
Questa volta l'ho fatto. Ho spulciato a lungo i tanti video pubblicati in occasione della 76esima edizione del Crufts, la mostra cinofila più importante al mondo che si è svolta dal 5 all'8 marzo a Birmingham, in Inghilterra, nei padigioni del National Exhibition Centre. Lì dove c'è bellezza, però, io vedo principalmente stress e disagio nella maggioranza dei cani, con poche eccezioni, tra spettacoli ad alto livello performativo, esposizione degli animali come se fossero oggetti o macchine da guerra per le dimostrazioni di utilità e difesa.
La persona del cane vincitore precedentemente condannata per maltrattamento animale
Partiamo proprio dal vincitore, un Clumber Spaniel di nome Bruin che ha ottenuto il titolo di Best in Show tra i 18.600 cani iscritti provenienti da tutto il mondo. Per capire quanto sia piaciuto a Bruin, e non alla sua persona di riferimento, vi invito a guardare bene le immagini che seguono che riguardano anche solo il momento della premiazione. Si vede Lee Cox, il proprietario, che viene intervistato mentre cerca di tenere fermo Bruin. Scherza amabilmente e visibilmente emozionato con la donna che gli pone le domande, facendo di tutto per risultare simpatico mentre il cane viene ingozzato di "premietti" per obbligarlo a rimanere lì senza dare fastidio, ma la sua scialorea (la perdita copiosa di saliva) e la mimica facciale mostrano un cane in evidente stato di disagio. Per inciso: il proprietario di quello che è stato dunque definito in buona sostanza il cane più bello del mondo o comunque l'ennesimo che si prende questo titolo diffuso in varie manifestazioni è stato condannato nel 2001 per aver causato sofferenze inutili a un cane che gli era stato affidato in custodia.
Tutti in fila, tutti tirati per la coda: i cani "più belli del mondo" mostrati come oggetti
Poco prima della scena che avete appena visto, a seguire un'altra simbolica di come si svolgono tutte queste manifestazioni. E' il momento dell'assegnazione del premio di "best in show". Sappiate che i cani che sono stati scelti per la finalissima vengono da lunghe e faticose giornate e sessioni in cui sono stati obbligati a stare in mezzo ai loro conspecifici, a fare ciò che gli viene comandato per superare le varie prove, a essere sottoposti al rumore di fondo costante non solo di abbai ma anche di applausi, "ohhh" e altri schiamazzi del pubblico.
E alla fine eccoli di nuovo qui: tutti in fila, tirati per il collare e presi per la coda per essere "in linea" in modo tale che i giudici possano valutarne le fattezze estetiche secondo gli standard di razza da valutare per stabilire chi è il più bello. Ecco, ora guardate il video e al di là delle opinioni non è possibile negare che di benessere psicofisico non c'è traccia.
Le gare performative: ma ad essere competitivi sono solo gli esseri umani
A parte i giudizi sulle razze, che rappresentano il "cuore" del Crufts che poi porta alla scelta del "best in show", alla manifestazione canina si praticano anche diverse sessioni di "sport cinofili" come le gare di agility, obedience, flyball e coursing dei levrieri. Sono tutte attività, obedience a parte, in cui la base di partenza dovrebbe essere quella di favorire l'appagamento del cane attraverso la collaborazione nello stimolare le sue vocazioni. Se fossero fatte con questa visione, poco ci sarebbe da dire rispetto al fatto che al centro c'è appunto il benessere del cane stesso e se ci si diverte in due poi non c'è nulla di male, anzi: è assolutamente consigliabile praticare ad esempio l'agility per favorire attività ludiche che cementano la relazione stessa. Ma quando un'attività diventa sportiva dal punto di vista umano, ecco che il fuoco sacro della competizione si accende e il benessere dell'animale passa in secondo piano.
