UN PROGETTO DI
9 Marzo 2026
17:40

Nessuna giustizia per la capretta uccisa a calci ad Anagni: archiviato il procedimento nei confronti dei ragazzi

Il Tribunale di Frosinone ha archiviato il procedimento a carico di alcuni ragazzi accusati di aver ucciso a calci una capretta nell’agosto 2023 ad Anagni. Lav: "Decisione vergognosa" e denuncia il rischio che una grave violenza contro un animale resti impunita e che venga emulata.

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Una capretta (foto d’archivio)

La sua morte aveva colpito ed indignato l'opinione pubblica, dopo che un video girato in Rete aveva mostrato come alcuni ragazzi, durante una festa, si erano accaniti su una capretta prendendola a calci. L'animale era morto e Anagni, in provincia di Roma, era diventato un luogo improvvisamente e tristemente noto perché collegato a questo episodio avvenuto nell'agosto del 2023. Dopo varie tappe giudiziarie, la notizia di oggi è che Il Tribunale di Frosinone ha archiviato il procedimento penale poiché “deve convenirsi che dagli atti non siano emersi elementi sufficienti a formulare una ragionevole previsione di condanna degli indagati per i reati ipotizzati".

Praticamente il procedimento si chiude qui e non si avrà alcun rinvio a giudizio. L'archiviazione è stata definitivamente disposta e questa decisione non può che sollevare stringenti critiche da parte di chi ha a cura la tutela e il rispetto degli animali. Le associazioni animaliste in primis si erano infatti battute perché si arrivasse alla definizione delle responsabilità ma già due volte la Procura della Repubblica di Frosinone, nell'ambito dell'inchiesta condotta, aveva chiesto l'archiviazione. Era stata la Lav ad opporsi e il Gip aveva accolto la richiesta di procedere con ulteriori indagini che, però, oggi hanno portato a questo esito.

Nessuno pagherà per la morte della capretta di Anagni e, soprattutto, nessuno sarà nemmeno "attenzionato" rispetto alla violenza che è stata compiuta. Le immagini di quel video, del resto, erano molto chiare. Girate durante i festeggiamenti per i 18 anni di una ragazza in un agriturismo tra Anagni e Fiuggi, si sentivano le risate di alcuni giovani mentre colpivano l'animale. Cinque di loro erano minorenni e così anche il ragazzo indagato per l'uccisione della capretta. Altri cinque, ancora, erano stati iscritti al registro dei reati perché sospettati di averlo istigato.

I ragazzi avevano provato a difendersi dicendo che la capretta era già morta, al fine soprattutto di far decadere il reato di uccisione di animale. Ipotesi sostenuta poi dalla Procura.

"Siamo indignati per questa decisione della Procura della Repubblica di Frosinone che, archiviando questo procedimento, di fatto tollera condotte di maltrattamento che hanno portato addirittura alla morte di un individuo senziente – è il commento che arriva dalla Lav – Un gravissimo precedente che condanniamo fermamente. Il gesto compiuto dagli indagati, che hanno preso a calci la capretta fino ad ucciderla tra risate e insulti, non solo è una violenza vile e codarda contro un individuo più fragile che non ha potuto difendersi, ma è un gesto punito dal nostro Codice penale, che invece in questo caso rimarrà impunito".

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