
Il pettirosso è uno degli uccelli più riconoscibili e familiari in Europa. Il suo nome comune, in italiano come in molte altre lingue, nasce proprio dalla vistosa macchia colorata sul petto che sembra accendersi come una brace. In inglese è robin redbreast e prima ancora era redbreast, in francese rouge-gorge, in tedesco rotkehlchen: tutti nomi e termini che richiamano il colore rosso. Eppure questa caratteristica, che consideriamo quasi un marchio di fabbrica, non è presente in tutti gli individui e non compare subito fin dalla nascita.
Il pettirosso (Erithacus rubecula) è un piccolo passeriforme appartenente alla famiglia dei muscicapidi. Misura circa 12-14 centimetri di lunghezza e pesa in media appena 16-22 grammi. È diffuso in gran parte dell'Europa, nel Nord Africa e in alcune aree del Medio Oriente. Vive in ambienti molto diversi tra loro: boschi, siepi, giardini, parchi urbani e campagne, purché ci siano cespugli e zone riparate dove potersi muovere e nascondere. In inverno, soprattutto nelle regioni più fredde, molti individui si spostano verso sud o scendono di quota, diventando una presenza abituale e ben evidente anche nei centri abitati e in città.
Il piumaggio degli adulti è come detto ben noto a tutti: dorso bruno-olivastro, ventre leggermente più chiaro e, appunto, petto, gola e faccia di un arancione intenso. Ma questa livrea così iconica non è fissa né sempre presente in tutti gli individui.
Quando il pettirosso sviluppa le piume rosse

Il petto colorato del pettirosso non compare infatti alla nascita. I giovani, quando lasciano il nido, hanno un aspetto molto diverso da quello dei loro genitori: il loro piumaggio è più uniforme, di colore bruno maculato, privo della tipica macchia arancione. Questa differenza non è casuale, ma un significato adattativo molto preciso. Negli adulti, il petto arancione è un segnale visivo fondamentale per la comunicazione interspecifica: serve a comunicare la propria presenza e, soprattutto, il possesso di un territorio.
Il pettirosso è infatti un uccello estremamente territoriale, spesso parecchio aggressivo nei confronti dei propri simili. Anche al di fuori della stagione riproduttiva, maschi e femmine difendono piccole aree ricche di risorse, scacciando con decisione eventuali intrusi. Il petto colorato funziona un po' come un "segnale di avvertimento": dice agli altri pettirossi di stare alla larga perché quel territorio è già occupato. E se questo non dovesse bastare, la sola vista di un'altra macchia arancione, innesca una reazione aggressiva immediata.

Per un giovane appena uscito dal suo nido, però, esibire un segnale del genere sarebbe molto rischioso. Un petto arancione evidente potrebbe innescare comportamenti ostili e territoriali da parte degli adulti, persino dei suoi stessi genitori, che continuano a nutrirlo e ad accudirlo anche dopo che lasciato il nido. Per questo i giovani pettirossi hanno un piumaggio più mimetico e discreto, che li aiuta a passare inosservati e a ridurre il rischio che i genitori lo scambino per un invasore.
Nei mesi successivi, quando ormai si è completamente staccato dai genitori, il giovane pettirosso compie la muta, cioè il processo di sostituzione delle penne e delle piume. È solo con questa muta che, gradualmente, il petto inizia a colorarsi di arancione. Il cambiamento si completa poco prima della stagione riproduttiva successiva, quando l'individuo ha circa un anno di età. A quel punto il pettirosso è sessualmente maturo e pronto a fare ciò che la biologia chiede: trovare un partner e difendere un territorio tutto suo.
Differenze di colori tra maschi e femmine

Se tra giovani e adulti le differenze di piumaggio sono molto evidenti tanto da farli quasi sembrare due specie diverse, lo stesso non si può dire per maschi e femmine adulte. A differenza di molte altre specie di uccelli, infatti, nei pettirossi non esiste un dimorfismo sessuale evidente nel colore o nei disegni del piumaggio. Maschi e femmine hanno lo stesso petto arancione, la stessa colorazione del dorso e la stessa taglia.
Questo è abbastanza insolito nel mondo degli uccelli, dove spesso i maschi sono più vistosi e colorati, mentre le femmine hanno colori più spenti e mimetici. Nel pettirosso, invece, entrambi i sessi utilizzano il petto colorato come segnale territoriale, e questo spiega perché non ci siano differenze evidenti ai nostri occhi. Per noi esseri umani, osservando un pettirosso, è praticamente impossibile stabilire se si tratti di un maschio o di una femmina basandosi solo sull'aspetto esteriore.
E molto probabile che maschi e femmine si riconoscano grazie ad alcune differenze visibili solo alla luce ultravioletta (UV), cosa molto comune negli uccelli apparentemente identici, ma per chi osserva da fuori il pettirosso resta uno degli esempi più chiari di assenza di dimorfismo sessuale negli uccelli.