Un primo esempio è questo video in cui si vede un Terrier fare agility. Le immagini sono presentate come divertenti e lo stesso pubblico in sala non nasconde le risate quando il piccolo e scattante Fergus decide di saltare il tubo anziché percorrerlo. Ma Fergus non sta puntando di certo a vincere, vuole solo il cibo che il suo conduttore continua a mettergli davanti al muso per fargli fare ciò che vuole. Ecco, questa è la differenza sostanziale che dovrebbe essere immediatamente vista quando si fa questo tipo di attività con il proprio cane: gli piace davvero ciò che gli stiamo proponendo o è entrato in un loop da cui non riesce ad uscire perché tutto quello che vede è quel premietto che continuiamo ad offrirgli senza soluzione di continuità?
Un altro esempio è quello a seguire e riguarda il Flyball, uno sport a squadre, strutturato come una staffetta. Ci sono quattro cani per team che devono superare in sequenza quattro ostacoli, azionare un meccanismo che lancia una pallina (flybox), prenderla e riportarla al punto di partenza, il tutto nel minor tempo possibile. Le immagini scatenano l'entusiasmo del pubblico, ma i cani come se la vivono? Non a caso si tratta quasi sempre di levrieri e ciò che viene fatto è stressare la loro motivazione predatoria. Se siano soddisfatti o meno bisognerebbe capirlo in realtà prima e dopo la gara ma è indubbio che la performance è un momento di picco estremo, anticipato e seguito però da lunghe attese nei kennel.
Obbedience, il cane sotto controllo che piace al pubblico
Un capitolo a sè merita l'obbedience, ovvero come definito dalla Federazione Italiana Sport Cinofili "la disciplina sportiva che pone in risalto le capacità di recepire lʼeducazione e lʼaddestramento da parte del cane, con esercizi di difficoltà progressiva".
Ci sono varie tecniche ma tutte rientrano nello schema dell'addestramento classico e una di quelle considerate più spettacolari è l'UD, ovvero "utilità e difesa". Tipicamente si vedono in queste sessioni sempre le solite tipologie di cani, svettano razze come il Pastore Belga Malinois. Al di là della tecnica, opinabile o meno a seconda dei metodi o degli approcci che si preferiscono, è molto rappresentativo sempre dello stato di disagio in cui vengono messi i cani il video a seguire. Si tratta della rappresentazione di un attacco da parte di un Malinois, appunto, che viene lanciato contro un figurante. Fin qui un "grande classico" dell'addestramento ma ciò sui bisognerebbe puntare l'attenzione è che mentre i cane rimane attaccato con il morso alla persona, quest'ultima si dilunga nel pubblicizzare la bontà della resistenza dell'imbracatura speciale che indossa "e come aiuta gli agenti a lavorare in sicurezza al loro fianco", come recita il post sull'account ufficiale del Crufts. Intanto, però, c'è un cane in evidente stato di allerta che non molla la presa e del suo stato emotivo poco sembra interessare l'addestratore e tutto il pubblico.
La bellezza dei cani rimane solo una: la loro pazienza nei nostri confronti
Alla fine di questa rapida disamina, la riflessione che ho dopo aver visto molti più video di quanti ne ho riportato in questo articolo è solo una e riguarda la resilienza e la pazienza dei cani. Sono entrambi delle grandi risorse di Fido e allo stesso tempo ciò di cui noi umani abusiamo di più in quella che è una coesistenza che perdura da migliaia di anni.
Ed è per questo che chiudo con il video che più mi è piaciuto, alla fine, di questa edizione del Crufts. C'è poco da aggiungere rispetto alle immagini: dimostra che ciò che per noi è qualcosa di divertente, ancora una volta per un cane puà rappresentare ben altro. Uno sguardo etologico tenderebbe infatti a vedere il momento in cui questo cane fa cacca come espressione di uno stato emotivo complesso, magari una marcatura dovuta allo stress causato dalla situazione in cui è stato calato. Un altro punto di vista, invece, potrebbe essere molto più semplice per farci capire che lì dove noi vediamo un campo di gara e una mostra internazionale, un cane vede un posto come un altro, certamente troppo rumoroso e pieno di energie eccessive, in cui defecare. Con buona pace di giudici, giudizi e un senso della bellezza che poco ha a che fare con il rispetto e la convivenza.