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8 Marzo 2026
6:00

Nei centri dei Carabinieri dove nascono e crescono i cavalli: “Tra noi e loro nasce una fiducia che non ha bisogno di parole”

Nei centri equestri dei Carabinieri nascono e crescono cavalli di razze rare italiane. Tra allevamento, conservazione e fiducia reciproca, nasce anche un rapporto profondo, che spesso lega animale e conduttore per tutta la vita. Lo racconta a Fanapge.it Federica Desprini, Maresciallo Capo che da sempre vive e lavora con i cavalli.

Intervista a Federica Desprini
Maresciallo Capo ruolo Forestale
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Il rapporto che unisce Carabinieri e cavalli va oltre l’addestramento e l’allevamento delle razze in declino

Dietro ai cavalli dei Carabinieri che vediamo spesso in strada o durante le parate, non ci sono soltanto addestramento e tradizione militare. C'è anche un lavoro meno visibile, ma molto importante: la tutela delle razze equine italiane e la costruzione di un rapporto quotidiano fatto di fiducia, rispetto ed empatia tra animale e cavaliere.

A raccontarlo a Fanpage.it è Federica Desprini, Maresciallo Capo che da anni vive e lavora a stretto contatto con questi animali. Attraverso la sua esperienza emerge un mondo che non viene raccontato molto spesso, fatto di allevamento, conservazione delle razze in declino e soprattutto di relazioni profonde tra esseri umani e cavalli.

I centri dove nascono e crescono i cavalli dei Carabinieri

"Il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità tutela le razze equine autoctone valorizzandole e preservandone la conservazione attraverso sette Centri di selezione equestre", spiega Desprini. Queste strutture, sette in tutto, sono distribuite in diverse regioni italiane – tra Toscana, Veneto, Basilicata, Abruzzo e Puglia – e rappresentano veri e propri presìdi per la conservazione della biodiversità domestica. Ogni anno qui nascono oltre cento puledri.

Fin dai primi giorni di vita, i giovani puledri entrano in contatto con le persone attraverso una doma naturale, sempre sotto la stretta supervisione della madre. Si tratta di un metodo di addestramento non cruento che punta a creare imprinting, fiducia e collaborazione con l'animale, invece di imporsi con la forza.

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Il puledro Zeus, insieme al capo del servizio veterinario del Reparto Biodiversità di Martina Franca, il Capitano Veterinario Alberto De Berardinis

È il percorso che sta per intraprendere Zeus, il primo puledro di razza Murgese e dal mantello morello nato pochi giorni fa nel Centro di Selezione Equestre "Galeone-Gorgofreddo", a Martina Franca. Lui ha inagurato

"È un metodo frutto dell'esperienza maturata negli anni e particolarmente efficace", racconta Desprini. "I cavalli crescono al sicuro, insieme alla propria madre, in ambienti naturali e riserve, accuditi e nutriti con cura". In totale, i reparti ospitano circa 600 cavalli. Molti di loro diventeranno poi animali di servizio, impiegati nei controlli ambientali o nella sorveglianza delle aree protette, dove il cavallo permette di muoversi con agilità anche in territori difficili da raggiungere con i mezzi.

Salvare razze più rare della tradizione italiana

Uno degli obiettivi principali dei centri è la conservazione di alcune razze equine italiane storiche, anche quelle sempre più rare e in declino. Tra le razze allevate ci sono il Cavallo Murgese, il Maremmano e il Persano e il Monterufolino, animali che in passato erano parte integrante del mondo rurale e delle attività in natura.

"Alcuni cavalli di queste razze sono stati anche selezionati per far parte dei destrieri dei Corazzieri oppure per svolgere il loro servizio nel Quarto Reggimento Carabinieri a Cavallo", spiega ancora Desprini.

Ma il lavoro di conservazione non riguarda solo l'addestramento. Alcune di queste razze storiche, come il Persano e il Monterufolino infatti, sono oggi a rischio estinzione: in Italia rimangono pochi individui e senza programmi di selezione potrebbero scomparire. I centri di selezione equestre dei Carabinieri allevano e "tengono in vita" queste razze storiche.

Una seconda vita anche per i cavalli salvati o anziani

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I centri dei Carabinieri accolgono anche animali maltrattati o sequestrati

I centri di selezione equestre svolgono anche un’altra funzione molto importante: accogliere cavalli sequestrati per maltrattamento oppure offrire un luogo tranquillo agli animali che hanno concluso il loro servizio. "I centri accolgono cavalli maltrattati e sequestrati, ma anche quelli ormai anziani che hanno finito il loro lavoro", aggiunge Desprini. "Qui trovano un vero e proprio pensionamento: vivono in riserve di stato e aree naturali protette e si godono il meritato riposo".

