
Ci mancava solo questo, e fa pensare a quante altre stupidità la mente umana partorirà ma soprattutto accetterà di acquistare per "fare felice il proprio cane". E' stato da poco lanciato sul mercato, ma poi non è nemmeno una novità, quello che viene presentato come "lo smartphone per cani". Presentato al CES 2026 di Las Vegas, viene pure proposto sui media come una grande novità tecnologica, quando altro non è che un collare con Gps con telecamera integrata e la possibilità di ricevere telefonate e vedere dal punto di vista del cane. Insomma, un apparecchio che dal punto di vista dell'innovazione tecnologica ha ben poco e ancora meno da quello culturale.
E' anzi la rappresentazione della deriva del rapporto con i "pet", che non a caso del resto continuiamo a chiamare così anche in Italia, mutuando un termine americano dove la traduzione letterale è "animale domestico" ma che nel linguaggio comune è diventato sinonimo di un cane praticamente da tenere dentro casa. E se finalmente lo facciamo uscire, e chiaramente non noi direttamente ma affidandolo a qualcuno, dobbiamo pure "parlargli" da lontano.
Ora le cose o sono come sono, ovvero che siamo di fronte a una distopia totale che fa sì che continuiamo ad attribuire a un individuo di un'altra specie necessità umane che decisamente non ha, oppure ammettiamo che c‘è decisamente qualcosa che non va nella deriva culturale e nella piega relazionale che ha preso il rapporto che abbiamo con gli animali che ci sono più vicini.
Oggi si parla dello smartphone, ma da tempo ormai su queste pagine abbiamo mostrato gli altri eccessi che il mercato offre a fronte però, evidentemente, di una richiesta che arriva e deve essere soddisfatta. Come gli alberghi di lusso, le spa e i saloni di bellezza per cani o le tecniche addestrative molto in voga sempre negli Stati Uniti in cui consegni il cane al dog trainer, di stampo sempre tendenzialmente addestrativo se non coercitivo, che te lo riporta a casa "educato". Ovvero inibito e incapace di esprimere le sue motivazioni così che non dia fastidio ma corrisponda a quello che il "proprietario" vorrebbe che sia.
Insomma, questo aggeggio, che era poi già stato mostrato al Mobile World Congress di Barcellona nel 2025, per Fido non ha alcun valore e anzi, se mai dovessi ipotizzare che tipo di effetto può avere su un cane, sono certa che sarebbe qualcosa di straniante e stressante sentire la voce del proprio umano di riferimento provenire praticamente dal proprio collo. Per capirci: se pensiamo a un soggetto che non ha manco la minima ansia da separazione gliela farebbe venire, mentre sembra fatto a posta per calmare l'ansia delle persone piuttosto appunto che quella del cane.
Andando avanti così stiamo trasformando sempre di più i cani in soggetti privi di alcuna autoefficacia e autostima, rendendoli nostre pertinenze emotive di cui poi magari ci lamentiamo pure se manifestano patologie comportamentali che risultano ovviamente indesiderate nel momento in cui si esprimono. Penso a cani ridotti a pupazzi infilati nelle borsette o nei passeggini, e anche di questi due oggetti il mercato abbonda. E se i modelli di anno in anno diventano di più e più marchi li propongono, vuole solo dire che sempre più persone li comprano.
Recentemente dagli Stati Uniti è arrivata la teoria che siamo nella cosiddetta "terza ondata di domesticazione". Non l'ha ipotizzata il primo che capita ma due etologi canini, Brian Hare e Vanessa Woods del Duke Canine Cognition Center di Durham. Secondo loro siamo di fronte alla trasformazione del cane in animale che deve essere sempre più adeguato alla vita sociale dell'essere umano e dunque ad una consequenziale spinta nella selezione genetica nell'allevare cuccioli che hanno caratteristiche comportamentali "utili" al vivere nella società moderna. Si parla di "terza ondata" perché la prima si riferisce alla domesticazione originaria avvenuta migliaia di anni fa e la seconda è quella che dal 1800 ha dato inizio alla selezione delle razze così come oggi siamo abituati a concepirle.
Ma una cosa è indirizzare il cane a una vita sostenibile rispetto alle regole di una società umana, e dunque supportarlo nelle difficoltà che può incontrare stando sempre attenti alle sue caratteristiche genetiche e alla sua personalità e altra è obbligarlo ad adeguarsi ai nostri ritmi e, soprattutto, ai nostri desideri indotti dal trasformare Fido in primis in un oggetto di lusso e a corredarlo di gadget o servizi del tutto inutili per il suo benessere.
La foto che apre questo articolo è stata scelta consapevolmente per mostrare a chiunque passi su questa pagina che ciò che stiamo facendo è umanizzare, e nel peggiore dei modi, animali che condividono la vita con gli esseri umani da circa 30, 40 mila anni e che allora come oggi altro non hanno bisogno che relazionarsi con noi. Senza alcun altro motivo se non quello insito a una co evoluzione che ha visto uomo e cane affrontare insieme il viaggio nel tempo, attraverso appunto migliaia e migliaia di anni, dimostrando così che non c'è Spa o oggetto che tenga a fronte di una relazione sana, ovvero onesta e rispettosa della specificità di ogni componente del gruppo sociale. Cane o umano che sia.