico molto più fluido e promiscuo: sia maschi che femmine cambiano spesso partner nel corso degli anni. Nessuno dei due sessi domina quindi la scena riproduttiva e così il successo riproduttivo è distribuito in modo relativamente uniforme. Questo significa molti fratellastri e pochi fratelli che condividono entrambi i genitori, un dettaglio che può sembrare secondario, ma che ha invece conseguenze cruciali per la sopravvivenza.

In una popolazione di animali piccola e isolata, il rischio principale è infatti la consanguineità, cioè l'accoppiamento tra individui strettamente imparentati, che riduce la variabilità genetica e aumenta la probabilità di problemi di salute e difetti genetici. Cambiare spesso partner, invece, aiuta a rimescolare i geni, mantenendo più alta la diversità genetica, una sorta di assicurazione contro malattie, problemi di salute congeniti, ma anche in risposta ai cambiamenti ambientali.

Come le femmine guidano l'evoluzione

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Due beluga nuotano insieme al proprio piccolo. Foto di Greg O’Corry–Crowe and Cortney Watt, Arctic Whale Research Program – FAU/DFO

E in tutto questo, le femmine – considerate solitamente più "passive" quando in una specie i maschi sono grossi e possenti – giocano un ruolo centrale. Per loro, passare da un partner all'altro può essere una forma molto efficace di "gestione del rischio": se un maschio non è geneticamente adatto o non garantisce buone probabilità di sopravvivenza ai propri piccoli, la femmina può cambiare scelta nella stagione successiva.

Non a caso, lo studio dimostra che le femmine più anziane hanno avuto più figli che sono sopravvissuti rispetto a quelle giovani, probabilmente proprio grazie all'esperienza e a una selezione più efficace e diversificata dei propri partner. Per i beluga della baia di Bristol, quindi, gli "scambi di coppia" e la "promiscuità" sessuale sono una strategia raffinata ed efficace che permette a una piccola popolazione chiusa di sopravvivere e resistere nel tempo, anche in uno degli ambienti più ostili del pianeta.

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