Quando un cavallo non è più operativo, nel linguaggio in gergo si dice che viene "riformato", spiega Desprini. In quel momento il suo conduttore può però scegliere di prenderlo in affidamento permanente.

"Ha la precedenza perché conosce già l'animale e il rapporto è ormai consolidato", racconta la marescialla. Se questo non è possibile, i cavalli vengono affidati in alternativa ad associazioni che si occupano, per esempio, di interventi assistiti con gli animali – la cosiddetta pet therapy – o a privati selezionati, cercando però sempre la soluzione migliore per il benessere dell'animale.

Un rapporto basato su fiducia ed empatia che nasce giorno dopo giorno

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Federica Desprini ha unito passione e lavoro grazie al servizio a cavallo

Il cuore di questo lavoro, però, non è solo la selezione, l'addestramento oppure l'allevamento delle razze in declino. È soprattutto il rapporto che si crea tra cavallo e conduttore. "Ogni cavallo viene assegnato a un militare, anche in base all'esperienza. Vivendo a stretto contatto ci conosciamo a vicenda e si crea un rapporto progressivo basato sulla fiducia, sul rispetto e su una connessione anche emotiva".

Questo legame si costruisce nella quotidianità: pulizia, alimentazione, allenamento e semplicemente tempo passato insieme.

"Spesso non serve nemmeno parlare", racconta ancora Desprini. "Cavallo e conduttore si capiscono al volo. Se l'animale quel giorno non ha voglia di uscire o fa o non fa una cosa, non viene forzato si cerca di capire se è legato ad un disagio o dolore e si trova il modo migliore per chiederglielo. Cerchiamo piuttosto di distrarlo, magari proponendogli qualcosa di alternativo che invece vuole fare".

Il benessere psicofisico dell'animale è una priorità assoluta. "Rispetto e attenzione per la salute fisica e mentale sono punti fissi".

Dalla passione per i cavalli, al lavoro col "collega" Giulietto

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Tra conduttore e cavallo si crea un legame basato sulla fiducia e il rispetto reciproco

Per Desprini questo lavoro è anche il coronamento di una passione nata molto presto. "Fin da piccola, quando vivevo in un piccolo centro dell'Appennino abruzzese, mi sono appassionata ai cavalli. Ho avuto poi la fortuna di riuscire a unire passione e lavoro grazie al servizio a cavallo".

Per circa dieci anni ha lavorato in un centro di selezione equestre, assistendo alla nascita di molti puledri. "Ho un legame speciale con ognuno di loro. Li seguo tutti e alcuni sono diventati cavalli di servizio in cerimonie ed eventi importanti. Quando li vedo in televisione e li riconosco mi emoziono sempre". Oggi il suo "compagno di lavoro" è un cavallo di razza Murgese. "Il mio ‘collega' equino si chiama Giulietto. È un cavallo incredibilmente tranquillo, disponibile e sereno. Mi fido molto di lui e lui si fida di me".

Nel lavoro a cavallo, spiega, la relazione è tutto. "In questo rapporto, empatia e fiducia reciproca sono fondamentali".

Un legame speciale tra cavalli e donne

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Cavallo e Carabinieri restano spesso insieme per tutta la vita

Secondo Desprini, esiste anche un aspetto interessante che riguarda il rapporto tra cavalli e donne. "Storicamente l'equitazione ha sempre avuto una forte presenza femminile. È uno dei pochi sport in cui donne e uomini gareggiano insieme". Con i cavalli, infatti, la forza fisica conta meno di quanto si pensi. "Quello che fa davvero la differenza è la tecnica e soprattutto l'emozione e l'empatia che ti lega con l'animale".

Basta entrare in un maneggio, racconta, per accorgersi di quanto la presenza femminile sia diffusa. E anche nei reparti dell'Arma, negli ultimi anni, il numero delle donne è cresciuto. "Sono convinta che noi donne riusciamo a creare un legame molto forte con i cavalli, spesso con maggiore empatia".

Per Desprini lavorare con i cavalli significa essere riuscita a mettere la propria passione al servizio della collettività. "Il Corpo Forestale dello Stato prima, e poi l'Arma dei Carabinieri, mi hanno permesso di trasformare la mia passione in un lavoro utile alla comunità". E conclude quindi con un invito rivolto soprattutto alle giovani donne. "Ci sono tante specializzazioni all'interno dell'Arma che offrono opportunità interessanti. Vale la pena informarsi e prenderle in considerazione".

Dietro ogni cavallo dei Carabinieri, dunque, non c'è solo una tradizione secolare. C'è anche una rete fatta di donne e uomini che lavorano per proteggere razze rare e costruire ogni giorno un rapporto fatto di rispetto, pazienza e fiducia reciproca. Un legame silenzioso, ma profondissimo, che unisce umani e cavalli – molto spesso – per tutta la vita.

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